
AVIGLIANA – Sciopero e presidio giovedì 22 gennaio 2026 davanti alla Regione Piemonte: in gioco 160 posti di lavoro alla Primotecs di Avigliana.
La priorità assoluta, in queste ore, è la mobilitazione di giovedì 22 gennaio 2026.
A partire dalle ore 10:00, è previsto un presidio davanti al palazzo della Regione Piemonte, in Piazza Piemonte 1 (Via Nizza), accompagnato da uno sciopero di 8 ore proclamato per l’intera giornata.
L’obiettivo della protesta è ottenere con urgenza un incontro con la Regione Piemonte per affrontare la vertenza che riguarda la Primotecs di Avigliana, azienda nella quale sono stati annunciati 160 licenziamenti entro il 2026.
I lavoratori ribadiscono che la partecipazione di tutti i dipendenti è indispensabile: solo una presenza compatta può rendere visibile la protesta e rafforzare la richiesta di intervento delle istituzioni regionali.
Alla base della mobilitazione c’è una situazione industriale che rischia di portare alla progressiva chiusura dello stabilimento. I dipendenti chiedono che vengano valutate tutte le soluzioni possibili per la tutela dell’occupazione, utilizzando ogni strumento disponibile, dagli ammortizzatori sociali – come Cassa Integrazione e Contratto di Solidarietà (CDS) – prima di arrivare alla Cassa Integrazione Straordinaria per cessata attività.
In questo contesto si inserisce l’incontro svoltosi lunedì 19 gennaio 2026, presso l’AMMA di Torino, tra le rappresentanze dei lavoratori e l’azienda. Durante il confronto è stata ribadita una posizione sindacale definita “chiara e ferma”: i lavoratori hanno confermato la propria disponibilità a completare le produzioni previste e la chiusura delle commesse, ma hanno chiesto che venga concesso il tempo necessario per individuare soluzioni alternative alla chiusura dello stabilimento.
È stato inoltre sottolineato come risulti indispensabile rinviare qualsiasi decisione definitiva a dopo il confronto con le istituzioni, nella speranza di poter modificare scelte già annunciate dall’azienda e dal gruppo di riferimento.
In base agli esiti dello sciopero e del presidio di giovedì 22 gennaio 2026, verranno successivamente comunicate le ulteriori iniziative e azioni di mobilitazione.























In questo tempo che internazionalmente mette insicurezza per la nuova politica che considera gli alleati schiavi o nemici , forse bisognerebbe considerare che non sono solo le armi che potranno rassicurarci contro un nemico da definirsi , la strategia è renderci autonomi dall’ estero almeno per le lavorazioni , la siderurgia come lo spot delle ferrovie è la cura di ferro per l’ anemia industriale , il lavoro non sono il commercio e la pura logistica , il lavoro è produzione , costruire ciò che usiamo, coltivare ciò che mangiamo , evitare lo spreco di terreno agricolo e recuperare quello industriale , gli imbecilli giovani perché sono sicuro che di intelligenti sono ancora presenti in ogni etnia usano questi capannoni per i ravparty, i proprietari che sono le banche rendendosi conto che sono debiti li tengono lì infruttuosi , solo speculazione e la politica di ogni verso e direzione è prona… accogliente ,obbediente , la mia più sincera
solidarietà a questi lavoratori perché io stesso ho provato lo stesso sconforto .