TAV, ESPOSITO ATTACCA SALVINI SULLA PROPOSTA DEL REFERENDUM: “SARÀ COLPA DEL CALDO, È UN’IDEA VECCHIA CHE NON PROPONGONO PIÙ NEANCHE I NO TAV”

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di STEFANO ESPOSITO (Senatore del Pd)

Ieri il nuovo leader del centodestra a trazione leghista, Matteo Salvini, si è recato a Giaveno, patria dell’on. Osvaldo Napoli, suo alleato. Interrogato sul tema della TAV, probabilmente perché ebbro del risultato del referendum greco, Salvini non ha trovato di meglio che rispolverare una vecchia idea demagogica: a decidere sulla Tav devono essere i cittadini attraverso un referendum.

Sarebbe opportuno che gli esponenti leghisti torinesi e i loro alleati del centrodestra, da sempre favorevoli all’opera, spiegassero a Salvini come stanno le cose e che con la sua rivoluzionaria idea è arrivato un po’ in ritardo, visto che neppure i reduci del movimento No Tav oggi invocano il referendum.

Lasciamo da parte il tema di coloro che dovrebbero esprimersi su un’infrastruttura internazionale (i valsusini interessati dai cantieri? tutti i valsusini? i torinesi e i piemontesi? gli italiani tutti?), perché quello dell’elettorato attivo mi pare un aspetto troppo sofisticato rispetto alla lineare logica salviniana, tuttavia mi chiedo se il leader leghista non si senta a disagio a condividere la stessa retorica populista dei 5Stelle anche sulla Torino-Lione.

Ma forse è solo colpa del caldo: altrimenti Salvini avrebbe dovuto apprezzare il fatto di far visita a un posto dove le ruspe funzionano e stanno facendo un ottimo lavoro nel cantiere di Chiomonte.

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