SITAF, I LAVORATORI PREOCCUPATI PER IL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI: “SI RISCHIANO LICENZIAMENTI, CONFIDIAMO NEL NUOVO CDA”

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SUSA – Sono stati rinnovati da poco i vertici della Sitaf, ma tra alcuni lavoratori cresce la preoccupazione sul futuro della società autostradale che gestisce la Torino – Bardonecchia e il traforo del Frejus. Alcuni dipendenti sono venuti nei giorni scorsi a parlare del problema direttamente in redazione, chiedendo l’anonimato. La principale preoccupazione riguarda le scelte che la nuova amministrazione societaria farà in termini occupazionali: “Sotto la guida di Cerutti e Luciani, negli ultimi 15 anni la Sitaf ha sempre mostrato sensibilità e attenzione per quanto riguarda i posti di lavoro, privilegiando nell’assunzione i residenti in Val Susa – spiegano a ValsusaOggi – ma con i nuovi dirigenti sarà ancora ancora così?”.

I timori riguardano soprattutto l’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti: i lavoratori temono possibili licenziamenti e riduzione di personale nelle società “in house” della Sitaf (Sitalfa, TecnoSitaf, ecc.). Preoccupazioni basate su un fatto concreto: l’entrata in vigore del nuovo codice prevede – nei subappalti di importo superiore a 150 mila euro – che l’80% dei lavori debba essere affidato con bando gara (o eseguito in gestione diretta), mentre solo il 20% potrà andare alle società controllate.

La società che “rischia” di più in tal senso è la Sitalfa: ci lavorano 128 dipendenti e nel 2016 ha svolto per conto di Sitaf lavori per un importo complessivo di 30,5 milioni di euro, ottenendo un utile netto pari a 274mila euro (rispetto ai 494mila euro dell’anno precedente). Il valore di produzione ammonta a 32,9 milioni. La controllata si occupa di varie attività, tra cui la manutenzione ordinaria, lo sgombero neve  e la realizzazione di interventi per la sicurezza dell’Autofrejus.  Tutte mansioni che da qui in futuro la Sitaf dovrà in gran parte affidare a società esterne, a meno che non le svolga direttamente.

L’ex presidente della Sitaf, Cerutti, ammette che “oggi, a causa del nuovo codice degli appalti, la controllata Sitalfa è la nostra parte debole, anche se non è ancora definito nello specifico cosa richiede la normativa. TecnoSitaf e Musinet hanno maggior autonomia da Sitaf perchè svolgono già da tempo attività per altre società in Italia e all’estero, possono lavorare nel libero mercato perchè si occupano di progettazione. Uno degli aspetti da chiarire è se la manutenzione ordinaria dell’autostrada rientra nella percentuale dell’80% dei lavori da assegnare in appalto, o  se ancora potranno essere affidati direttamente a società controllate”.

In caso contrario, la nuova dirigenza di Sitaf dovrà scegliere se reintegrare gran parte del personale di Sitalfa realizzando i lavori autostradali direttamente, senza così ricorrere a gare d’appalto.

L’alternativa che preoccupa i lavoratori e di cui si parla da tempo negli ambienti Sitaf riguarda invece la possibile riduzione dei dipendenti di Sitalfa, essendo la controllata  che per sua natura dipende maggiormente dall’Autofrejus. “Sitalfa attualmente ha tutti questi dipendenti proprio perchè ha sempre svolto i lavori per conto della Sitaf con affidamento diretto – aggiungono i lavoratori – se questo non potrà più avvenire, l’azienda dovrà scegliere se riassumere gran parte del personale in Sitaf oppure licenziare. Noi speriamo che il nuovo consiglio di amministrazione abbia la sensibilità necessaria per evitare questa opzione, considerata anche la grave situazione occupazionale in Val Susa. La maggior parte dei lavoratori vive qui con le proprie famiglie. Ma ci preoccupa il fatto che il Gruppo Gavio (il socio privato di riferimento in Sitaf e che nomina l’amministratore delegato) abbia già dichiarato da tempo che con il nuovo codice degli appalti potrebbero essere licenziati 3500 dipendenti in tutta Italia, tra cui ovviamente anche in Val Susa”.

 

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3 COMMENTI

  1. Sitalfa, un bel campione di redditività, ci mancava solo che chiudesse in perdita.
    E’ facile comprendere il motivo per cui temono come la peste il nuovo codice degli appalti.

  2. Pochi giorni fa un articolo diceva che tecnositaf aveva avuto dei lavori in Russia, magari anche i russi preferirebbero far lavorare i propri connazionali …

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