SUSA, ADDIO AL “TEMPO NORMALE” IN PRIMA ELEMENTARE? I GENITORI CHIEDONO AIUTO

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Susa, la sede delle scuole elementari in Corso Couvert

di FABIO TANZILLI e ANDREA MUSACCHIO

SUSA – La scuola elementare di Susa rischia di dire addio al “tempo normale” per la futura classe prima dell’anno scolastico 2021/2022. Una brutta sorpresa per 8 famiglie che avevano iscritto i loro bimbi al “tempo normale”, cioè al programma didattico ordinario che prevede le lezioni al mattino e solo due rientri pomeridiani con 27 ore settimanali (il “tempo pieno” invece prevede le lezioni dal mattino fino alle 16 per tutta la settimana).

Il preside Maurizio Tomeo ha scritto ai genitori il 28 gennaio: “Stante l’attuale situazione, non pare possibile attivare per l’anno scolastico 2021/2022 una classe prima a “Tempo Normale”. Le famiglie sono pertanto invitate a contattare la segreteria per formalizzare correttamente una nuova iscrizione”.

Ma le famiglie di Susa non ci stanno e hanno chiesto aiuto a ValsusaOggi per denunciare il problema: “Una Città come Susa non può privarsi delle classi a tempo normale, non è mai accaduto prima – spiegano i genitori tramite una loro portavoce – ci è stato detto che in alternativa dovremmo portare i nostri figli a Venaus o Meana di Susa, cambiando sede di scuola, oppure iscriverli alla scuola privata a pagamento. Comprendiamo che quest’anno ci siano pochi iscritti, ma si tratta di un servizio pubblico, e poi prima di settembre potrebbero arrivare nuove adesioni di altri bambini. Non tutte le famiglie possono permettersi di pagare la mensa scolastica, così come fare i pendolari in altri paesi per i nostri piccoli. E non ci pare giusto che ci venga imposto di farlo…altre famiglie, proprio per esigenze di lavoro e famigliari non possono andare a prendere i figli tutti i giorni alle 16…speriamo che la scuola capisca il problema e ci venga incontro”.

Nel frattempo i genitori hanno già scritto anche al Comune, chiedendo l’intervento del sindaco Genovese e dell’assessore Valerio: “Vorremmo riuscire a incontrarvi per trovare una soluzione – chiedono i genitori al Comune – in quanto la scelta del tempo normale è stata fatta per esigenze di famiglia. Fare l’iscrizione a Venaus o Meana diventa difficoltoso, per tempistiche, spese e quant’altro. Il tempo normale a Susa c’è sempre stato”.

LA REPLICA DELLA SCUOLA: “ABBIAMO ANCORA TEMPO PER TROVARE SOLUZIONI”

ValsusaOggi ha interpellato l’istituto comprensivo di Susa per una replica.

“L’unica cosa che sappiamo ad oggi, è che il numero di iscritti è troppo basso per formare la classe prima a tempo normale – spiega la prof Cordero, vicepreside – fino all’11 febbraio abbiamo tempo per fare dei ragionamenti, e noi li stiamo facendo. Al momento l’unico dato oggettivo è che non sia pensabile fare una classe con 8 bambini. Dopodiché ci sono diverse soluzioni alternative, ma al momento è presto per dire come andranno a finire le cose. Noi abbiamo preso atto del dato oggettivo e numerico, però potrebbero succedere diverse cose. Il dirigente scolastico sta valutando la situazione”.

“Ci sono ancora degli spazi di manovra, seppur minimi – continua la vicepreside – il dirigente scolastico prenderà una decisione con l’ufficio didattico e manderemo una comunicazione ufficiale alle famiglie. Nel frattempo i genitori hanno il tempo per riflettere su eventuali scelte differenti. Poi tutto dipende dai contesti. Nei piccoli plessi, come ad esempio Giaglione, ci sono pluriclassi con 8 bambini, ma è sempre difficile avviare una classe con meno di 15 iscritti. Se ci fossero bambini che avessero bisogno di insegnamenti speciali o di sostegno, o se per caso ci fossero problemi di trasporto? Per questo è assolutamente presto per dire che i giochi sono chiusi. In questo momento c’è il problema del tempo normale a Susa e bisognerà trovare una soluzione. L’estrema ratio è che la classe prima a tempo normale non venga avviata, ma prima proveremo altre strade”.

“Per le nuove classi prime del prossimo anno scolastico a Susa, abbiamo uno squilibrio di numeri tra il tempo normale e il tempo prolungato, dove non ci sono problemi per l’attivazione. Nel momento in cui i numeri non ci consentono di creare una classe a tempo normale, deve “metterci mano” il dirigente scolastico. Queste 8 famiglie possono fare un sacco di scelte. Noi li abbiamo avvisati del problema, dopodiché abbiamo il tempo per trovare eventuali soluzioni” aggiunge la prof Cordero.

Ad esempio? “Si potrebbe chiedere alle scuole dei paesi vicini se hanno delle liste d’attesa di bambini che non possono essere accolti da loro, perché magari i locali non sono abbastanza capienti, e se quei bambini vogliono venire a Susa a fare il tempo normale – spiega la vicepreside – oppure si potrebbe chiedere alle famiglie del tempo prolungato di Susa di passare nell’altra sezione e scegliere il tempo normale. Le possibilità sono tante. Teoricamente ci sono ancora dei giorni per poter lavorare”.

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12 COMMENTI

  1. Caro Gabriele perché non cambiare almeno il messaggio in base al tema trattato? A cosa serve scrivere sempre POVERINI CHISSÀ CHE DOLORE HANNO PROVATO!

  2. direttore, perchè permette a tipi come gabriele2 di ripetere insulse frasi senza significato , e censura commenti ad articoli ( forse perchè a lei non graditi)

  3. Concordo con quanto scritto da altri utenti in merito ai commenti pubblicati. Ottimo dare la possibilità di commentare e il conseguente dibattito che si crea in cui punti di vista differenti vengono a confronto. Però, se il livello dei commenti è basso basso, stupido e fuori luogo, come quelli di Gabriele 2, talvolta seguenti notizie di lutti, mi chiedo a cosa serva pubblicarli. A mio modesto avviso, (e per tale deve essere considerato), ci vorrebbe un filtro in origine, eliminando contenuti offensivi, baggianate e inutili ripetizioni. Se invece certi commenti vengono permessi per “fare da esca” e attirarne altri, (anche se negativi), tanto per fare numero e far vedere che c’è un certo numero di interazioni, allora risparmierò i miei da ora in avanti. Poi può darsi che finirò per leggere qualche testata dove il livello dei commenti è nel merito almeno di quanto scritto nell’articolo.

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