
RICEVIAMO DA ALCUNI ABITANTI DI BORGATA SAN PIETRO
SANT’AMBROGIO – Giovedì 29 gennaio 2026, nella Sala Consiliare del Comune di Sant’Ambrogio, si è svolto l’incontro pubblico “Salta su che si parte”, promosso dal Comitato Popolare Sant’Ambrogio Risale. Al centro del dibattito, la proposta – ancora in fase embrionale – di realizzare un impianto di risalita tra il paese e la Sacra di San Michele, presentata dall’architetto Massimo Teghille e dal commerciante Mauro Galliano. L’idea prevede una cabinovia “a grappolo” di tipo pulsé, con partenza dal centro di Sant’Ambrogio e arrivo in prossimità della Borgata San Pietro. Una proposta che, pur stimolando curiosità e interrogativi, ha sollevato forti preoccupazioni tra noi residenti della borgata, chiamati ancora una volta a farci carico delle conseguenze di un progetto pensato altrove. San Pietro non è un’infrastruttura, né un’area di servizio. È un borgo vivo, fragile, con equilibri delicati costruiti nel tempo. Oggi la borgata non dispone di adeguate strutture di accoglienza, servizi, parcheggi o sistemi di gestione dei flussi turistici. Questo significa che un eventuale aumento significativo dei visitatori diretti alla Sacra ricadrebbe quasi esclusivamente sulla qualità della vita di noi residenti: traffico di auto e persone, rumore, pressione ambientale, perdita di tranquillità e identità del luogo. Accanto alle ricadute sociali e ambientali, emerge anche una questione economica tutt’altro che secondaria. I costi di realizzazione dell’impianto sono stimati in circa 5 milioni di euro, una cifra considerevole per un’opera la cui utilità reale, sostenibilità nel tempo e ritorno per la collettività restano ancora da dimostrare. È legittimo domandarsi se un investimento di tale portata non potrebbe essere destinato in modo più efficace al miglioramento dei servizi esistenti, alla manutenzione del territorio, alla valorizzazione del patrimonio culturale e al sostegno di un’accoglienza diffusa e rispettosa. I dubbi non sono solo sociali, ma anche tecnici e culturali. L’area antistante l’abbazia è soggetta a vincoli architettonici e paesaggistici estremamente stringenti, che rendono legittime le perplessità sulla reale fattibilità dell’opera. A questo si aggiungono interrogativi concreti sulla gestione dell’impianto prima, durante e dopo la sua eventuale realizzazione, sull’impatto ambientale e acustico e sulla sostenibilità complessiva del progetto. Anche dal punto di vista funzionale emergono criticità difficili da ignorare: una cabinovia con cabine da due persone, organizzate in grappoli da sei per un totale di dodici utenti per ciclo, appare poco compatibile con il trasporto di scolaresche o gruppi numerosi, che costituiscono una parte significativa dei visitatori della Sacra. È lecito chiedersi se un simile sistema migliorerebbe davvero l’accessibilità o se, al contrario, creerebbe nuove inefficienze. Le perplessità espresse da noi abitanti di San Pietro non rappresentano un “fronte del no”. Sono piuttosto l’espressione di un legittimo richiamo al buon senso, al rispetto della natura, della storia e del carattere sacro dei luoghi. La Sacra di San Michele non è un’attrazione qualunque, ma un simbolo spirituale, culturale e paesaggistico che richiede cura, lentezza e rispetto. Le alternative non mancano. Il territorio offre già oggi numerose possibilità di valorizzazione: percorsi culturali e naturalistici, accoglienza diffusa, recupero dei mestieri locali, iniziative che coinvolgano davvero chi vive e presidia questi luoghi ogni giorno. Serve una visione fondata sulla cooperazione, non sulla semplificazione o sulla “svendita” del territorio a soluzioni rapide ma potenzialmente dannose. Ascoltare San Pietro significa scegliere uno sviluppo che non sacrifichi i luoghi e le persone in nome di un’idea di progresso che rischia di essere miope. Il futuro della Sacra e delle sue borgate passa dal dialogo, dalla condivisione e dal rispetto reciproco. Senza questo, nessun impianto potrà davvero dirsi un passo avanti. San Pietro chiede rispetto e buon senso in nome della bellezza naturale del paesaggio, dei suoi abitanti e della tradizione.























Ma cosa riporta questo articolo?
Vogliono fare una cabinovia che sale verso la sacra e loro si lamentano della mancanza di parcheggi e dell’aumento delle auto? Ma pensano che la gente salga da loro in auto per scendere a valle con la cabinovia?
Ma devono lamentarsi a priori?
A quando il movimento no cab?
Questi di San Pietro .sono residenti a San
Pietro ????
O sono i soliti villeggianti che pensano
Alla loro piccola casetta della domenica
E non vogliono il turismo ???
Una Cabinovia porta le persone non le macchine in “quota ” non è un traghetto
Ma che razza di ragionamento
Facciamo subito una fiaccolata “no Cabina “
Ho un idea migliore.
Fate un aeroporto al Colle Braida.
Sai quanti turisti che arrivano.
Forse non avete capito che da dopo i “NO TAV” nessun turista e’ ritornato nelle nostre Valle e tanto mai ritornera’ piu cari signori.. La Valle di Susa ormai e Sant Ambrogio sono stati dimenticate grazie ai sindaci comunisti che non hanno visto le potenzialita’ del Comune in oggetto,e quando ,anni anni indietro,vi erano i soldi per creare infrastrutture e autostrade si poteva attingere ad eventuali stanziamenti turistici e gia’ se ne era parlato della cabinovia.. Solo che ,gli oppositori comunisti,volevano salvaguardare il territorio.. E adesso???? Salvaguardate il vostro orticello se siete bravi,visto che vi entrano e vi rubano in casa.. Poi a quel grande “Intelligentone di Architetetto ,padre e figlio e vari tecinci” ,avete fatto una valutazione in quanti anni si ripaga?? Dove sono le Aree di parcheggio per i pulman,le auto,?dove e’ la stazione di della fermata del treno per i turisti che arrivano da Caselle?? dove sono i bars o caffeterie o ristoranti della nostra cucina per accogliere i turisti(ammesso che venghino)?? O andate li con il microfono a sparare minkiate?? fate i conti bene , presentate sul tavolo un progetto valido e elegete un rappresentante che ci rappresenti in Regione Piemonte e a Roma.. Poi cambiate questo modo di pensare da ” Patelavake con la laurea…Siete ridicoli,e antiquati. Ci sono le gabinovie da 40/60 posti,non a grappolo!! Il nostro Renato Teghille lo sa benissimo visto che va molto spesso in Francia con la sua moto e amici di merende!! Adeguatevi e presentate un progetto dalla A alla Z. dal beneficio per risollevare la economia del comune ,sino alla tranquillita’ e rispetto del borgo!!! Cosi forse qualcuno capira’ il futuro e cosa significa il benestare della valle….Saluti e cambiate bandiera!!!!
Venghino è un’espressione di fantozziana memoria 🙂
E le gabinovie cosa sono? Mi sfugge 🙂
In gioventù Umberto Bossi votava nelle gabine elettorali.
Ci sarà un nesso?
Sarà il nome, ma Lei scrive come parla l’imitazione del Ministro Urso di Maurizio Crozza.
Chi sei tu che ti permetti di calunniare delle persone che non conosci e di fare affermazioni e considerazioni prive di senso, degne di chi non vede più in là del proprio naso. A mio avviso sei un fallito con l’invidia che esce da tutti i pori e non vado oltre. Se hai notato io ci metto sempre la faccia, prova a farlo anche tu visto che non conosco nessun Adolfo!!|
I Sanpietrini hanno la sindrome NIMBY, Not In My Back Yard
Dodoh!
i sanpietrini sono sassi belli tosti che si scagliano nelle manifestazioni belle toste.
Non in quelle nimby che di solito sono pacifiche.
Tranquilli, fortunatamente non la faranno mai. A parte i 5 milioni ei euro che nessuna caccerà fuori, è palese che, 420.000€ annuali di gestione (mi sembrano anche pochi) vorrebbero dire ad es: biglietto di 20€/persona = circa 400 persone a settimana per tutto l’anno, solo per rientrare dei costi di gestione. Se conoscete qualche folle che voglia fallire in meno di sei mesi di gestione contattatelo pure. Sicuri che sia S.Ambrogio “risale” e non “precipita?” In bocca al lupo!
Abbiamo già visto una boiata simile con l’ascensore del forte di Exilles. Una possibile soluzione ( forse) sarebbe quella di navette elettriche a pagamento. Occorre però trovare sito di partenza e parcheggio
Concordo sul fatto che con tutti i problemi economici, dissesti idrogeologici, problemi con la sanità eccetera, forse spendere 5 milioni in quest’opera sia esagerato, forse anche perché non amo particolarmente funivie e affini. Ma quello che non riesco a capire è come farebbe quest’opera a incentivare le auto nella Borgata San Pietro. In teoria dovrebbe ridurle le auto, perché i turisti, attratti dalla funivia, lascerebbero le auto a Sant’Ambrogio, che si spera abbia o provveda un parcheggio adeguato, e arriverebbero alla Sacra nelle cabine, non in auto… dico così per dire… anche se magari la costruzione dell’arrivo della cabinovia potrebbe alterare il paesaggio esistente. Comunque trovo giusto che tutti possano accedere a un luogo così bello, anche le persone diversamente abili, magari non con una funivia ma con una navetta adibita a chi purtroppo non può camminare, nei mesi estivi…ma per tutti gli altri, perchè non impariamo più a raggiungere i posti a piedi, con la soddisfazione al termine della giornata di dire “ce l’ho fatta”?
Qualcuno di coloro che commentano è mai stato a San Pietro? E ha letto la lettera, magari per intero e addirittura capendola? Cosa vi è sfuggito della frase contenuta nella lettera aperta: “Le perplessità espresse da noi abitanti di San Pietro non rappresentano un “fronte del no”
Quando ho visto la cosa, anche a me sono venute delle perplessità. Arrivare a San Pietro non vuol affatto dire arrivare alla Sacra di San Michele. C’è ancora un bel tratto da fare a piedi, o via statale o via sentiero boschivo. Sicuramente non una cosa per tutti, soprattutto bambini e anziani. Navette nel parcheggio alla base della borgata?
Inoltre San Pietro non ha negozi, bar, niente e non ci sono spazi per realizzarli.
Non è che sia ‘sta grande idea, a mio parere.
Ripeto con un centro storico così schifoso neanche ci entrano in paese ..
Della quantità di macchine mi lamento anche io …ma quelle in paese non quelle usate per andare alla sacra .
Ormai vengono usate anche per andare in panetteria non si può più camminare in paese
Poi tutti sti macchinoni cavolo abitate in centro medievale comprate la panda o la punto invece di bloccare il traffico del paese .
Volete fare un progetto per rivalutare il paese
Cominciate a rifare via Umberto I che fa schifo
Avere già la Sacra di San Michele sul proprio territorio e pensare che la vera attrazione possa essere una cabinovia. Perché giustamente un turista non viene per vedere la Sacra ma per fare un giro sulla cabinovia…
Ci sono svariati sentieri molto frequentati, si può arrivare con mezzi motorizzati con la strada da due comuni, si arriva in bici da corsa o in mtb, si arriva in treno + navetta, c’è addirittura una ferrata che è già una attrazione a se, ma pensate a valorizzare tutto questo invece che buttare altri soldi
In effetti, una bella ruota panoramica con trecento metri di diametro consentirebbe nel suo punto più alto persino di guardare dentro le finestre della Sacra.
Ancor meglio sarebbe un saliscendi di mongolfiere, un grappolo di mongolfiere ben allineate nella direzione del vento.
Vivo a Sant’Ambrogio da quasi 50 anni e debbo dire che questa idea non è altro che una enorme occasione per chi sarà addetto ai lavori di poter attingere a piene mani dal barattolo di marmellata che sarà a disposizione tramite fondi comunitari. Dopodiché sarà il solito flop di cui abbiamo solidi esempi che sfuggono ai progettisti e sostenitori dell’opera. Forse sfugge cosa è accaduto alla seggiovia Chiomomte Frais realizzata mungendo i fondi pro olimpiadi oppure la pista da Bob del Pariol a Cesana….continuiamo così che la strada è giusta.