
LETTERA DI SIMONA ROTELLI (ex socia del Motoclub Susa fino al 2022)
Spettabile Redazione di ValsusaOggi,
scrivo con profonda amarezza nel vedere come una delle realtà più gloriose della nostra città, il Motoclub Susa, a mio parere, sia stata lasciata scivolare in un silenzio inaccettabile.
Dobbiamo ricordare chi eravamo per capire cosa stiamo perdendo.
Parliamo di un sodalizio che è stato premiato all’EICMA di Milano per il miglior giro europeo “SPIDI TOUR”. Un club capace di gestire eventi come il GS ITALIA, con centinaia di partecipanti che riempivano sistematicamente i nostri hotel e ristoranti. La sede non era solo un ufficio, ma una vera base operativa: tutti i gruppi motociclistici che passavano da Susa, inclusi moltissimi stranieri, la utilizzavano come punto di riferimento per organizzare pernottamenti, pasti e giri sulle nostre splendide strade di montagna.
Ma il Motoclub era soprattutto un pilastro di solidarietà. La sede veniva utilizzata come centro di smistamento per derrate alimentari destinate alle famiglie in difficoltà di Torino e della Val di Susa. Oltre a donare una cucina completa a una famiglia terremotata dell’Aquila e 800 euro alla Proloco di Castelluccio di Norcia, abbiamo donato una carrozzina al Pronto Soccorso di Susa, sostenuto gli orfani ucraini a Bussoleno e, tramite il “Motobabbonatalesolidale”, devoluto somme significative all’AISM di Avigliana e alla Sport Academy di Chiomonte.
Oggi, di tutto questo, a mio parere rimane poco. Il numero degli iscritti non è più cresciuto, probabile segnale di una mancanza di stimoli, e il club – secondo la mia opinione – non organizza attività di rilievo.
La sede un tempo brulicava di motociclisti da tutta Europa e di volontari carichi di cibo per i bisognosi.
Se non si ha più la forza o la volontà per far vivere una realtà così importante, secondo me bisogna avere il coraggio di restituire le chiavi della sede.
È inaccettabile, a mio parere, che l’Amministrazione Comunale lasci uno spazio pubblico così prezioso poco valorizzato, quando ci sono cittadini che avrebbero l’energia per rifondare tutto e far ripartire i motori.






















Perché la diocesi non interviene su questa situazione?
Motoraduni a parte.. C’è solo un piccolissimo problema, che dal 1 maggio ci sarà un piccolo ritocco ai distributori di carburante.
Guai a parlare anche solo sottovoce di mobilità sostenibile in questa bellissima situazione. Sia mai..