TRUFFE A SUSA, DENUNCIATA LA FALSA MOGLIE DELL’ARCHITETTO

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dall’UFFICIO STAMPA DEI CARABINIERI 

SUSA – Si fingeva moglie di un noto architetto della zona o di un medico conosciuto in paese. Entrava nei negozi, faceva ingenti spese e tentava di pagare con una carta di credito non funzionante. Poi, riferiva che il marito sarebbe passato a saldare il tutto con banconote di grosso taglio, facendosi anticipare il resto.

È stata finalmente identificata dai carabinieri di Susa l’esperta truffatrice “del resto”, che aveva colpito in più circostanze in diversi esercizi commerciali di Susa e dintorni. In particolari farmacie, negozi di abbigliamento e fiorai.

Sempre lo stesso il modus operandi. La donna, una 67enne torinese ben vestita ed elegante, entrava nei negozi riferendo di essere la moglie di un noto architetto della zona. Sceglieva numerosi oggetti da acquistare ed, al momento del pagamento, cercava di farlo con una carta di credito non funzionante. Ed ecco la truffa: fingeva di chiamare il marito il quale l’assicurava di passare al negozio con una banconota da 500, richiedendo di farsi anticipare il resto dall’ignaro negoziante.

Sono numerose le segnalazioni della donna nella chat whatsapp dei commercianti di Susa, che tra di loro avevano già subito la truffa. I carabinieri, grazie alla segnalazione di un commerciante della zona, sono riusciti infine ad identificarla mentre si dileguava da un tentativo fallito ed a denunciarla per truffa.

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15 COMMENTI

    • Lei OK!
      Ma il marito quale?
      quello vero, se ce l’ha, quello millantato, o entrambi?
      Probabilmente invece continuerà impunemente a truffare come ha sempre fatto,
      perchè evidentemente è più ciò che si guadagna che ciò che si rischia.

  1. che uno entri in un negozio ed esca senza pagare faccio già fatica a crederci, ma che gli diano anche il resto di 500€ …

  2. E allora? Se fosse stata moglie dell’ architetto chi se ne frega? Si emette uno scontrino a seguito di un pagamento non cosi solo perche’ poiuno viene a pagare. Ma questi dove hanno imparato a lavorare. Non si possono accettare nemmeno le c.c. o pag.con bancomat se non e’ personale. Ma che storia e’!

  3. E all’ ordine del giorno un comportamento cosi’ e anche comportamenti del tipo le ho dato 50,100 euro.Andate a fare il conteggio delle casse prima di dare soldi in piu’ se non siete sicuri.Attenti ai giochetti di chi non conoscete che vuole fare il cambio di qualche banconota, piuttosto dite non potete.Ci sono banche che non restituisconi i soldi di c.c. se qualcuno le usa impropriamente e quindi consigliabile chiedere il doc.Identita’ che pero’ non e’ obbligatorio legalmente darlo.

    • Sicuramente ma una cosa è un cliente che si lamenta di un resto sbagliato, una cosa è un cliente che esce senza pagare ma con già in tasca il resto.
      Ma come si fa a fidarsi così? Non pensavo che i commercianti fossero così sprovveduti.

        • Signor Grillo Parlante loro sono brave persone e che danno un po’ di fiducia il torto ce l’ ha chi abusa di loro e della loro fiducia. Guardi che a Vicenza una commessa di un negozio ha rubato la merce acquistata dove lav.di una cliente.Lei e’ andata a provare un capo lasciando fuori dal camerino la roba che la commessa da noi ha sostituito con scontrino purtroppo.La cliente torno’ a prendere alcune cose e li la scoperta.E’ stata denunciata .Non parliamo della figlia della gelateria vah! Rubava ovunque e la madre pareva non volere rimborsare i vicini commercianti.Lasciam perdere! Ce ne sono di tutti gusti.Anche la barista che da mio fratello pesava due cose e ne portava via 5….pero’ si sono accorti poi dalle casse. Forse a quel tempo devo avere conosciuto tutta la caserma dei carabinieri con le colleghe …quasi ogni gg.A volte dicevan pure di lasciare stare i capi.

      • Signor Uno su io non mi riferivo a un resto sbagliato ma a un sistema di fregare soldi dicendo di averne dati di piu’. Queste cose dei commercianti capitano perche’ si va troppo sulla fiducia, io non facevo pagare una signora con la c.c. del marito perche’ se fossero separati? Eh! Poi la capo negozio disse che potevo perche’ li conosceva e allora lo feci. Come dice lei o sono sprovveduti o vengono intontiti in qualche modo i negozianti. C’ era una ragazza in prova che usava la mia cassa, salgo su una sera al liano primo dove c’e’ ilnegozio e vedo la cassa aperta lei di lato e due bionde con la mano sopra il cassetto , mi siedo velocemente chiudendo di fretta la cassa e quasi gli prendevo dentro la mano di una. La sera 300 euro in meno e scoprimmo che lei fece scegliere a queste due le banconote , parve fosse stata intontita in qualche modo.Lascio’ per il trauma!

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