SUSA VALORIZZI IL PATRIMONIO STORICO DEL CINEMA CONTIN

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di FABIO TANZILLI

SUSA – Il cinema è arte, cultura, spettacolo. Sarebbe davvero importante che la Città di Susa, in particolare l’amministrazione comunale con il supporto di sponsor, fondazioni ed altri enti pubblici superiori, trovasse il modo di valorizzare e rendere disponibile alla comunità della Valsusa l’immenso patrimonio del cinema storico segusino, partendo proprio dall’attività della famiglia Contin, che ha aperto il cinema e il teatro di Susa per tre generazioni, a partire dai primi anni del ‘900.

Il compianto Sandro Contin, in particolare, amava conservare e tenere tutto, come solo i migliori professionisti sanno fare: fotografie, materiali di scema, attrezzature professionali, cinepresa, costumi, materiali utilizzati da attori e musicisti di alto livello che hanno calcato le scene a Susa, proprio grazie alla loro attività.

Potrebbe essere una vera e propria “Collezione Contin”, considerato che l’attività culturale svolta da Sandro, e prima ancora dal papà e dal nonno, rappresenta un patrimonio unico per la comunità di Susa: questa è storia della Città. Chissà quanti materiali ci sono nel cinema Cenisio, nelle cantine, negli archivi. Un vero patrimonio culturale che rischia di rimanere negli scatoloni e solo nella nostalgia.

Al posto di far passare tutto nel dimenticatoio, o lasciare all’abbandono questo vero e proprio pezzo di arte e di storia contemporanea di Susa, perché non pensare al recupero e alla valorizzazione pubblica? Non c’è solo la grande storia Romana, Medievale, o quella antica, di cui Susa rappresenta un gioiello. Esiste anche una storia “contemporanea”, dove una comunità può coltivare ricordi, sorrisi, condividere esperienze ed emozioni.

Lo spazio fisico per recuperare ed ospitare dei “pezzi” dell’ipotetica “Collezione Contin” ci sarebbe: proprio nel Castello di Adelaide, recentemente recuperato e aperto come area museale, dedicando un apposito spazio alla storia del cinema segusino. Oppure all’interno del Teatro Civico di Susa, dei cui lavori di ristrutturazione si parla da tempo. Fare “in piccolo” un area espositiva dedicata alla storia del cinema segusino seguendo il modello vincente di quanto fatto da Torino alla Mole Antonelliana, con il Museo Nazionale del Cinema: bisogna sempre ispirarsi ai grandi esempi.

Personalmente, penso che la famiglia sarebbe felice di rendere disponibile (nei modi che lo ritiene) e visibile alla collettività questo patrimonio, in modo che la memoria di Sandro Contin continui a vivere in tutti noi che tanto gli volevamo bene. Sandro stesso, probabilmente, sarebbe orgoglioso ed entusiasta dell’idea che non sia tutto finito dietro una serranda chiusa, che i sogni con.

Credo che sarebbe fiero che il materiale di lavoro utilizzato da lui, suo papà e suo nonno possa in un certo senso “tornare a vivere” diventando un orgoglio della Città e non solo delle serrande chiuse ripensando ai bei tempi del cinema segusino, senza far finire tutto in una cantina o abbandonato.

In modo da far scoprire ai nostri figli che fino a pochi anni fa, per sognare o emozionarsi non c’era Netflix, ma bastava sentire il rumore della pellicola del proiettore, in attesa della prossima storia.

 

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1 COMMENTO

  1. Sarebbe anche bello ristrutturare il cinema e renderlo fruibile non solo con le ultime uscite ma con film d’ essai durante la settimana…siamo purtroppo in una valle di una povertà culturale spaventosa…niente film, niente teatro, niente opera, niente balletto, niente concerti, niente di niente…che zona triste!

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