TAV IN VALSUSA, PRO NATURA CONTRO LA FABBRICA DI SALBERTRAND: “NON È COMPATIBILE CON UN’AREA TURISTICA, SI SVENDE IL TERRITORIO”

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di FRANCO TRIVERO (Presidente di Pro Natura Alta Valsusa)

 

Replico alla lettera del sindaco di Salbertrand:”LA NUOVA FABBRICA DARÀ LAVORO A 150 PERSONE, È UN’OPPORTUNITÀ”.

Tralasciando gli aspetti tecnici e logistici sul trasporto del materiale dal cantiere di scavo, con circa 400 camion al giorno in autostrada, a Salbertrand arriverebbe tutto lo smarino prodotto dagli scavi del tunnel di base circa sei milioni di tonnellate, e d’affermare che arriverà “materiale sicuro controllato e monitorato”, mi fa sorgere il dubbio che il sindaco si sia perso 25 anni di inchieste giudiziarie e scandali sulle grandi opere.

Dalle quali sono emersi gli imbrogli d’Italia. Merita una lettura il reportage “Mazzette e grandi opere” (L’Espresso 12/3/17): i magistrati hanno raccolto testimonianze dalle quali si evince che c’è un”sistema fondato sulla corruzione”.

Nella capitale si decidono quali grandi opere finanziare. “Qui hanno sede i controllori, che spesso, come racconta il pentito, fanno finta di controllare”. Le inchieste di questi anni ci raccontano di gallerie che possono crollare, cemento che non tiene. Buchi nell’amianto. Non intendo mettere in dubbio la buona fede del sindaco.

Sulla garanzia dei livelli occupazionali le consiglio una lettura dell’inchiesta “DOMO2”.

Garantiti oltre 2000 posti di lavoro, una tragedia, ad oggi, sul piano occupazionale e danno ambientale e territoriale. Ne potrei citare decine di appalti che hanno rappresentato un disastro analogo. Purtroppo la realtà, anche delle inchieste giudiziarie, ci raccontano una storia diversa.

Il tema che mi preme evidenziare, in questa mia replica, tuttavia non è tecnico. Per quello sono state dedicate serate di approfondimento che hanno ampiamente dimostrato, aldilà di ogni ragionevole dubbio, la follia di un cantiere e impianto industriale in Alta Valle di Susa.

Ricordo per soli motivi di sicurezza!!

A Susa, dove originariamente era previsto, garantirebbe gli analoghi standard di garanzie occupazionali e d’impresa. L’idea di collocarlo a Salbertrand è legittimata dalla disponibilità di un’amministrazione che svende il proprio territorio a danno di una comunità che va ben oltre i confini comunali.

La mia riflessione nasce dalla consapevolezza che non sia compatibile un’area industriale in un territorio a vocazione turistica. Le attività umane hanno sempre modificato l’ambiente naturale, spesso in modo profondo, infatti si può trasformare un’ambiente nel lungo periodo, fino anche a distruggerlo.

Ricordo che l’impianto industriale è alle pendici di un Parco Naturale e buona parte del cantiere ricade in Fascia B (fascia di esondazione) del PAI (Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico del bacino del Po) e un settore dell’area di cantiere addiritura in Fascia A (fascia di deflusso della piena).

La scelta di quest’area per installare un cantiere di queste dimensioni e con queste caratteristiche contrasta con la prudenza che dovrebbe governare decisioni di questo genere.

Considerate le attività impattanti, il grande numero di camion utilizzato (nel progetto vengono citati 36 camion all’ora in arrivo e in partenza), la zona prescelta, e la durata delle lavorazioni (11 anni da progetto), un cantiere del genere produrrà ricadute e impatti ambientali di cui le stesse amministrazioni dei comuni adiacenti di Bardonecchia, Oulx e Sauze d’Oulx, ma non solo, dovrebbero preoccuparsi.

 

Alla domanda: E DOPO IL CANTIERE?

L’area sarà lasciata libera e tornerà allo stato naturale dei luoghi – risponde il sindaco – si darà priorità alla destinazione originale prevalentemente per i pascoli, con impianti forestali limitati al contorno e finalizzati ad arricchire e qualificare il contesto paesaggistico“.

Sia gentile signor sindaco, ci eviti il passaggio cantieristico e industriale, con tutte le evidenze, segnalate e provveda da domani a realizzare il progetto di ripristino di un’area, da Lei dichiarata degradata, che necessita di essere risanata e riqualificata, di cui l’unico responsabile è l’uomo e anche le sue scelte.

 

 

 

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1 COMMENTO

  1. Caro Trivero, non tieni conto dei soldi. In quanto alla statura morale, basterebbe rivedere il passato di certa gente. Chissà che non arrivi Grillo a benedire la faccenda.

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