SONO 680 I LUPI NELLE ALPI OCCIDENTALI: I NUMERI DEL PRIMO STUDIO CONDOTTO IN ITALIA

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Sono on line i risultati della stima del numero di lupi presenti sul territorio italiano, ottenuta nell’ambito del monitoraggio su scala nazionale 2020/2021, il primo condotto in Italia. Nelle regioni alpine italiane si stimano 946 lupi (con un livello di credibilità tra 822 e 1099), distribuiti su una superficie pari al 37% del territorio delle regioni alpine. La stima è di 680 lupi nelle Alpi centro-occidentali. Il primo monitoraggio nazionale del lupo è stato condotto tra il 2020 e il 2021 seguendo linee guida condivise, che hanno permesso una raccolta dati omogenea e risultati confrontabili su tutto il territorio italiano. Per la popolazione delle regioni alpine le attività di monitoraggio, di analisi e di elaborazione dei dati sono state coordinate dal Centro referenza grandi carnivori del Piemonte e dall’Università di Torino-Dipartimento di Scienze della vita e biologia dei sistemi, nell’ambito del progetto LIFE WolfAlps EU, in stretta sinergia con l’ISPRA, responsabile del coordinamento su scala nazionale. Il progetto LIFE WolfAlps EU 2019-2024 è coordinato dall’Ente di gestione delle Aree protette Alpi Marittime e la Città Metropolitana di Torino ne è partner a tutti gli effetti dal 2019, dopo essere stata uno degli enti sostenitori nell’edizione 2013-2018.

Per scaricare il report completo sulla popolazione di lupo nelle regioni alpine:

https://www.lifewolfalps.eu/wp-content/uploads/2022/05/REPORT_REGIONI_ALPINE_16_05_2022_FINALE.pdf

Ricordiamo inoltre l’appuntamento di lunedì 23 maggio alle 11 nello stand istituzionale della Città e della Città Metropolitana di Torino al Salone del Libro per l’incontro dedicato al progetto “Salviamoli insieme, on the road” che la Città Metropolitana porta avanti da anni con il proprio personale della Funzione specializzata Tutela Fauna e Flora e grazie alla convenzione con CANC, il Centro Animali non Convenzionali della Struttura didattica speciale Veterinaria dell’Università di Torino. Si parlerà anche delle attività che il personale della Città Metropolitana ha portato avanti per il monitoraggio della popolazione di lupo nell’ambito del progetto LIFE Wolf Alps EU, per il contrasto al fenomeno dell’abbandono di bocconi avvelenati in zone rurali, montane e anche urbane, per lo studio delle cause e la riduzione del numero di incidenti stradali e ferroviari che in Valle di Susa sono fatali ai lupi.

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9 COMMENTI

  1. “grandi carnivori” , “animali non convenzionali”…. Menziona l’articolo… Si spera sempre che non succeda mai nulla agli umani, come ieri a Roma, col 12enne cui un cinghiale ha fatto fuori due dita ( giocava a palla per strada…)
    Avevamo necessità di tutti questi lupi??

  2. Ma scherziamo , i benpensanti e radical chic difendono gli animali non convenzionali a spada tratta ; peccato che siano estinti i T REX se no li avremmo scorrazzanti per le nostra montagne

    • Pensavo, in effetti, potrei liberare un po’ di ornitorinchi, qualche dingo e una decina di capibara, tra Sangone e Villar Dora…. Non farebbero un figurone?? E metterei due anaconde, per aiutare i lupi a rimettere in pari i numeri dei cinghiali

  3. Troppi… Non oso pensare al mio rottweiler cosa farebbe, quando siamo in giro per i boschi, se mai ne incontrasse uno o più…

  4. Sbarüà…sei un idiota! Il rottweiler è cane nobile ed equilibrato. Purtroppo i proprietari sono quasi sempre dei subumani come te.

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