SPARATORIA DI GIAVENO, NUOVO PROCESSO PER RIDETERMINARE LE PENE PER L’OMICIDIO DEL VALSUSINO ALESSANDRO GINO

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GIAVENO / VILLAR FOCCHIARDO – Sparatoria all’Aquila di Giaveno: colpo di scena. Lunedì 7 dicembre la Corte di Cassazione ha stabilito che sarà necessario un nuovo processo per rideterminare le pene per l’omicidio di Alessandro Gino, il motociclista di Villar Focchiardo ucciso l’11 gennaio 2017.

Si celebrerà quindi un altro processo, davanti a una nuova sezione della Corte d’assise d’appello di Torino: in ballo c’è la pena definitiva per l’ex assessore Claudio Romano, padre di Eric Romano (23enne considerato l’autore materiale dell’omicidio).

Claudio Romano, 58 anni, era stato condannato in appello a 14 anni e 8 mesi di carcere. Entrambi, padre e figlio, sono agli arresti domiciliari a Giaveno.

Il nuovo processo potrebbe portare a una riduzione di Claudio Romano. La Suprema Corte ha infatti accolto il ricorso dell’avvocato difensore, riguardo l’aggravante per futili motivi e il non aver concesso le attenuanti di aver commesso un reato diverso da quello voluto. Teoricamente potrebbe anche aumentare la pena, considerato che la Corte ha accolto anche il ricorso del procuratore generale, però appare uno scenario improbabile.

Nel contempo la Cassazione ha rigettato il ricorso del figlio Eric Romano: non potrà scontare meno di 16 anni di carcere, poiché considerato autore materiale dell’omicidio.

I giudici hanno invece accolto un altro ricorso a favore di Claudio ed Eric Romano, presentato dal procuratore generale Nicoletta Quaglino: a entrambi è stato cancellato (ascritto in termini giuridici ndR) il reato del concorso in tentato omicidio di Pierluigi Ozzello, l’altro motociclista investito da Manuel Morisciano, cugino di Eric.

 

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7 COMMENTI

  1. Condanna a OMICIDIO , ARRESTI DOMICILIARI ? Forse non ho letto bene , ma se così fosse in galera bisogna metterci il o i giudici che hanno stabilito questo .Dov’è la giustizia in questo martoriato paese ? Dove chi contesta (a torto o ragione) se ne va bellamente in carcere , mentre chi uccide se ne sta comodamente a casa sua . Poi non lamentiamoci dei minori che uccidono o dei femminicidi –

  2. La cassazione ha confermato per entrambi l’accusa principale di omicidio aggravato da futili motivi per l’assassino giovane e concorso in omicidio per il padre.
    Non hanno più nulla da dire. E’ quindi ormai definitivamente chiaro anche per legge che sono scellerati assassini omicidi entrambi. Malgrado questo nemmeno mostrano pentimento di quanto hanno fatto ma solo spavalderia e strafottenza invece di vergognarsi.
    E’ uno schifo che malgrado questo i due siano a casa loro a festeggiare con gli amici ed il resto della loro famiglia il Natale e la fine dell’anno mentre noi, la famiglia di Alessandro di cui sono il fratello maggiore, non abbiamo più nulla da festeggiare.
    Spero che la giustizia italiana ponga presto il dovuto rimedio a questo e agli altri simili ignobili casi.

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