SUSA E IL CASO DELLA SUORA MOLESTATA PER STALKING: LA PROCURA CHIEDE DUE ANNI DI RECLUSIONE PER L’EX PRESIDE DELL’ITIS PACIARIELLO

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TORINO / SUSA – Due anni di reclusione. È questa la pena chiesta oggi dalla procura di Torino nei confronti dell’ex preside dell’Itis Ferrari di Susa, Vincenzo Paciariello (aveva diretto la scuola segusina nell’anno didattico 2011/2012), processato per l’accusa di stalking nei confronti di suor Alba,  l’ex madre superiora di un istituto religioso di Susa che gestiva anche una casa di riposo per suore anziane. Oggi Paciariello dirige l’istituto Sommeiller di Torino.

Del caso avevamo scritto nel dicembre 2016, quando iniziò il processo a Torino.

Le motivazioni della procura sono state rese note dall’Ansa: “Secondo l’accusa, nel 2015 l’uomo – presentandosi come sindacalista dell’Ugl – avrebbe inviato una quarantina di e-mail alla religiosa, più una decina all’allora direttore della Cei cardinale Angelo Bagnasco, al vescovo e al sindaco di Susa e al direttore di un periodico locale e a diversi istituti religiosi sparsi nel mondo: nelle missive segnalava l’esistenza di numerose violazioni nella struttura”.

Ma secondo l’ipotesi del pubblico ministero Dionigi Tibone e dell’avvocato di parte civile Gabriele Pezzano, quella di Paciariello sarebbe stata una semplice vendetta. “Quattro anni prima, l’uomo avrebbe proposto un suo amico come direttore dell’Istituto, che ottenne il posto ma venne poi allontanato – aggiunge l’Ansa – inoltre avrebbe voluto che la gestione dell’istituto venisse affidata a una cooperativa”.

L’avvocato difensore di Paciariello respinge tutte le accuse. Già due anni, quando iniziò il processo a Torino, il legale Alessandro Parrotta spiegò che nella “delicata vicenda di carattere penale, attualmente alle prime note dibattimentali, viene tirato in ballo l’attuale ruolo nel sindacato da parte dell’imputato, senza che questo abbia alcun legame con la vicenda. A nostro avviso, non si ravvisano responsabilità professionali da parte del mio assistito”.

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