SUSA E LA POLEMICA SULLE SCUOLE, IL SINDACO PLANO ATTACCA LA PRESIDE GIACCONE: “PER 4 ANNI È STATA IN SILENZIO, ADESSO HA UN SUSSULTO”

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di SANDRO PLANO (sindaco di Susa)

Rilevo molte polemiche sullo scambio di sede, dal plesso di Via Re Cozio a quello di Corso Couvert, delle classi di scuola primaria con quelle dell’infanzia. Ogni cambiamento comporta problemi e disagi e quindi sono comprensibili le critiche di quei genitori che vengono penalizzati da questa decisione. Permettetemi di ricordare alcuni fatti. Per moltissimi anni quasi tutti i bambini di Susa hanno frequentato l’Asilo privato “Principe Umberto” gestito dalle Suore. 

La sua chiusura è stata accompagnata da forti discussioni perché veniva depauperato il Centro della Città. Successivamente l’edificio è stato radicalmente ristrutturato e ampliato per riprendere la funzione storica, con fondi pubblici conseguenti all’Alluvione del 2000 ed è stata inoltre acquisita un’area privata, per dare spazio ai giochi esterni. 

L’Amministrazione successiva alla nostra lo ha destinato a scuola primaria, a deposito per l’Archivio storico e a Biblioteca comunale. Decisioni molto discutibili sia sotto il profilo della riorganizzazione delle sedi, sia per l’aumento del carico d’incendio dovuto alla presenza di migliaia di libri. Decisioni avvallate o perlomeno non ostacolate dall’attuale dirigente scolastico che allora ricopriva la carica di vice preside.
In seguito all’aumento degli alunni, già negli anni scorsi le aule erano state divise per poter ospitare un numero maggiore di alunni e l’anno scorso, infine, abbiamo dovuto trasferire una classe, scelta dalla Direzione didattica, in Corso Couvert. Provvedimento, anche questo, accompagnato da polemiche. 

Nel frattempo abbiamo trasferito l’archivio storico nei locali dell’ex Tribunale, dove troverà sede anche la Biblioteca cittadina e il sistema bibliotecario di Valle, e riporteremo “l’Asilo” nella sua sede storica. Predisporremo i parcheggi riservati per i genitori in piazza Europa durante gli orari di entrata e uscita dei bambini.
Si tratta quindi di un progetto di riordino complessivo di un certo respiro: in corso Couvert la scuola primaria e poco lontano l’asilo nido, in via Re Cozio la scuola per l’Infanzia, in piazza Savoia la scuola paritaria, nell’ex tribunale il sistema bibliotecario. 

Questi interventi consentiranno quindi una razionalizzazione in termini di strutture, carico d’incendio, sicurezza, orari, personale docente, accessibilità, parcheggi, attrezzature didattiche. Per quanto riguarda i disagi dei singoli, li comprendo, ma dobbiamo ragionare in termini di anni e non di ciclo scolastico. Si può chiedere, ma non si può pretendere, di avere la scuola o il posto di lavoro sull’uscio di casa.

Accettiamo anche se non condividiamo quindi le perplessità di qualche genitore. Per le ragioni esposte rimandiamo al mittente le critiche di Gemma Amprino che comunque, in qualità di Capogruppo di opposizione, ha tutto il diritto di esprimere posizioni diverse dalle nostre. 

Non condividiamo invece l’atteggiamento della Dirigente scolastica Anna Giaccone, Funzionario dello Stato, dato che è stata tempestivamente informata e che non ha partecipato a diverse riunioni regolarmente convocate. Nelle sue dichiarazioni riconosce il nostro ruolo nelle decisioni a riguardo dei plessi scolastici di proprietà comunale, ma nei fatti ha tentato di influenzare negativamente docenti e genitori con lettere e interviste.
I rilievi formulati dal Responsabile della Sicurezza, in una e-mail privata, da lei pubblicata inopportunamente su un giornale online, riguardano la trasmissione di documenti, forse andati dispersi nei vari traslochi, e non gli aspetti sostanziali. Non si capisce infine il suo silenzio, di oltre quattro anni, sulla presenza di archivio e biblioteca e sull’assenza di documentazione, così come non si capisce questo improvviso sussulto sulla regolarità formale di atti. 

La sicurezza e la funzionalità delle scuole sono la priorità assoluta dei nostri programmi e lo dimostra il fatto che abbiamo impiegato praticamente tutte le nostre scarse disponibilità finanziarie nel settore scolastico.

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