UN FUNGO MINACCIA I MARRONI DELLA VALSUSA: “COLPA DEL CALDO, ECCO COME COMBATTERLO”

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di LAURA BELLANDO

VILLAR FOCCHIARDO – Sabato 6 settembre si è parlato a Cascina Roland del presente e futuro del Marrone della Valle di Susa I.G.P., un’eccellenza del nostro territorio.
L’incontro è stato organizzato dalla cooperativa La Maruna e Mitica srl: tra produttori e persone interessate al tema, in tanti hanno partecipato all’incontro.
Il principale argomento affrontato riguardava i rischi del fungo Gnomoniopsis, che minaccia il raccolto dei marroni in Valsusa, così come nel resto del mondo.
Sul tema sono intervenuti esperti e professori di agraria provenienti dal Trentino. Giorgio Maresi della Fondazione Mach, Giacomo Gatti e Irene Perli.
Lo “Gnomoniopsis castaneae” è un fungo patogeno del castagno, battezzato così di recente, che in realtà esiste da sempre ed è considerato una delle principali avversità del castagno a livello italiano e internazionale.
A favorirne la proliferazione è proprio il caldo. Le elevate temperature che, in questi anni, con il cambiamento climatico ne hanno favorito lo sviluppo e l’incidenza anche sui marroni della nostra Valle.
Lo Gnomoniopsis castaneae causa il marciume della porzione interna della castagna.
La principale manifestazione di questa malattia avviene nei frutti che appaiono degradati: l’interno della castagna può apparire di colore marrone scuro e disidratato, oppure può apparire come bianco con consistenza gessosa tendente a sfarinamento.
Il fungo è visibile solamente aprendo la castagna, ed esponendo la polpa: quindi la sua “presenza” non è prevedibile.
Si tratta di un fungo che c’è sempre stato in natura: il problema è la sua proliferazione, a causa del caldo, dal momento in cui verrà raccolto il Marrone, al momento in cui verrà consumato. L’unica possibilità per bloccare questa possibile proliferazione è la filiera del freddo.
“I rimedi possibili sono la raccolta rapida – hanno spiegato gli esperti – in quanto è necessario non lasciare sul terreno umido il frutto per troppo tempo, e il posizionamento per la conservazione, all’interno di celle frigorifere, a temperature di 1 grado centigrado”.
Altri suggerimenti preziosi riguardano la coltivazione dei castagni, utilizzando tecniche del passato, per l’irrigazione dei castagneti e la concimazione con i fogliami tritati: questi accorgimenti possono migliorare la produzione, e influire positivamente incidendo sul contenimento della proliferazione del fungo.
Ma a decretare la buona riuscita del raccolto, con la riduzione della presenza del fungo Gnomoniopsis, saranno sempre le temperature ambientali. Il caldo non aiuta.
La previsione di produzione di Marroni in Italia e anche in Valle di Susa, quest’anno, dovrebbe essere alta, sia come pezzatura sia come quantità. Ma la brutta sorpresa del fungo infestante potrebbe rovinare queste previsioni positive, a causa delle alte temperature registrate in estate.
Il risultato si vedrà solo aprendo i frutti, se saranno contaminati dal fungo oppure no: “La lotta principale contro la Gnomoniopsis si può fare con la filiera del freddo”.
Ecco quindi un altro consiglio prezioso fornito dagli esperti ai produttori della Valsusa: “La castagna è un frutto fresco e va trattato come tale, pertanto sarebbe da acquistare come prodotto da frigo, e una volta arrivati a casa, andrebbe conservato sempre in frigorifero”.
Il marrone della Valle di Susa Igp viene riconosciuto come indicazione geografica protetta dal 2007 e vanta una qualità superiore e una storia secolare.
Ma oltre alla minaccia del fungo, si è parlato anche dello sviluppo commerciale e della valorizzazione del prodotto valsusino.
Il progetto commerciale, presentato da La Maruna e Mitica, è stato introdotto da Giovanni Comba: prevede l’inserimento del Marrone della Valle di Susa IGP nel mercato al dettaglio nazionale, in modo che si possa trovare più facilmente ai banchi del supermercato e nei negozi. Ampliandone così la commercializzazione, a favore anche dei produttori locali.
L’obiettivo è offrire al consumatore un prodotto esclusivo, valorizzando al tempo stesso il territorio da cui proviene e rafforzando il legame tra qualità, origine, identità locale e fatica che la coltura ne comporta.

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1 COMMENTO

  1. Sig Dario Greggio, le faccio presente che la sua frase è reato di oltraggio alla forza pubblica.
    Chiedo alla Direzione di Valsusaoggi di rimuovere immediatamente il commento, grazie.

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