TAV A CHIOMONTE, IL SINDACO PREOCCUPATO PER L’ALLARGAMENTO DEL CANTIERE / L’OPPOSIZIONE: “STA INCOMINCIANDO A CAPIRE?”

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CHIOMONTE – Il sindaco Silvano Ollivier ha inviato una lettera ufficiale al ministero dei Trasporti, a Telt, al commissario Foietta e ad altri enti (tra cui questura, prefettura, carabinieri, ecc.) per esprimere preoccupazione sull’allargamento del cantiere della Tav, previsto dalla variante del progetto.

“L’apertura del nuovo cantiere avrà una durata di almeno 15-20 anni ed è quantomeno paragonabile all’apertura di uno stabilimento con 500 o più dipendenti che ruotano attorno ad un paese di montagna che a meno di 900 abitanti – scrive il sindaco nella lettera – lo sconvolgimento dell’assetto sociale previsto, credo che meriti una approfondita riflessione da parte dei miei concittadini, che meritano sicuramente pari dignità di chi ha deciso, se pur democraticamente, la costruzione della linea Nltl e dell’allocazione del cantiere nel nostro paese. Ciononostante mi si chiede di rinviare ulteriormente il confronto con i cittadini”.

Il sindaco di Chiomonte ha scritto questa lettera perchè non ha ancora potuto organizzare l’incontro pubblico con la popolazione per presentare il progetto, che avrà un impatto notevole sul paese: “Il 10 luglio in Regione si è tenuto il primo passaggio in conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto – spiega il sindaco – in precedenti incontri con Telt, si era convenuto di presentare pubblicamente il progetto in anteprima alla comunità di Chiomonte, praticamente l’unica vera interessata direttamente alla variante”.

Peccato che questo incontro non si sia ancora tenuto: “A seguito della presentazione in conferenza dei servizi, avevo richiesto che la presentazione fosse fatta al più presto – scrive il sindaco – dando la possibilità di utilizzare i locali comunali. Alcuni giorni dopo, la presentazione è stata “bloccata” su “consiglio” della questura per paura di disordini provocati dalle frange estreme del movimento No Tav. Le telefonate successivamente intercorse hanno suggerito ulteriori rinvii, anche a causa delle difficoltà dovute al periodo di ferie”.

A inizio agosto, il Comune di Chiomonte ha chiesto ufficialmente una proroga per la presentazione delle osservazioni al progetto, ma anche in questo caso non ci sono state risposte da parte delle istituzioni: “La mancanza di una risposta preoccupa molto la nostra amministrazione, che a tutt’oggi non ha ancora riferito alcunché alla popolazione, se non asettiche comunicazioni del deposito degli atti presso gli uffici comunali” aggiunge il primo cittadino.

La conclusione di Ollivier è amara: “Rimetto a voi tutti queste considerazioni, affinché ogni organismo provi a meditare su quanto sta accadendo e si rifletta sulle dichiarazioni degli oppositori all’opera, che affermano che la stessa è calata in modo autoritario sui cittadini”.

Il primo cittadino ha inviato la lettera anche ai vari consiglieri comunali. A tal proposito interviene il capogruppo dell’opposizione, Giorgio Guglielmo: “Il sindaco lamenta l’impossibilità di presentare il progetto di variante sul cantiere della Maddalena alla popolazione di Chiomonte, per una serie di motivazioni piuttosto nebulose. Il sindaco si dichiara “molto preoccupato”, e secondo noi ne ha ben motivo, per non avere potuto riferire alla popolazione e di essere stato sollecitato ad ulteriori rinvii”.

E aggiunge: “Il nostro gruppo consiliare, con l’aiuto di tecnici competenti, il 18 agosto ha illustrato alla popolazione in modo oggettivo ed in una serata contrassegnata dalla massima tranquillità la situazione che si prospetta per i prossimi 13/15 anni. All’incontro era presente anche il sindaco e lo può testimoniare. Ciò che lascia esterrefatti è che Ollivier candidamente confessi la propria impotenza a compiere un dovere istituzionale, quale è quello di informare la sua gente. Riteniamo che il sindaco dovrebbe meditare sulla vicenda e trarre le dovute, amare conclusioni”.

 

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10 COMMENTI

  1. Sempre a lamentarsi ‘sto sindaco!
    Ringrazi che il cantiere della tav porterà a chiomonte lavoro e turismo, si ristruttureranno tutte le case vuote per gli operai del cantiere e ci sarà finalmente uno svincolo dall’autostrada per portare la gente al frais.
    In Svizzera i cantieri del Lötschberg in paesi grossi come chiomonte hanno portato ricchezza per tutti gli abitanti.
    Per fortuna che le compensazioni verranno gestite da Imprendoc senza passare per il comune!

    • Sì, Ercole. Vero quanto dici circa la Svizzera e potrei anche aggiungere che il cantone maggiormente interessato dai lavori aveva espresso voto contrario al referendum su Alptransit (accettandone comunque l’esito con piena sensibilità democratica).
      Ma in quegli stessi luoghi l’informazione sul progetto è stata poi capillare e tempestiva. Cosa che in Italia tarda ad avvenire e così non c’è ancora la percezione che si sia abbandonato il nefasto sistema DAD (decidi, annuncia, difendi) che tanti danni ha arrecato.
      Per cui, a mio avviso, il Sindaco si è comportato nel modo più corretto.

  2. Ritengo che, oltre al sindaco, anche i promotori dell’opera non sappiano che “pesci pigliare”.
    Probabilmente si rendono conto che i problemi riguardanti la gestione di un cantiere assolutamente fuori misura rispetto all’area coinvolta saranno enormi e difficilmente risolvibili senza provocare ulteriori irrimediabili danni al territorio. .
    Il tutto per costruire un’opera completamente inutile da tutti i punti di vista che probabilmente si rivelerà una cattedrale nel deserto.
    Per non parlare dello svincolo da 80 -100 milioni per portare a Salbertrand lo smarino e gente al Frais, tra 20 anni o più, quando, visti i vistosi cambiamenti climatici, probabilmente non si potrà neppure più sciare, …….assolutamente demenziale.

  3. 1) Gian Paolo, i promotori non sanno che pesci pigliare? non direi proprio a giudicare dal corposo materiale della variante che ho spigolato nel sito TELT. Il problema cui mi riferivo è invece quello dell’informazione chiara, tempestiva e diretta.
    2) Ancora questo tormentone dell’opera inutile! per carità, ognuno è libero di pensarla come vuole però non bisognerebbe dimenticare che i più non la pensano così. Per esempio:
    – l’84% dei parlamentari europei che nel 2013 hanno approvato la rete centrale, articolata in 9 corridoi interoperabili e interconnessi, di cui la NLTL è elemento centrale;
    – il 96% dei senatori francesi che ha approvato l’accordo con l’Italia per la realizzazione dell’opera;
    – l’agenzia INEA che applicando criteri oggettivi (definiti da primari istituti di ricerca) ha attribuito al progetto della NLTL un finanziamento che per entità risulta il terzo in una lista di 270 infrastrutture di trasporto.

    • 1) Appunto, non sanno come comunicare alla popolazione lo sfascio a cui si andrà incontro
      2) La maggior parte dei senatori e dei deputati dei vari parlamenti,per la gran parte non sanno neppure di cosa stiamo parlando e obbediscono agli ordini dei loro partiti.
      Illustri economisti europei dei trasporti, tra i quali alcuni della Bocconi, per non parlare della corte dei conti Francese hanno più volte ribadito che il rapporto costi benefici di questa opera, peraltro già più che dimezzata rispetto alle mire iniziali, non ne giustifica assolutamente l’esecuzione, vista tra l’altro la presenza di una linea già esistente, appena ammodernata e assolutamente sottoutilizzata.
      Nello stato in cui si trova Sarebbe sicuramente più utile per la popolazione, per l’ambiente e per la crescita investire in metropolitane, interventi di salvaguardia del territorio, del patrimonio pubblico, artistico e naturalmente del miglioramento sismico dei fabbricati.

      • Dopo aver seguito attentamente i dibattiti parlamentari (italiani e francesi) posso essere d’accordo con te sul fatto che i politici italiani hanno scarse competenze in questi campi. Ma questo vale per i sostenitori come (e forse ancor più) per gli oppositori.

  4. Forse è una mia lacuna, ma non mi risultano trasportisti della Bocconi contrari. Anzi, i più illustri, come Lanfranco Senn e l’ex rettore Carlo Secchi, sono dichiaratamente favorevoli.
    Forse ti confondi con la Statale di Milano e Marco Ponti, restato tra i pochi a contestare la scelta UE del trasferimento su rotaia del 50% di traffico merci di lunga percorrenza.
    Già perché per Ponti i 2,7 mln di TIR che ancora nel 2016 hanno attraversato i confini italo-francesi non costituiscono un problema. Anche se comportano elevate emissioni climalteranti, ossidi di azoto, polveri sottili, forti consumi energetici, inquinamento acustico, incidentalità, congestione.
    Fortunatamente la politica europea dei trasporti, che media tra obiettivi economici e obiettivi di sostenibilità ambientale, gode di sostegni plebiscitari. E così pure gli strumenti adottati per il raggiungimento dell’obiettivo: una rete ferroviaria concorrenziale verso la strada grazie a specifiche tecniche d’interoperabilità purtroppo incompatibili con la linea storica (pendenze, raggi di curvatura, sagoma in primis).

    • Ad esempi Prof. Perotti Economista già commissario alla spending review.
      Inquinano molto di più le auto in coda sulle tangenziali e nelle città che i TIR, tanto è vero che le merci trasportate sono in diminuzione da anni, anche perché la direttrice principali delle merci è da sud a nord, non certo da est a ovest.
      In ogni caso altri sono i progetti strategici prioritari per l’Italia(come ho già detto metropolitane, salvaguardia territorio ecc che oltretutto impiegherebbero molte decine di migliaia di persone) non certo questo, su cui si sono incaponiti i politici Italiani a cominciare da Prodi, per continuare negli ultimi 10-12 anni con i Virano, Foietta, Esposito, Giachino, Lupi & C, peraltro di gran lunga molto meno autorevoli di Prodi …. anzi direi per nulla autorevoli..

      • 1) Perotti. Ne ho stima, ma, appunto, non è un trasportista. E così motiva in modo insostenibile la contrarietà dicendo di velocità (quando il problema del traffico merci è la capacità di traino) o di traffico “dimezzato” (quando la flessione è stata dai 50 mln/tonn del 2001 ai 42 del 2016).
        https://www.youtube.com/watch?v=__v5dM3dvSU
        Insomma è rimasto alle vecchie tesi della saturazione e ignora l’obiettivo UE del 50% del trasporto su ferro.
        2) Le ragioni della flessione sono molteplici, ma negli ultimi anni i valori si sono assestati. E sulla strada resta più o meno lo stesso numero di TIR (quello del traffico urbano è tema diverso). Vero che il traffico di direttrice nord-sud è decisamente superiore a quello est-ovest, ma è anche servito da quattro corridoi ferroviari.
        Lo scorso anno sono transitati in Svizzera 40 mln/tonn eppure si stanno ultimando 129 km di tunnel di base sull’asse del Sempione e del Gottardo. Tra Italia e Francia, dove i mln sono 42 non ce n’è manco uno. E non si dica che il vecchio Gottardo era prossimo alla saturazione perché così non è.

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