TIR IN VALSUSA: IL TUNNEL DEL BIANCO CHIUDE 21 GIORNI, “RINVIATE I LAVORI, NON È SOPPORTABILE”

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BARDONECCHIA / AOSTA – Tra circa un mese in Valsusa arriveranno altri tir, perché il Tunnel del Monte Bianco chiuderà 21 giorni consecutivi. “Per consentire il completo rifacimento della pavimentazione stradale con interventi conservativi su tutte le superfici dell’impalcato per l’intera lunghezza della galleria, il Traforo del Monte Bianco sarà completamente chiuso al traffico, a partire dalle ore 17.00 di lunedì 17 ottobre e fino alle ore 10 di lunedì 7 novembre 2022” spiegano dalla società autostradale. Il Tunnel del Monte Bianco quindi chiuderà per 21 giorni di fila: si tratta del primo lungo stop dopo l’incidente del 1999 (in quel caso il valico alpino rimase chiuso per 2 anni). Ma non si tratterà di un’eccezione, bensì della prima chiusura di una lunga serie: dal 2023 il piano dei lavori sulla galleria al confine tra la Valle d’Aosta e la Francia potrebbe richiedere chiusure fino a tre mesi all’anno, per oltre 15 anni. Senza contare le altre notti o giornate o notti di chiusura al traffico per la manutenzione ordinaria. La conseguenza più evidente, sarà il riversamento di gran parte del traffico dal Monte Bianco al “nostro” Tunnel del Frejus. il cui raddoppio sarà inaugurato dal prossimo anno, nel 2023. “Il Tunnel del Frejus e il Tunnel del Monte Bianco – ha affermato l’assessore regionale della Valle d’Aosta Luciano Caveri – assorbono circa il 12,2% del traffico pesante che attraversa le Alpi ogni anno, che oggi è ripartito più o meno a metà tra le due infrastrutture”. Il Monte Bianco intercetta il 5,8% del traffico pesante, mentre il Frejus intercetta il 6,4% dei tir. Intanto, mentre il Tunnel del Frejus raddoppia con l’apertura della seconda canna, dal governo arriva uno stop all’ipotesi di raddoppiare anche il Tunnel del Monte Bianco. I francesi, infatti, sarebbero contrari: “Stiamo osservando come, purtroppo, dal lato francese – ha puntualizzato – ci sia una netta chiusura. E’ evidente che, autonomamente, non possiamo decidere di fare mezzo tunnel per arrivare al nulla. Il nuovo governo di centrodestra avrà sul suo tavolo tutte quelle interconnesioni internazionali che possono essere sviluppate. Ma la questione del raddoppio potrà essere affrontata se, da un lato, c’è pieno accordo tra le parti italiana e francese e, dall’altra, c’è una piena presa di responsabilità da parte delle comunità locali. Io personalmente non ho mai fatto nulla senza l’accordo di enti, istituzioni e popolazioni locali. Se non ci sarà una piena condivisione di tutte le parti l’opera slitterebbe nelle priorità del governo”. La chiusura del Tunnel del Bianco preoccupa anche l’Unione Montana Valsusa: “Ci è stato comunicato che il 17 ottobre chiuderà per lavori il Traforo del Monte Bianco – afferma il presidente Pacifico Banchieri – fatto che dirotterà gran parte del traffico di questa importante arteria sulle nostre strade. Un incremento che, alla luce della situazione attuale in Valsusa, non sarebbe sopportabile. Chiediamo quindi al sig. Prefetto Raffaele Ruberto di vigilare affinché i lavori previsti sul nostro territorio vengano svolti nel più breve tempo possibile, ma sempre nel rispetto delle norme, e di farsi parte in causa per ottenere un rinvio della chiusura del Traforo del Monte Bianco fino a quando la nostra viabilità non sarà tornata alla normalità”. Il tutto perché nelle ultime settimane sono emerse importanti problematiche sulla viabilità in Val di Susa. Il 6 settembre Anas ha chiuso per ragioni di sicurezza il cavalcaferrovia (al km 45+400) sulla SS 25, tra Bussoleno e Susa. Molto probabilmente la Città Metropolitana di Torino chiuderà a breve anche il ponte al km 53+00 sulla SS24, nel territorio di Susa. A questo si aggiungono i lavori in corso da tempo nella galleria dell’autostrada A32, che causano pesanti rallentamenti. Si tratta certamente di lavori importanti per garantire la sicurezza, che non si vuole in alcun modo mettere in discussione, ma la loro contemporaneità causa notevoli disagi a cittadini e turisti.

 

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14 COMMENTI

  1. Come al solito la Valle Susa è terra di conquista. L’unica consolazione è che siano obbligati a viaggiare sull’autostrada, ma questa soluzione non è in agenda. Quindi miei cari valsusini, potenziare le maschere a gas e tappi nelle orecchie per chi ha la fortuna di abitare in prossimità dei viadotti. Ci penserà il cdx dopo le votazioni essendo i vincitori.

      • I NOTAV centrano eccome perché i loro principali argomenti contro l’opera ferroviaria sono sempre stati la tutela ambientale. Ora se nella stessa zona si è fatto un mega buco e s’incrementa il traffico su gomma è evidente ci sia un problema ambientale da risolvere. A quanto pare quando l’ambiente lo toccano l’autostrada o gli impianti sciistici non è un problema degno di rilevanza.

        • perchè essere aggressivi? Sono stato forse maleducato? L’ho offesa in qualche modo?
          Contestualmente ringrazio Mauro che ha dato una risposta.

  2. “W la tav w la RAI,con i suoi ..)canterebbe il Renato nazionale, attenti che la strategia inizia a mordere dato che quelle passate sono tutte ,tutte tutte,fallite . Pazienza, passeranno i tir ? Ci passavano anche prima e passeranno durante e anche dopo. Il resto è politica ,appalti,debiti, soldi non italiani da rendere con gli interessi. Annibale passò con gli elefanti in qualche parte delle Alpi ,cambiano i tempi, passeranno ancora elefanti,chissà che sembianze avranno, ma se solo le fragole a natale,il latte in polvere olandese, il mango dei container gli asparagi a ottobre ,non li cercassimo, (giusto per citare pochissimi esempi ) ci sarebbe meno traffico ci nutriremmo con lo stagionale di zona , il pellet sarebbe italiano, e via dicendo. scelte.scellerate scelte di cui se ne pagherà il conto sempre più al rialzo.

  3. rinviate i lavori…, la stessa cosa che hanno detto per anni a Genova…. e poi il ponte Morandi vennè giù….; i lavori del Bianco riguardano il rifacimento della soletta, che da loro – guarda caso – corrisponde alla sede stradale; infatti da loro la condotta dell’aria è sotto la sede stradale; se sprofonda e muore qualcuno di chi sarà la colpa? i politici valsusini che diranno poi?

    • Gent.mo Sig educazione civica, spiace constatare che lei non conosca la tragedia che colpì il tunnel del Monte Bianco nel marzo del 1999. Quel tragico evento costò la vita a 39 persone (una la conoscevo personalmente). Non fu colpa della cattiva gestione dell’infrastruttura a generare quel episodio, Ma certamente da allora la gestione e la manutenzione del tunnel, in seguito alla completa revisione strutturale dello stesso, sono orientati in modo tale che mai più nessuno abbia a piangere una morte per incuria o trascuratezza.
      Quindi non ne abbia a male ma l’accostamento con il viadotto Polcerva è assolutamente sbagliato. L’unico punto in comune che hanno i due episodi è la tragicità della morte di persone che certamente non hanno avevano colpe.

  4. Il raddoppio del tunnel del Frejus e la chiusura del Monte Bianco con l’aumento del traffico dei mezzi pesanti si conosce da anni. Tutto è andato avanti speditamente e senza intoppi, è stato fatto un bel bucone nella montagna! Chiedo a qualche lettore meglio informato per quale motivo non ci sia mai stata mezza manifestazione NOTAV/NOTIR.

  5. Alcune domande: quanti transiti tir al giorno? Quanti saranno
    con il Bianco Chiuso? Quanto co2? Quanti km fa un tir con un litro di gasolio? Il trasporto intermodale è possibile? Chi sa le risposte?

  6. I data richiesti da Sono IO sono stati pubblicati la scorsa settimana da Il Sole 24 ore, inserto Nord Ovest a firma Filomena Greco.
    Nell’articolo alcuni dati non sono particolarmente precisi ma il quadro d’insieme è ben descritto e la data di apertura al traffico della seconda canna del Frejus (giugno 2023) è verosimile.

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