SCOPERTA MAXI DISCARICA NEL BOSCO DELLE ROCCE ROSSE IN ALTA VAL SUSA / GUARDA LE FOTO DELLA VERGOGNA

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La maxi discarica scoperta in alta Val Susa dalla Guardia di Finanza ricopriva un’area di circa 10mila metri quadri nella zona delle rocce rosse. Un percorso valorizzato alcuni anni fa dal Comune di Cesana, grazie al lavoro del geologo Gianni Boschis, che sul sito meridiani.info lo descrive così:

“Le curiose rocce rosse che si possono osservare tutt’intorno Champlas Seguin e il Monte Cruzeau, sono il prodotto di accumulo, sul fondo dello scomparso Oceano ligure-piemontese, dei resti di piccoli organismi marini vissuti intorno ai 160 milioni di anni fa. Il nome delle rocce radiolariti deriva dagli organismi che le hanno prodotte: i Radiolari. Erano organismi planctonici marini, di forma sferoidale e di piccole dimensioni (al più pochi millimetri). Il loro scheletro, fatto di silicio (minerale del quarzo), presenta una precisa simmetria radiale (da qui il nome). Quando l’organismo moriva le parti molli venivano decomposte, e sul fondo dell’oceano rimanevano miliardi di gusci e scheletri silicei di radiolari. Il progressivo accumulo dei resti di questi organismi è all’origine delle radiolariti”.

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“Partendo da Cesana, percorrere in auto la S.S. 23 in direzione del Sestrieres, svoltare a destra al bivio per Champlas Seguin. Giunti tra le prime case dell’abitato, seguire le indicazioni per il Monte Cruzeau percorrendo poche decine di metri su una strada sterrata, e quindi parcheggiare la vettura a bordo strada. In alternativa si può raggiungere il Monte Cruzeau da Sansicario a piedi o in bici. Il sentiero, in terra battuta, si snoda agevole su un pianoro che porta a raggiungere la cima del Monte Cruzeau che offre un’ottima sosta panoramica sulla Valle di Susa: dal profilo della Val Thuras, al massiccio dello Chaberton, dai fronti di cava di oficalci sul versante sinistro della Dora di Cesana, ai vari fenomeni alluvionali di fondovalle. Dalla punta del Cruzeau, percorrere una traccia di sentiero lungo una dorsale che scende debolmente in direzione del fondovalle. Verso il termine della dorsale piegare a sinistra sul versante meridionale del monte, per seguire, con cautela, tracce di sentiero tra sfasciume e detriti. Si giunge, tra la vegetazione ad alto fusto, su una sella ombrosa. Seguire, quindi, le tracce di sentiero in direzione della vicina S.S. 23 senza scendere di quota, fino a raggiungere la cava Catella (loc. Roche Noire). Giunti sul fondo dell’ampio pianoro, raggiungibile anche in auto dalla S.S. 23, soffermarsi tra le tante rocce rosse (radiolariti) disperse in tutta l’aerea. Attraversare il pianoro verso est e seguire un tracciato tortuoso che costeggia a tratti la statale. Il percorso conduce alla soglia di una piccola depressione in cui sono alloggiati diversi blocchi lavorati di “Marmo verde di Cesana” (oficalci)”.

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“Dopo una breve sosta seguire il facile sentiero che in direzione nord-ovest riguadagna la cima verso il punto di partenza. Il percorso risulta di facile accesso, e non presenta particolari problemi di percorrenza. Risulta quindi adatto a tutti, inoltre gli stop sono indipendenti e possono essere comodamente raggiunti anche in macchina dalla S.S. 23 del Sestriere”.

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