TAV, I SINDACI DELLA VAL SUSA NON LASCIANO IL TAVOLO CON FOIETTA: “CHIEDIAMO CHE SI DISCUTA DELL’OPZIONE ZERO”

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I sindaci No Tav della Val Susa non lasciano il tavolo di dialogo sulla Torino-Lione, ma chiederanno a Foietta di poter parlare dell’opzione zero. È questa la decisione emersa ieri sera, durante la conferenza dei sindaci della bassa Val Susa a Bussoleno. Il clima del confronto era abbastanza sereno, e i vari Comuni sono arrivati ad un’intesa: per adesso il tavolo di dialogo con il Commissario della Tav non salta, anzi, si chiederà a Foietta di poter affrontare questo argomento, portando sul piatto i dati che dimostrerebbero l’inutilità della Torino-Lione.

“Abbiamo chiesto noi questo tavolo con il governo – dicevano vari sindaci ieri sera – sarebbe assurdo dire di no proprio adesso. Chiediamo formalmente a Foietta di inserire in agenda questo tema, e vediamo cosa ci risponde. In base a quello decideremo cosa fare. Dobbiamo far sentire la nostra voce di amministratori”.

Alcuni sindaci No Tav più legati alle liste civiche del Movimento, volevano invece far saltare subito tutto e rinunciare al tavolo (Avigliana, Almese, Sant’Ambrogio, ecc.). Poi durante il dibattito tra sindaci, ci si è accordati per fare questo ennesimo tentativo di dialogo istituzionale, per ribadire la propria contrarietà all’opera, senza però rinunciare al confronto con il governo.

 

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3 COMMENTI

  1. Sono molto curioso (lo dico seriamente) di conoscere “i dati che dimostrerebbero l’inutilità” della NLTL. Perché per essere credibili dovranno replicare agli ultimi studi UE sulla rete centrale europea, di cui la linea è segmento essenziale. E si tratta di studi affidati ai più importanti centri studi europei del settore.
    La ragione di essi si doveva alla necessità di elementi di valutazione aggiornati e certi per procedere all’assegnazione dei cofinanziamenti CEF. E come ognun sa quello concesso alla NLTL è per entità il terzo in una lista di 270 progetti infrastrutturali (270 gli ammessi, ma le domande erano circa 700). Per cui si dovrà pur ammettere che qualcuno nell’utilità del progetto ci crede.
    Dati gli elevati costi della rotaia in zona di valico, l’unica soluzione alternativa sarebbe la medesima che ha consentito alla Svizzera di sfiorare l’attuale 70% di traffico su rotaia, ovvero circa 220 mln di incentivi al combinato ogni anno.
    Cioè più di quanto l’Italia pagherà annualmente da qui al 2029 per la tratta transnazionale. E poi dovrebbe continuare questa politica ad infinitum (vanificando nel contempo i miliardi spesi in altre parti d’Europa per l’implementazione della rete centrale, interconnessa e interoperabile).
    E dire che gli Svizzeri per sottrarsi a un tale onere hanno scavato, da soli e senza cofinanziamenti, il tunnel di base del Gottardo (che si apprestano a festeggiare) e gli altri tre del progetto Alptransit. Infatti gli incentivi si ridurranno e dal 2024 non saranno più corrisposti.
    Difficile credere all’esistenza di altre soluzioni. Se non altro perché Svizzera e UE ci avrebbero già pensato da tempo.

  2. certo che rimangono al tavolo, ma cosa succederà quando la loro proposta OPZIONE ZERO non sarà accetata? saranno disponibili a altre scelte ? si dimeteranno? inciteranno la gente a far casino nei cantieri o in strada. oggi credere che l’opzione zero sia ancora in discussione e come credere cicciolina era vergine,
    OGGI SI DEVE DISCUTERE DEL COME TAV tutto il resto e tempo perso per tutti noi e per l’ambiente della nostra valle.
    Mario Picciotto

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