TEATRO, A MOCCHIE “MI ABBATTO E SONO FELICE”

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CONDOVE – Stagione Scene dal Vivo e Associazione Revejo inaugurano il ricco cartellone congiunto del mese di luglio in Val di Susa, a Borgata Mocchie, nel territorio di Condove, con una riflessione sulla tematica ambientale, al centro delle attività e dei valori di entrambe le realtà. Venerdì 1° luglio sarà Mi abbatto e sono felice, un titolo che è quasi un ossimoro, a ricordare che inquinamento, povertà, disagio sono collegati, e che per provare a stare meglio non si possono trascurare alcuni aspetti a vantaggio di altri. Ma anche, nella pratica, che è possibile ragionare sul metodo e creare uno spettacolo che parla di ambiente e che può essere messo in scena a impatto zero. 

Lo spettacolo

Disagio, crisi, scarsa produttività, povertà, inquinamento, surriscaldamento globale: il ventunesimo secolo dovrebbe essere l’era del benessere, eppure i problemi sembrano onnipresenti e troppo grandi per essere contrastati. La felicità dell’uomo occidentale pare essere direttamente proporzionale a quanto produce e quanto consuma: producendo si ottiene denaro e, più denaro si possiede, più si consuma e ci si sente felici. Siamo certi di questa affermazione? Molti avrebbero la risposta pronta, ma sono i fatti a contare. Basta pensare alla tensione che scorre all’ora di punta nei centri delle città, quando basta un clacson per far scoppiare una rissa; all’invidia nei confronti di chi ottiene un passaggio di livello, ai continui piagnistei delle persone davanti a uno spritz, ai milioni di finanziamenti suicidi per impossessarsi di un’automobile da 40mila euro, alle farmacie prese d’assalto da una popolazione malata e acciaccata. È difficile riconoscere in tutto questo i segni di una popolazione felice. Eppure i capi dei governi invitano a consumare di più, a produrre di più, con un’inevitabile incremento della frustrazione umana. Le lotte di potere sono all’ordine del giorno e a qualsiasi livello. Dall’altra parte gli stessi capi dei governi parlano dei problemi di inquinamento, rifiuti tossici, surriscaldamento globale, cadendo nuovamente in una contraddizione, dal momento che la spinta a produrre e a consumare di più non può che sfociare nella rovina del pianeta. 

L’essere umano, la specie più invasiva della Terra, accecata da un materialismo dilagante, convive con l’ipocrisia quotidiana.

In tutto questo, l’unica ancora di salvezza è l’Amore. L’unica variabile impazzita, l’unica variabile a sfuggire alle leggi della fisica e della chimica. L’amore per se stessi, per le altre creature e per il pianeta che ci ospita potrà salvarci da un declino altrimenti inarrestabile.

L’amore non costa, non crea PIL, non inquina, è scomodo perché fa ammalare di meno, perché sfugge alle statistiche, perché non è tassabile, almeno per ora. 

Mi abbatto e sono felice non utilizza energia elettrica in maniera tradizionale. Si autoalimenta grazie allo sforzo prodotto dall’attore in scena che, pedalando per un’ora intera su una bicicletta recuperata nel garage del nonno, fa girare una dinamo collegata ad un faro, che si illumina a seconda dell’intensità della pedalata. Non sono presenti altri elementi scenici, i costumi sono essenziali e originali di nonno Michele. È lo stesso attore ad accompagnare il pubblico in alcune esperienze sensoriali, suonando uno strumento a percussione in legno realizzato a mano da un artigiano africano.

Il commento

L’urgenza dello spettacolo… perché “eco-sostenibile”?

L’idea di mettere in scena Mi abbatto e sono felice nasce dalla riflessione che mi ha accompagnato nei mesi successivi alla morte di mio nonno, una persona che mi ha insegnato tanto e che stimo infinitamente per la condotta di vita esemplare perseguita durante i 91 anni trascorsi su questo pianeta. Mi abbatto e sono felice è un monologo a impatto ambientale zero, autoironico, dissacrante, che vuole far riflettere su come si possa essere felici abbattendo l’impatto che ognuno di noi ha nei confronti del Pianeta. Lo spettacolo non utilizza energia elettrica in maniera tradizionale. Si autoalimenta grazie allo sforzo fisico prodotto dall’attore in scena. Non sono presenti altri elementi scenici, i costumi sono essenziali e recuperati dal guardaroba di nonno Michele. Le musiche sono live.

(Daniele Ronco)

La compagnia

Mulino ad Arte è una compagnia teatrale fondata da Daniele Ronco, Jacopo Trebbi e Costanza Frola nel 2012 e oggi diretta da Daniele Ronco con un team di lavoro affiatato, che da anni lavora per trasformare i sogni in progetti realizzati per e con il pubblico.

Negli anni si sono affiancati a Mulino ad Arte molti artisti, fra i quali Riccardo Bellandi, Daniele Salvo, Raffaele Latagliata, Marco Lorenzi, Marco Cavicchioli, Elena Aimone, Tullio Solenghi, Ugo Dighero, Pierpaolo Congiu, Lia Tomatis, contribuendo ad arricchirne il percorso artistico.

Dopo diversi anni di ricerca ha focalizzato la sua energia creativa in favore della produzione green, scegliendo di  riflettere attraverso il teatro sulle grandi sfide del presente. «Secondo la nostra etica, vivere in armonia con la casa che ci ospita viene prima di tutto, perché senza questa armonia nulla potrà più esistere. Vogliamo rendere questo tema popolare nella sua accezione più nobile e sfatare il mito per cui il green non fa “show”, conquistare nuove fasce di pubblico, soprattutto i più scettici nei confronti di questo argomento – spiegano dalla compagnia. Da quando abbiamo sposato la causa green, nei nostri spettacoli si parla di sostenibilità cercando di parlarne il meno possibile, attraverso la presentazione di personaggi antitetici che la incarnano o la ripudiano. Lo stile con cui scriviamo i testi spesso si avvale di un approccio distopico e surreale, senza mai però perdere il contatto con la realtà.»

Daniele Ronco

Nel 2011 si diploma presso la Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone”. È direttore artistico della compagnia teatrale Mulino ad Arte di Torino, con la quale porta avanti un’intensa attività di produzione e distribuzione nazionale, unita ad una presenza sul territorio che ne fa un punto fermo della cultura piemontese.

Per il teatro lavora con diversi registi, tra i quali: Renata Palminiello, Vittorio Franceschi, Riccardo Bellandi, Marco Lorenzi, Daniele Salvo, Emiliano Bronzino, Gabriele Tesauri, Giordano Amato, Carlo Roncaglia.

Con il suo lavoro ottiene diversi premi e riconoscimenti: Cassino Off 2016, Maldipalco 2014 e 2015, Le strade degli altri 2017, Voce della società giovanile 2017 e miglior spettacolo green&smart nazionale 2018.

Per il cinema e la tv lavora con diversi registi, tra i quali: Paolo Severini, Marco Bellocchio, Yuri Storasi, Luca Ribuoli, Takashi Minamoto, Riccardo Donna, Alice Filippi.

Dal 2015 nasce un forte sodalizio con la band Kachupa/Magasin du café, per la quale dirige e interpreta il videoclip del singolo Le strade vuote della notte. Nel 2016 recita nella fiction diretta da Riccardo Donna Sulla strada di casa ed è il protagonista Felice Filippi nel docufilm ’78 – vai piano ma vinci, presentato al Torino Film Festival 2017 e inserito nella cinquina finalista ai David Donatello 2018 (sez. Documentari). Nel 2019 prende parte alla serie televisiva The smiling per la regia di Francesco Ferraiuolo e recita al Globe Theatre di Roma nel Giulio Cesare di Daniele Salvo.

Nel 2020 è autore e interprete dello spettacolo Il grande giorno, che debutta alla 42esima edizione del Festival Asti Teatro.

Nel 2021 è autore e interprete, insieme a Ugo Dighero, dello spettacolo Un pianeta ci vuole.

MI ABBATTO E SONO FELICE
Produzione Mulino ad Arte.
Di e con Daniele Ronco, ispirato al libro La decrescita felice di Maurizio Pallante.
Regia di Marco Cavicchioli.
Elementi di scena: Piero Ronco, Federico Merula, Lorenzo Rota.

Premi e riconoscimenti: MaldiPalco (2015) | CassinoOFF (2016) | Voce della società giovanile (2017) | Anello verde – miglior spettacolo teatrale green & smart (2018).

Mi abbatto e sono felice
Di e con Daniele Ronco, ispirato a La decrescita felice di Maurizio Pallante.
Produzione Mulino ad Arte.
Borgata Mocchie, Condove (TO)
Venerdì 1° luglio 2022, ore 21.00.
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. 
Informazioni sul sito www.borgatedalvivo.it

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