TAV, IL PUGNO DELLA VERGOGNA 

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A volte una foto dice più di mille parole. Ecco, l’immagine pubblicata da notav.info sulla carica di ieri in Val Clarea della polizia – con scudi e pugni – per “contenere” un gruppo di No Tav (di cui parecchi di una certa età) che accompagnavano gli europarlamentari e volevano superare la zona rossa, è vergognosa. 

Aldilà di cosa si pensi della Torino-Lione, aldilà delle ideologie e delle tifoserie, delle ragioni del Sì e del No. Un pugno sferrato così, da un rappresentante delle forze dell’ordine e quindi dello Stato verso un cittadino anziano – sicuramente determinato nell’opposizione alla Tav, ma disarmato (e che potrebbe essere nostro padre o nostro nonno) è un atto brutto, ignobile. 

Per carità, i poliziotti probabilmente saranno stati pressati dalla situazione difficile, dalle frasi poco gentili, dalla situazione inaspettata e andata fuori controllo (ma basta davvero così poco per provocare questi tilt?), però i pugni contro gli anziani disarmati non si tirano. Troppo facile, così.

 Il “pugno duro” dello Stato (anche fisico) andrebbe riservato ai criminali, ai black block che sfasciano le città durante le manifestazioni, ai mafiosi, a chi usa la violenza nelle strade e si approfitta dei più deboli e – tornando ai problemi di ordine pubblico in Val Clarea – anche con l’ala violenta del movimento No Tav, che spesso assaltano il cantiere di Chiomonte con le tute nere e muniti di razzi, pietre e petardi. 

Ma non con gli anziani disarmati, che seppure determinati e resistenti, sono pur sempre persone pacifiche. Quel pugno, raffigurato in questa immagine, è semplicemente un brutto errore: una vergogna. 

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5 COMMENTI

    • Evidentemente dove vive lei gira roba buona.
      Più chiaro di così: è un bel dritto direttamente in faccia da parte di un “giovane” rappresentante delle forse dell’ordine (siamo sicuri che dire “ordine” sia sensato) ad un anziano che potrebbe essere suo padre.
      E’ una vergogna, indipendentemente dalla propria ideologia sulla vicenda, è un gesto di una gravità inaudita.
      Quel servo deve pagare, non può farla franca come tutti i suoi colleghi che pensano di essere intoccabili.
      Fino alla vittoria. Valsusa libera.

  1. Si infatti il vecchio con la mano porgeva dei fiori!
    Manifestare così non fa altro che aggravare le tasse sui cittadini poiché lo stato deve pagare gli uomini per quel servizio! Manifestassero pacificamente e che rispettassero l’itinerario prestabilito piuttosto che forzare i cordoni e la legge! Giustificate allora anche i manifestanti con le molotov, i danni a terzi sono sacrificabili, no?!

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