TURISMO INVERNALE E SCI: SIETE SICURI CHE VADA TUTTO BENE? I NUMERI CHE PREOCCUPANO

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di ROBERTO SERRA

La neve dell’anno scorso un po’ ci ha inebriato, il dubbio che quest’anno forse potrebbe anche non ripetersi manco ci sfiora.
Per contro le società degli impianti memori del passato cercano, e devo dire con successo, di ottimizzare l’esistente e d’investire per lo meno per mantenere il livello d’offerta uguale e ove possibile migliorarlo.

Purtroppo l’indotto che ruota attorno al carosello fatica seguire, molti anzi troppi, vivono di memorie e di tempi passati che non torneranno più.
L’accoglienza latita, i servizi pure, difficile confrontarsi con la concorrenza, dove la crisi e le cambiate esigenze la fanno da padrone.

Se estrapoliamo sinteticamente l’analisi prodotta e pubblicata dal Sole 24 Ore del 24 ottobre, c’è poco da stare allegri:

La stagione sta iniziando e le previsioni danno rosee speranze grazie all’alto numero di turisti stranieri che si prevedono…
Tutti contenti? Mah, forse…

Forse se leggessimo bene i dati vedremmo una realtà più complessa.

1) Aumentano i turisti in montagna ma non per sciare ma per relax: una tendenza confermata anche per le prossime stagioni ed in parte in relazione all’aumento dell’età media ed allo scarsissimo appeal dello sci alpino presso le giovani generazioni (minimamente compensato dal mondo ” tribale” dello snowboard)

2. Gli impianti di risalita generano il 10% del giro di affari ma in calo costante e soprattutto con previsioni ancora più negative (dati statistici su base nazionale)

3. Nella settimana bianca gli impianti rappresentano il 45% della spesa globale che arriva al 47% se si considera il weekend (dati statistici su base nazionale)

4. In Slovenia Elan (produttore di sci) ha chiuso fallendo dopo un tentativo di finanziamento statale

5. Da noi la Tecnica ha messo in mobilità 70 addetti dopo i 142 di due anni fa.

6. La distribuzione che investa sull’attrezzo invernale è di fatto 1/5 di quella di soli 8-10 anni fa. Di fatto ci sono città che non hanno neppure un negozio di articoli sportivi invernali.

Alla luce di queste prospettive, c’è veramente motivo e necessità di affrontare la situazione con assoluta determinazione e coscienza, purtroppo la miopia che serpeggia tra gli addetti ai lavori di fronte a tali fenomeni, lascia disorientati e se più si aggiunge la scarsa capacità di reazione del settore, la frittata è fatta.

Non ci si stancherà mai di ricordare che il core business è: impianti/piste in primo luogo, ma contestualmente accoglienza, ospitalità e servizi connessi non dovranno essere da meno.

Innovare, rinnovare, rispolverare lo storico bonario bon ton sabaudo, credere nelle potenzialità che ci offrono le nostre montagne è ciò che dobbiamo fare ed è anche l’unica strada che possiamo percorrere.

Certamente la situazione non è rosea e richiede una reazione immediata e compatta del sistema tutto, qualche indicatore tende meteorologicamente parlando al variabile timidamente bello dovuto alla presenze di clientela straniera, ma purtroppo ritengo non sufficiente per risolvere la situazione.

Fortunatamente il marchio made in Italy funziona ancora, anche se sovente cerchiamo autolesionisticamente parlando di dimenticarlo, e se questo aggiungiamo l’atavica incapacità di uscire dal minimalismo quotidiano e alla presunzione generalizzata che in Italia nulla cambia, e con il tempo tutto si sistema, ha fatto sí che il risultato di questo atteggiamento portasse l’Italia da seconda meta turistica mondiale al quinto posto……!

Non tragga in errore e non venga interpretata come una possibile soluzione e assoluzione questa conclusione perché, e scusate la ripetizione, potremmo avere montagne meravigliose, piste e impianti eccezionali, ma se non ci mettiamo TUTTI, cuore, sentimento, intraprendenza e qualche soldino (intendesi investimenti) fra qualche anno ci ritroveremo ad autoassolverci con la fatidica “io l’avevo detto” dimenticando di aggiungere “però non ho fatto nulla per cambiare”

Quindi signori va tutto bene. …..!
E speriamo che nevichi.
Ad maiora! ”
Roberto serra

* Piccola spiegazione, senza pretese del perché del titolo: La crisi è finita: tutto va ben, madama la Marchesa…

Quelli che –come me- sono “diversamente giovani”, ricorderanno una divertente canzoncina (credo degli anni cinquanta) “Tutto va ben madama la marchesa…”: rispondendo al telefono, un compitissimo maggiordomo rassicurava la sua padrona che al castello andava tutto bene, molto bene, a parte un piccolissimo incidente, la morte del cavallo. Alla successiva domanda della signora, il domestico spiegava che la morte era avvenuta per asfissia durante l’incendio delle scuderie, ma, a parte questo, andava tutto a gonfie vele. Preoccupata la dama chiedeva come mai si fossero incendiate le scuderie sentendosi rispondere che l’incendio si era propagato dal castello in fiamme, ma, a parte questo, “tutto va ben madama la marchesa”. Ma come era accaduto l’incendio del castello? Perchè i vecchi mobili avevano preso fuoco da uno dei ceri accanto al catafalco del signor Marchese che si era suicidato il giorno avanti. Ma “a parte questo, tutto va ben, madama la Marchesa”…

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