TAMPONI A OULX E BUSSOLENO: SU 160 TEST, IL 12% POSITIVI

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di ANDREA MUSACCHIO

OULX / BUSSOLENO – Tempo di primi bilanci per il progetto Valsusa Open Valley. Dopo la partenza (con doppia data) all’Iper Le Baite di Oulx lo scorso fine novembre, la carovana di infermieri e volontari si è spostata a Bussoleno e, sabato 12 dicembre, farà tappa a Venaus per proseguire il programma dei tamponi rapidi in alta Valsusa.

Ad oggi sono circa 160 le persone ad essersi sottoposte al test con una percentuale di positivi che grava intorno all’11-12%. Numeri leggermente a ribasso rispetto alle aspettative di inizio novembre. “Penso che la gente sia poco attenta ai percorsi di prevenzione – commenta il professore Paolo De Marchis – Siamo culturalmente poco preparati. Le faccio un esempio non mio: per scaricare l’app di Immuni ci sono voluti 4-5 mesi, mentre per l’app Io Cashback pochi giorni. Non è un fattore economico, ma, ripeto, culturale“.

Ma non solo. Secondo il professore valsusino, tra i motivi per cui le persone non si sono sottoposte al tampone rapido, rientra “la paura di risultare positivi e di conseguenza bloccare tutti i familiari o contatti stretti“.

Nonostante tutto, il bilancio generale del progetto Open Valley è positivo. “Siamo partiti lo scorso 7 giugno – conclude De Marchis – I numeri sono buoni, visto che 3.500-4.000 persone si sono sottoposte al test sierologico prima e ai tamponi rapidi oggi. Però bisogna migliorare. Abbiamo un bacino di 15mila persone, per questo bisogna lavorare di più sulla comunicazione“.

 

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5 COMMENTI

  1. Ci sono troppi irresponsabili e sono tutti untori! Altro che 12%! In realtà sono il 12000%. E non bisogna scaricare le app! Sono il principale metodo di trasmissione del virus! Dalla D’Urso e su Facebook lo dicono. L’OMS e il CTS affermano che il covid passa da un cellulare all’altro e uccide tutti!

    • Certo che deve avere preso una bella botta alla testa quando è caduto dal seggiolone da piccolo…
      Si renda conto che mentre lei fa sarcasmo idiota (non sono io a dirlo, lo dice il suo nome) , ci sono molte famiglie in ansia estrema perchè hanno dei parenti ricoverati nelle terapie intensive e molti altri che da marzo a oggi piangono i loro morti, per cui, forse, tra un’idiozia e l’altra, potrebbe andare in internet a cercare la parola empatia e cercare di svilupparne un po’. Cordialità

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