SMARINO TAV A SUSA, LA REGIONE CONFERMA: “IL PROGETTO C’È DAL 2015”

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dalla REGIONE PIEMONTE 

TORINO – Regione Piemonte, TELT e i sindaci dell’Unione Montana Valle Susa si sono incontrati a Torino per approfondire le attività previste sul territorio per la realizzazione della Torino-Lione. L’incontro ha aperto un dialogo diretto e ha permesso di chiarire che non si intendono apportare varianti al progetto approvato nel 2018 e gli approfondimenti in corso con le amministrazioni interessate riguardano possibilità già previste nelle prescrizioni del CIPE.

Confermando ancora una volta che la NLTL è ritenuta un’opera strategica e prioritaria per il Piemonte e per l’Italia, l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte ha sottolineato con forza che l’opera verrà realizzata rispettando il progetto approvato dal Cipe e tutelando gli aspetti ambientali.

L’assessore ha inoltre evidenziato come il clima dell’incontro abbia dimostrato che, al di là della comprensibile apprensione di alcuni sindaci, il confronto e la condivisione sono strumenti essenziali per fare passi in avanti. La Regione Piemonte non sta operando, né intende operare all’insaputa dei territori, come qualcuno vuole far trasparire, anzi, al contrario, vede negli amministratori locali interlocutori preziosi per la realizzazione del progetto.

Un lavoro specifico è stato dedicato alla risoluzione dell’annoso problema ambientale presente sull’area di Salbertrand. Dopo l’illustrazione dell’avanzamento dei 6 cantieri in corso tra Italia e Francia TELT ha infatti presentato la situazione dell’area di Salbertrand, dove proseguono le attività per avviare il sito destinato alla trasformazione dei materiali di scavo in calcestruzzo, per la produzione in situ dei conci destinati al rivestimento del tunnel in cui passeranno i treni. È necessario risolvere la presenza di cumuli di materiali di varia natura, in parte amiantiferi, stoccati negli anni da diversi soggetti e mai rimossi e TELT sta lavorando alla soluzione delle problematiche connesse alla presenza di materiali in parte pericolosi, per la riqualificazione di un’area oggi compromessa e per ottenerne la disponibilità in tempi rapidi. Una valutazione sul nuovo piano di gestione del materiale di scavo da parte della Regione Piemonte arriverà quando saranno analizzate i documenti ufficiali chiesti a TELT.

Tra le soluzioni allo studio, compatibili con tempi di rimozione dei cumuli, si valuta anche la possibilità di stoccare temporaneamente parte del materiale di scavo destinato alla fabbrica dei conci, nelle aree dell’ex pista di guida sicura di Susa. Si tratta di un cantiere già previsto dal progetto del 2015. È stato sottolineato, comunque, che la possibilità di utilizzare le aree di Susa per il deposito temporaneo di materiale inerte, è già contemplato nel progetto approvato dal CIPE e che ha completato tutti i passaggi di verifica.

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8 COMMENTI

  1. Una ottima opportunità per Susa , specialmente per il San Giacomo, visto che per il momento è passato indenne al covid. È probabile ci sia un accordo tra Regione Piemonte e INPS.

        • È un argomento fesseria, in primis perché l’amianto viene citato a caso come spauracchio, senza che in alcuno degli scavi fatti fino ad oggi per il Tav se ne sia mai trovata una fibra (e a monitorare è ARPA, non TELT) e secondo perché citi il San Giacomo che è a 2 km e non intere frazioni come Traduerivi o San Giuliano che sono molto più vicini. Solo che citare l’amianto e una casa di riposo a caso è più funzionale a una propaganda ignorante fondata sulla demagogia spicciola.

  2. Il San Giacomo centra almeno quanto c’entrano le sorti dell’intera Valle
    Aprite gli occhi brava gente
    Pagano sempre i poveracci

  3. Colpevole distrazione di chi doveva vigilare o ennesimo gioco di prestigio?
    Intanto, parafrasando il motto del celeberrimo battaglione: A BRÜSA: SUTA ‘L SÜSA , potremmo dire:
    “A brusa a cui ‘d Susa”.

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