SPARATORIA A GIAVENO, PARLA LA DIFESA: “IL PADRE NON C’ENTRA, I TRE SONO STATI AGGREDITI DAI MOTOCICLISTI”

Condividi
FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn

img_0146

GIAVENO – Cinque minuti di follia e violenza, che potrebbero avere conseguenze terribili. Emergono nuovi particolari dalla rissa con sparatoria avvenuta ieri notte all’Aquila a Giaveno, il cui bilancio attuale è di tre persone di Giaveno (padre, figlio e cugino) fermate dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio, e due motociclisti feriti (di cui un valsusino in pericolo di vita al Cto con un colpo di pistola alla testa) del gruppo Hells Angels.

Sono due i legali difensori dei tre fermati: l’avvocato Stefano Tizzani segue il padre e il figlio (che ha sparato i colpi di pistola ferendo gravemente un 47enne di Villar Focchiardo) e l’avvocato Bottacini difende invece il cugino, che ha investito un altro motociclista rompendogli le gambe. Dalla difesa vengono forniti alcuni elementi riguardo la dinamica di quanto avvenuto ieri sera.

“Sono stati minuti di follia, da parte dei nostri assistiti non c’era l’intenzione di fare del male a nessuno. È tutto nato da una cosa semplice: quattro ragazzi che da Giaveno salgono all’Aquila per fare le classiche sgommate sotto la neve. Il tutto si è poi trasformato in un gesto di sfida”. Le sgommate sulla neve sono un classico rito che fanno tanti giovani a Giaveno, come in altri paesi della Valle. Tra cui i protagonisti della vicenda, 2 ragazzi di 19 e 20 anni, che iniziano a sgommare con’auto sul piazzale dell’Aquila.

Secondo quanto emerso dalle dichiarazioni degli indagati, ad un certo punto dal ristorante escono alcuni dei motociclisti degli Hells Angels, che si ritrovano solitamente il giovedì sera al club house dell’Aquila, e dicono ai ragazzini di non fare le sgommate. Nasce un primo diverbio, e li allontanano. Un gesto di sfida, viene annunciato un possibile ritorno sul posto. Il ragazzo, secondo gli elementi raccolti dalla difesa, non accettava l’idea di doversene andare via da un piazzale pubblico, per divertirsi con l’auto come fanno tanti altri giovani.

Il ragazzo e suo cugino scendono a Giaveno, vanno a casa, il 20enne entra tutto infuriato e si lamenta di quanto avvenuto all’Aquila: “Ma chi sono questi per impedirci di andare all’Aquila?”. Prende due pistole di proprietà del padre ed esce di nuovo per ripartire con l’auto, insieme al cugino. A casa ci sono anche i genitori del ragazzo: il padre, preoccupato della reazione del figlio, decide di cercarlo. Esce di casa e lo insegue con la propria vettura. “Il padre alla fine è stato fermato come se avesse compiuto dei reati, ma in realtà non c’entra nulla con questa vicenda – spiega Tizzani – era andato all’Aquila per portare via il figlio e il cugino, ed evitargli grane con i motociclisti, non certamente per aggredirli”.

Arrivati sul piazzale, però, succede il dramma. Il gruppo di motociclisti è formato da circa 20 persone, quasi tutti più grandi dei due ragazzini, uomini tra i 35/40 anni in su. Escono in fila dal ristorante e vanno verso i tre giavenesi. Secondo le testimonianze raccolte dagli indagati, alcuni dei motociclsti avrebbero avuto con sé bastoni, mazze da baseball e spranghe. Avrebbero circondato i ragazzini e il padre, iniziando a colpire i tre giavenesi e le due vetture, che infatti  hanno i vetri rotti e sono bollate. Durante la collutazione, il figlio avrebbe quindi tirato fuori la pistola. Ad un certo punto il 20enne spara il primo colpo in aria, per spaventare i motociclisti. La cosa sembra finita così, ma in realtà no. Riprendono le collutazioni, e il figlio spara altri colpi, questa volta a terra. Da qui, secondo gli elementi raccolti dalla difesa, un proiettile di rimbalzo colpisce tragicamente alla testa uno dei motociclisti.

Nel frattempo il cugino si sarebbe rifugiato in macchina dopo aver preso le botte. Secondo la difesa, nel tentativo di fuggire e di far scappare anche il padre e il figlio, compie alcune manovre con la vettura. Forse in quel frangente investe il motociclista.

I tre tornano a casa a Giaveno: “Pensavano di andare il mattino dopo a fare denuncia, non pensavano di aver sparato a qualcuno, era una fase concitata” dice l’avvocato Tizzani. Ma alle 4 sono raggiunti dai carabinieri, rilasciano delle dichiarazioni spontanee e vengono portati in carcere in stato di fermo. Ora toccherà ad un giudice stabilire la verità tra le versioni dell’accusa e quelle della difesa.

FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
Condividi
© Riproduzione riservata

18 COMMENTI

  1. A mio parere l’idiozia umana non ha veramente limiti e questa vicenda suffraga pienamente questa tesi. Sono tutti colpevoli. I ragazzi perché non hanno nessun diritto di utilizzare un pubblico parcheggio come pista da drift e perché nel ritornare sul posto armati avevano l’intenzione di usare le armi per ferire. I motociclisti avrebbero dovuto chiamare le forze dell’ordine invece di farsi giustizia da soli come solo in certi film americani si vede. Chi ha sbagliato deve pagare.

    • A mio parere comunque siano andati i fatti non si va a casa a prendere le pistole per farsi giustizia ammazzando la gente , chi ha preso le armi deve pagare ma so già che non sarà cosi …

  2. Prima di dire pareri bisogna vedere bene cosa è successo io personalmente stavo a guardare 2 coglioni che magari si bocciavano tra loro e gli facevo un applauso ma uscire in 20 a minacciare 2 furiosi come si è visto non si fa , se proprio c’era qualche problema si annotavano targhe e si chiamava la legge se cosi si può definire punto e basta alla fine i ragazzi non erano incentrò abitato erano andati in punta alla montagna per fare un po i cretini , anche i motociclisti erano li magari belli alticci allora ?

    • Nulla giustifica il ricorso a due pistole , soprattutto in questo caso che non ne disponevano nel momento ” caldo;” ma sono dovuti andare sino a casa a prenderle , tempo durante il quale una mente equilibrata dovrebbe capire che cio che sta per fare puo avere delle conseguenze molto gravi . Quel tempo trascorso in cui non si sono ravveduti, dimostra tutta la loro intenzione di fare quello che hanno fatto , non si tratta più di una reazione istintiva dettata da un momento concitato ,ma di una volontà omicida .

    • Intanto in punta alla montagna ci abitano delle persone e ti garantisco che succede spesso e se gli dici qualcosati insultano poi e posto privato io ci vivo e non ho mai visto i motociclisti uscire a minacciare qualcuno con sbranghe e mazze

    • No….quello è un parcheggio pubblico e tu non fai come c….o ti pare!!!! A maggior ragione se c’erano sul piazzale le moto parcheggiate dei bikers….con il rischio di danneggiarle per fare i cretini!!!! Giustamente i bikers sono usciti per farli smettere e non rischiare danneggiamenti alle loro moto…. perché se aspettavano le forze dell’ordine buonanotte!!!!!! I ragazzini essendo in torto marcio cosa fanno???? Vanno a prendere le pistole a casa perché sono stati rimproverati????? Questa gente si sarebbe comunque messa nei guai….se non adesso sarebbe successo un’altra volta! Incapacità totale di accettare le regole e di poter fare quello che si vuole!!!!! Complimenti!!!!!

  3. Ma quanto pare rispondo a Loredana non è la prima volta che ci sono discussioni li sopra vedi che bisognava già annotare targhe e avvisare i carabinieri prima senza neanche farsi insultare da 2 coglioni fuori di testa sempre che intervenissero le forze dell’ordine…………….??????? E poi chi ha pistole in casa di singola proprietà dovrebbe tenerle al sicuro da mani pericolose e soprattutto scariche non aggiungo altro ……..?

  4. Certo ora difendiamo quel gruppo di delinquenti ….tutti sanno chi sono..ognuno di loro hanno denunce …peccato che nessuno dice che quei poveri motociclisti in circa venticinque x l esattezza se la siano presi con due ragazzini e con un padre che è andato a recuperarli preoccupato ….il quale lo hanno riempito di botte….l’Italia non si smentisce mai….fa diventare degli eroi i delinquenti e dei poco di buono le persone oneste….

    • Caro il mio Riccardo, conosci uno per uno ogni motociclista visto che affermi siano tutti delinquenti? E seconda cosa, visto che sono motociclisti (quindi secondo te gente delinwuente), tu legittimi ciò che due ragazzini viziati hanno fatto? Tengo a ricordarti solo che quei due ragazzini sono tornati a casa loro, hanno preso delle armi, ritornati con il padre, che non ha assolutamente dimostrato intenzione di fermarli e che secondo le ultime notizie che si possono leggere era anche lui armato , e hanno sparato a delle persone! Una mela marcia non cade mai lontano dall’albero….. mai proverbio fu più azzeccato!!!

    • Caro Riccardo prima di dare del delinquente a qualcuno magari quel “qualcuno “bisognerebbe conoscerlo….a me pare che in ospedale ci siamo finiti quelli che tu definisci cattivi invece i poveri “pestati” sono tornati tranquillamente a casa a dormire ……i tuoi paladini con giacca e cravatta non sono poi così santi dal momento che non hanno avuto problemi a sparare…

    • Sta di fatto che i ragazzini non vanno a fare i testa coda in un parcheggio pubblico dove io parcheggio la mia moto….. questo deve essere chiaro!!! Quindi se ti dico di smetterla perche’ sta roba non è consentita tu non vai a casa a prendere le pistole!!!!!! Quindi i delinquenti caro mio non sono i motociclisti in questo caso…sono altri!!!!! Che poi il padre sia andato per fermare il figlio è tutto da dimostrare!!! L’avvocato giustamente dice la sua!!!!

  5. che vicenda triste e assurda, in cui tutti hanno una parte di responsabilità. I due ragazzi in primis, per quanto vittime di un sopruso, hanno reagito nel peggiore dei modi. Pensare di mettersi dietro una pistola contro una ventina di Hell’s Angels per fare valere le proprie ragioni mi sembra una follia. Il padre avrebbe forse dovuto chiamare subito i carabinieri; ma son cose che si dicono a mente fredda, la concitazione è una cattiva consigliera. I motociclisti hanno, da parte loro, avuto un atteggiamento arrogante e violento. Il giovane sparatore avrà la sua giusta punizione, una vita rovinata e la fedina penale sporca che, di questi tempi, non è proprio il massimo. Ma se fossi il giudice chiuderei per qualche tempo il ritrovo dell’Aquila, forse anche i motociclisti hanno qualcosa su cui meditare.
    I miei sinceri auguri al ferito.

  6. Cara Sara , non sempre vincono i buoni , o quelli che vengono o si definiscono tali…..senza magari esserlo….! Non sarebbe la prima volta che , quelli che pensano di essere i padroni del luogo e di dettar legge….. trovano chi non ci sta….! 2 ragazzi ventenni , vengono ,magari , maltrattati non solo a parole….E….decidono di fargliela pagare….! A mio avviso : ci avessero pensato un attimo….avrebbero fatto meglio ad andare al pronto soccorso , dichiarando l’aggressione da parte di molti energumeni e sporgere denuncia alle forze dell’ordine….. Tieni presente che per la legge italiana , partecipare a un atto illecito , ad esempio un pestaggio , in tre o più persone e’ considerata associazione a delinquere…..! E se qualcuno di questi , ad esempio , aveva il porto d’armi o qualche altra autorizzazione particolare…….poteva dirci addio….! Anche se , a vedere bene le varie storie e vicende di questi bravi bychers…… Di avere un pezzo di carta non glie ne poteva fregar di meno….

  7. Parliamo a bocce ferme senza voler dare ragione a chiunque a titolo gratuito . Vediamo con ragionevole pensiero quale può possono essere la realtà dei fatti — Due ragazzi un po’ esaltati vanno su di un piazzale aperto alla normale circolazione per fare i furbetti e le scivolate sul ghiaccio . La ci sono una ventina di moto anche di notevole valore . E’ normale che chiunque abbia redarguito queste azione tanto più per il pericolo di colpire le suddette motociclette . Magari le parole possono essere state un pò imperiose sicuramente a fronte del rifiuto di smetterla . Allora questi esaltati non trovano di meglio che scendere a Giaveno , a parecchi Km di distanza , armarsi di pistole cariche abbandonate dal genitore ( chi ci dice che non fosse lui stesso d’accordo ? ) . Risalire , a questo punto con chiara intenzione di usare le armi , per vendicare il loro ” onore ” offeso . A questo punto c’è qualche dubbio dove sta la chiara intenzione di delinquere? — Dunque al di fuori del colpo diretto o di rimbalzo quale è la differenza ? — Si è stroncata una vita , si sono rovinate famiglie , a quale scopo ? Al voler dimostrare che la ragione me la faccio io perché ho un’arma ? — E no !! — C’è da sperare che la magistratura non tenga conto di favole trovate ad arte da avvocati pronti a girare la frittata come pare a loro . Chi fa queste azioni è un delinquente senza attenuanti .

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.