STORIE DI VALSUSA: SIMONE BORGESA, IL GIOVANE TALENTO DEL TIRO A VOLO

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di CLAUDIA LO STIMOLO

CONDOVE – Fatica, passione e determinazione che si intrecciano in pensieri e dubbi, per poter superare gli ostacoli e raggiungere gli obiettivi preposti. Gioie e soddisfazioni oltre a vari aspetti da curare quali allenamento fisico e mentale, fiducia in sé, clima di squadra e coordinazione, molti insegnamenti che fanno crescere e maturare.

Tanti sono i sogni di Simone Borgesa, classe 1990 cresciuto a San Gillio e successivamente trasferitosi a Condove, che già all’età di 15 anni seguiva il padre e la sua famiglia durante la stagione venatoria, in quella che per loro è una tradizione che si tramanda ormai da generazione in generazione.

Affascinato da questo mondo presto trasforma questo suo interesse in una disciplina sportiva, che lo ha portato a partecipare, una volta raggiunta la maggiore età, alle prime competizioni nella provincia di Torino e grazie agli ottimi risultati ottenuti nei Campionati Italiani di tiro volo e di precisione, partendo dalla terza categoria, nel 2020 è entrato a far parte della categoria d’eccellenza.

La ricerca della precisione e l’idea del tiro perfetto nel colpire il bersaglio sono gli elementi che da sempre lo hanno affascinato e spronato a perseguire con costanza e tenacia questa sua passione.

Dal 2021 si è unito al team Beretta, prima azienda italiana nella produzione di armi da fuoco, per intraprendere questa nuova disciplina, la PRS Precision rifle series, debuttata in Italia solo lo scorso anno con la creazione della PRS Italia.

Uno sport di tiro a lunga distanza semi dinamico nato negli Stati Uniti, di stretta derivazione dal tiro pratico che prevede un campionato in cui i tiratori devono ingaggiare in successioni ben precise, bersagli metallici posti a distanze diverse (tra 50 e 800 metri). È una disciplina riservata ad armi dette “lunghe con anima rigata”, più notoriamente conosciute come carabine.

Il Campionato Italiano, iniziato con le prime due tappe a Cavaglià, ha visto la terza manche del girone Nord domenica 4 luglio presso il poligono di tiro Le Chamois di Coazze. Simone Borgesa, che già si era aggiudicato due primi posti nella categoria factory, si è classificato anche questa volta primo nella sua categoria ottenendo il punteggio più alto della giornata in questo terzo girone di campionato. Simone, intervistato da ValsusaOggi, risponde ad alcune domande.

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare questa disciplina?

Chi non conosce questa disciplina potrebbe interpretarla semplicemente come uno “sparatutto”, invece è uno sport che richiede una buona palestra a livello mentale in quanto è necessario analizzare la situazione nel complesso, come ad esempio le condizioni meteo, l’ostacolo che ti si presenta davanti, è necessario uno sforzo intellettuale ancora più che fisico. Tutto ciò ti porta a scoprire capacità analitiche che magari non pensavi di possedere, sviluppi abilità di problem solving per affrontare l’esercizio nel migliore dei modi. Personalmente ho scoperto di avere una buona attitudine nel valutare le varie difficoltà che si possono presentare, cercando di trovare la soluzione migliore per concludere l’esercizio nel minor tempo possibile.

Cosa ti spinge a perseguire questa passione?

Sicuramente mi piace molto la disciplina, è uno stimolo che viene da dentro e mi sprona a migliorarmi mettendomi in gioco in continuazione non solo con gli altri avversari ma soprattutto con me stesso. Inoltre l’ambiente socievole e sereno mi ha portato a scoprire un gruppo di persone affiatate tra loro e sempre disponibili nei miei confronti.

Quali sacrifici, tu e la tua famiglia, avete dovuto affrontare per poterti dedicare a questo sport con costanza e perseveranza?

Un aspetto da valutare è quello economico, bisogna partire avendo un minimo di attrezzatura per poter praticare ed è necessario cercare di allenarsi il più possibile per migliorarsi e raggiungere determinati obiettivi. L’altro aspetto importante è il tempo, se ti dedichi con costanza ad uno sport bisogna fare delle rinunce di altro tipo, come ad esempio una semplice scampagnata della domenica come desidererebbe mia moglie o le uscite con gli amici, perché oltre al weekend di gara in settimana è indispensabile tutta la preparazione. Di sacrifici ne comporta tanti, l’aspetto economico e il tempo sottratto allla famiglia, a mio giudizio sono i più importanti da valutare.

Vedi un futuro in questo campo?

La disciplina è stata importata da poco in Italia e la federazione italiana è stata fondata solo l’anno scorso, perciò è tutto in continua evoluzione. Spero sicuramente in un futuro perché sono già molto contento di far parte del team Beretta, che mi ha offerto questa collaborazione e mi auguro di continuare a lavorare con loro anche negli anni avvenire. Cerco sempre di raggiungere il miglior risultato per potermi confrontare anche a ivello internazionale, cercare sfidanti sempre più forti è un bello stimolo e potersi confrontare con persone nuove è il miglior modo per guardare al futuro.

Qualche considerazione sul campionato italiano di PRS?

Ad oggi posso ritenermi più che soddisfatto. Nelle tre gare affrontate sono riuscito ad ottenere tre primi posti nella mia categoria, ho conquistato un secondo posto nella gara di qualificazione nazionale di due giorni, inoltre sono molto contento di essere riuscito a correggere alcuni errori che commettevo all’inizio e la mia precisione nel tiro è accresciuta notevolmente, partecipando a diverse gare mi sono reso conto che le mie prestazioni stanno migliorando ogni giorno di più.

Il direttivo della Federazione PRS Italia, intervistato da ValsusaOggi, risponde ad alcune
domande.

Cosa vi ha portato a diffondere questa disciplina in Italia?

La grande passione per lo sport del tiro da parte di un gruppo di amici, che già partecipano come tiratori ad altre discipline di tiro come Bench Rest, F Class ed Extreme Long Range. Nel 2020 in piena pandemia nasce PRS Italia che per la prima volta nel nostro paese ha iniziato ad organizzare competizioni ufficiali nazionali ed internazionali di questa disciplina di tiro, detta Precision Rifle, fino ad arrivare all’odierno 1° Campionato Italiano di Precision Rifle.

C’è stata una buona affluenza al campionato italiano?

In generale siamo molto contenti: se si considera che tutto è nato durante pandemia e lockdown con la poca certezza di poter disputare le competizioni fino all’ultimo (aprile/maggio 2021) abbiamo circa duecento tesserati di cui quasi il 40% si è iscritto al primo Campionato Italiano ufficiale di Precision Rifle. I numeri sono in crescita con un continuo e diffuso interesse da parte dei tiratori italiani, incluse le donne.

Avete già alcuni progetti per il futuro?

Certamente. A gennaio è nata la IPRF (International Precision Rifle Federation), la Federazione Internazionale del Precision Rifle appunto; noi come PRS Italia siamo uno dei dodici paesi fondatori con Sudafrica, Australia, Canada, USA, Svezia, Regno Unito, Spagna, tanto per citarne alcuni (oggi i paesi aderenti sono già ventidue) e nel 2022, in agosto, si disputerà in Ungheria il primo Campionato del Mondo di Precision Rifle. Siamo al lavoro per la selezione dei primi tiratori che formeranno la Nazionale Italiana.

Lo sport permette di sperimentare e di fare esperienza: dalla fatica negli allenamenti e nelle gare alle soddisfazioni per essere riusciti a raggiungere i propri traguardi, nonché a rafforzare la volontà nel migliorarsi. Si impara a conoscere la vita come ciclica, tensione e rilassamento, fatica e gioia, sconfitte e vittorie, seguendo la propria direzione per cercare di trasformare i sogni in realtà.

 

 

 

 

 

 

 

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1 COMMENTO

  1. La mira è ottima. Ti darei volentieri dei bersagli umani, ma purtroppo non si può. Continua ad allenarti su quelli statici. Bravo.

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