SUSA, IL DAY SERVICE MATERNO INFANTILE? “È UN FLOP”

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di STEFANIA BATZELLA (Consigliere regionale M5S Piemonte)

L’Asl To3 canta vittoria sul numero delle prestazioni erogate dal servizio di day service materno infantile di Susa a quasi 7 mesi dall’attivazione, ma la realtà dei fatti è un’altra. Un vero e proprio flop.

Ricordiamo che il 30 novembre del 2015 con la chiusura del punto nascite dell’ospedale di Susa (TO) è stato attivato il day service, ovvero un insieme di ambulatori specialistici attivo in orario diurno dal lunedì al venerdì dietro prenotazione e pagamento del ticket sanitario.

Al netto della solita propaganda dell’azienda sanitaria è necessario fare il punto della situazione attraverso un’operazione verità.

Nell’area infantile (considerando che le ore alla settimana sono state più che triplicate da 18 a 59 ore) sono nettamente diminuiti i passaggi di valutazione per il sostegno all’allattamento. Ad oggi appena 150 ma quando il reparto Nido era aperto e funzionante vi erano il doppio delle valutazioni.

Per quanto riguarda i percorsi assistenziali complessi coordinati (PACC), ossia i bambini inviati dai pediatri di base del territorio sono stati soltanto 7 (1 al mese). Da ciò si deduce che non è stata fatta un’ adeguata attività di informazione e non vi è un lavoro di rete e di continuità territoriale.

Per l’area materna l’Asl vanta di aver offerto un totale di 952 prestazioni e incrementato le ore ambulatoriali da 37 a 60 ma analizzando i dati emerge una netta diminuzione dei Bilanci di salute che si effettuano in gravidanza, ne sono stati effettuati appena 44 in oltre 6 mesi di attività, ciò significa che ne sono stati eseguiti 6-7 in un mese, mentre quando era attivo il punto nascite se ne eseguivano almeno 10 in una settimana. Stessa analisi va fatta per quanto riguarda i prelievi di screening test integrato: in media ne vengono eseguiti 20 in un mese mentre prima se ne eseguivano il doppio. Per quanto riguarda i percorsi assistenziali complessi coordinati appena 5 prese in carico di donne gravide in un mese.

I numeri parlano chiaro, la chiusura del punto nascite ha determinato una netta riduzione delle attività e una forte disaffezione della popolazione femminile. Una situazione ampiamente prevedibile e denunciata per tempo. Chiediamo la riattivazione del pronto soccorso ostetrico, ginecologico e pediatrico per garantire l’urgenza ed emergenza anche a fronte della mancata convenzione con la Croce Rossa dell’ambulanza materno infantile. E’ l’ennesimo flop di questa dirigenza dell’ASL TO3 e dell’assessore alla sanità Saitta. E’ ora di finirla con i soliti slogan, la realtà è diversa. Vogliamo fatti e non progetti che rimangono solo sulla carta.

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2 COMMENTI

  1. qualcuno in nome della efficienza chiude, ambulatori, ospedali, ecc.. ecc.., perche’ chi decide invece di guardare il portafoglio non guarda il servizio ?… sti maledetti per una cataratta devo aspettare circa 18 mesi !!!!! cosdi’ diventi cieco…. oppure a pagamento stranamente i posti ci sono …

  2. qualcuno in nome della efficienza chiude, ambulatori, ospedali, ecc.. ecc.., perche’ chi decide invece di guardare il portafoglio non guarda il servizio ?… sti maledetti per una cataratta devo aspettare circa 18 mesi !!!!! cosdi’ diventi cieco…. oppure a pagamento stranamente i posti ci sono …
    come ai ?…. rimaledetti ladri … un conto e’ andare a pagamento in strutture PRIVATE … ma ottenere il posto in struttre PUBBLICHE…
    dovrebbe essere vietato, intanto perche’ e’ una truffa socilae… che chi ha soldi passa prima di chi non li ha !!! e poi eì assurdo appunto
    che con i soldi i posti compaiono miracolosamente .. NO …. io che non ho 2500€ a occhio non valgo meno di te che li hai..
    vuoi andarea a pagamento ?.. liberissimo.. ma nelle struttre private !!!!

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