STORIE DI VALSUSA / ALMESE E I 30 ANNI DEL CINECLUB

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lumi

di MARIO RAIMONDO

Alla fine la storia è sempre quella, e anche se sembra trita e ritrita, in realtà è sempre nuova sin da quel giorno del 1895 quando i fratelli Lumière, forse senza rendersi neanche pienamente conto di ciò che avevano per le mani, dettero i natali al cinema. Industria, arte del sogno, scrigno di storie, di passioni, di sentimenti, dell’immaginifico che costella il cielo della fantasia, il cinema da sempre – ed oseremo dire per sempre – racconterà le infinite storie dell’umanità… e non importa se su celluloide, pellicola o ‘bit’ digitali… A volte il cinema le storie ‘le crea’… Un po’ come è successo ad Alberto Calosso e Mariella Rocchietti che dal 4 settembre ad Almese, presso l’Auditorium Magnetto, inaugurano la trentesima edizione del “Cineclub“, una rassegna a tutto tondo per gli amanti del cinema al cinema. cine
Una passione che a Mariella fu ‘instillata’ sin da bambina, dal momento che mamma Adriana e papà Edoardo la portavano sempre a vedere quelle storie narrate dallo scorrere della celluloide, che la affascinavano, la interrogavano, le portavano davanti agli occhi quelle cose ‘dei grandi’, quel mondo al quale da piccoli subito si vorrebbe appartenere e dal quale, da grandi, a volte si vorrebbe fuggire.
Il ruggito del Leone della Metro in fondo non incuteva paura ed il ‘gong’ della Rank, possente, un pò tenebroso, annunciava chissà quali storie… Forse tutte le storie che si potevano immaginare. Forse Mariella in cuor suo, allora non immaginava che tutto questo sarebbe stato il ‘propellente’ di un seguito che avrebbe contagiato un altro cuore, quello di Alberto, suo marito.
Come una metafora: a volte le storie non sono solo di celluloide…
Anni dopo: Rivoli, pianeta Terra, anno 1985, a ‘menoquindici’ dal 2000. Mentre al cinema Robert Zemeckhis impazza con ‘Ritorno al futuro’, che diventerà un vero cult movie, Alberto e Mariella, curatori di una rubrica di critica cinematografica sul foglio locale ‘Rivoli 15′ si lanciano, con alcuni amici, in un’avventura ‘folle’ che avrà un lungo futuro: dar vita ad un cineclub, un posto per il cinema, al cinema. All’epoca sembrava un azzardo, anche perché il mondo delle sale cinematografiche sentiva pesantemente la crisi dovuta ad un calo pesante del numero di spettatori, allettati tra l’altro dalla novità dell’epoca, le videocassette, che consentivano di vedersi e duplicarsi i film a casa con l’elettrodomestico a tubo catodico. Ma Alberto e Mariella non volevano di certo arrendersi: non potevano assistere allo sfregio di sale vuote, destinate a diventare mobilifici, o supermercati o quant’altro… In cuor loro pensavano che se c’erano dei ‘maniaci’ del cinema, il loro posto di ritrovo doveva essere il cinema!
Bastava raccoglierli, motivarli, dar loro ‘il film’ dello stare insieme… Nacque così, presso il cinema Gioiello di Rivoli, il primo esperimento di cineclub della zona. Si chiamava “Cinemania”.
Ebbe un successo inaspettato. Come dire: nomen omen… Erano ancora tanti, in giro, i ‘maniaci’ del Cinema! In questo modo nacque quell’avventura del cineclub, con la convinzione che il cinema davvero possiede l’immaginazione del mondo. Perchè il cinema è viaggio nella nostra memoria individuale e collettiva, sa condurci in territori sconosciuti od in lidi noti, sa immaginare il lontano passato come predire l’indecifrabile futuro. Sa far ridere, piangere… Accende la fantasia e sa far paura… Racconta storie mediocri o grandiose epopee… E’ arte delle ombre e delle luci. E’ rito sociale. Il cineclub di Alberto e Mariella è diventato nel tempo prima “Il Club del cinema” e poi l’attuale “Il Club 35mm“. “Cinematografando” in più luoghi, con la passione delle persone autentiche, assorbendo e dispensando esperienze, la grande avventura di vita e di cuore di Alberto Calosso e Mariella Rocchietti è ora all’Auditorium Magnetto di Almese, paese che per un caso del destino vide all’opera, nel Novecento, Ugo Sada, pioniere del cinema valsusino. Domani, 4 settembre, si alzerà il sipario sui trent’anni di un’avventura unica… Verrebbe quasi da pensare come la Rossella O’Hara di ‘Via col Vento’: “Dopotutto, domani è un altro giorno”. Forse non sarà così, forse si… Forse alla fine la storia sarà sempre quella: una platea piena, un grande schermo bianco. Si spengono le luci ed una sciabolata di luce sullo schermo racconta una storia, compone un’avventura, genera un sentimento… Ci appassiona tutti insieme, ci coinvolge, vince la nostra solitudine. Per mano ci accompagna sul sentiero dei sogni (…)

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