TAGLI ALLA SANITÀ IN VAL SUSA, LA STRANA PROTESTA DEI SINDACI A TORINO. LA REGIONE LI SNOBBA E NON LI RICEVE, MA LORO NON PARTECIPANO NEANCHE AL CONSIGLIO REGIONALE

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Strana protesta “dimezzata” dei sindaci della Val Susa a Torino, per la questione sanità. Chiedono di essere ricevuti, ma nessuno li accoglie nel palazzo della Regione. Ma ancora peggio, nessuno di loro ha partecipato alla seduta pubblica del Consiglio Regionale, per poter esprimere il dissenso ai tagli.

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Una decina di amministratori sono scesi in città questa mattina, insieme ad alcuni membri del Comitato “Noi abbiamo partorito a Susa”, per contestare i tagli alla sanità voluti dalla Regione. C’erano varie amministrazioni della Bassa Valle: da Susa ad Almese, da Avigliana a San Giorio, da Borgone a Condove, Caprie, Venaus, ecc. Sotto Palazzo Lascaris, i sindaci Plano e Patrizio hanno spiegato le ragioni dell’iniziativa: “Siamo qui per chiedere di essere ricevuti dall’assessore regionale Saitta e dalla Regione – hanno detto – il problema della sanità non riguarda solo l’ospedale di Susa, ma anche i mancati lavori nel presidio di Avigliana, che da anni non sono mai partiti e sono in un ritardo clamoroso”. Plano e Patrizio, sindaci di Susa e Avigliana, hanno ribadito l’importanza di salvare i posti letto in Valle.
Peccato che questa protesta sia stata “vana”, visto che dalla Regione nessuno ha ricevuto i sindaci valsusini (nè l’assessore Saitta, nè il presidente del Consiglio Regionale, Laus).

Dal canto loro, i sindaci valsusini non sono neppure entrati a Palazzo Lascaris per partecipare almeno alla seduta pubblica del Consiglio Regionale, dove probabilmente avrebbero trovato l’appoggio di alcuni consiglieri regionali, per poter esprimere il loro dissenso sui tagli alla sanità. Hanno preferito rimanere in strada, consegnando alla Regione un semplice documento.

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1 COMMENTO

  1. Cari i mei Sindaci, per hanni avete visto uno stato fare carne di porco dei cittadini, bloccandoli a pagare sempre senza potersi oppore al pagamento delle tasse prvio il sequestro dei beni di proprietà, il comune con le terre dei cittadini non possono opposri a dare i soldi allo stato perchè verrebbero con le forze armate a riscuoterli, questo è stato solo possibile con parecchi aiuti locali, adesso il cittadino non è più padrone di casa, del territorio e nemmeno del suo comune, come su blocca uno stato che vive di TASSE E SOPRUSI, se l’unico modo per dialogare con lo stato e togliere i soldi delle tasse a livello ITALIANO!, come possiamo prenderci il potere che ci spetta come CONTRUBUENTI ? se i sindaci sono i primi a SCANSARE il vero problema?, quando vedremo i sindaci scendere in piazza e dire non paghiamo più un soldo allo stato , venite a dialogare o fermiamo tutte le tasse della valle di susa, ! verranno con le forze armate a riscuotere?, farebbero saltare le poltrone al sindaco?, ma il popolo è sempre un elettore, valido oppure no ?, qui nei tempo si hanno VENDUTO I DIRITTI, e cioò che lo stato faceva per imbrigliare il cittadino nessun SINDACO LO HA MAI DENUNCIATO, ed eccoci ad oggi ad urlare che ci tolgono un ospedale, bene sappiate tutti che questo è solo l’inizio, venderanno anche pezzi di comuni ed i sindaci andranno a sedere nelle città metropolitane, iul comune verrà venduto come struttura per fare cassa, ne più ne meno di un ospedale…! ed allora ci sentiremo dire e colpa dello stato, MA DAVVERO ? cosa guardavamo cosa guardava chi amministrava ?, e cosa comunicava al popolo l’amministratore intento ad amministrare ?, nessuno si è mai eretto contro lo stato per denunciare le malefatte contro il popolo, adesso cosa fanno ?, mi fa incavolare questo modo, sapete tutti il disegno lo vedete bene tutti e pure sapendo tacete tutti, invece di trovare un modo di bloccare il disegno..!! piangere sul latte versato non lo roccoglie…! bisogna bloccate il sistema messo in atto dallo stato con i cittadina al seguoito, ma vanno riuniti prima non separati in correnti…..!!

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