UN SUCCESSO PER I “CORTI DI CAPODANNO”, PROTAGONISTI TRE GIAVENESI

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di LUCA CALCAGNO

GIAVENO – Una seconda edizione partecipata tra spettatori e ospiti per “Corti di Capodanno” sabato 2 gennaio a Villa Favorita. Oltre 50 i presenti all’evento promosso dall’assessorato alla Cultura per visionare i corti di alcuni studenti dell’Istituto “Fellini” di Torino, una scuola paritaria che si misura con il mondo del cinema (anche dietro le quinte), e di tre giavenesi. Per l’amministrazione comunale erano presenti anche l’assessore alla Scuola Anna Cataldo e il consigliere Amedeo Martinacci.“L’obiettivo quest’anno come lo scorso – ha spiegato Edoardo Favaron consigliere comunale delegato alla Cultura – è sensibilizzare il pubblico a una forma d’arte cinematografica poco conosciuta, ma molto stimolante: il cortometraggio”. Per questo il connubio tra la conoscenza tecnica della quarta del “Fellini” accompagnata dal professore Daniele Croce, insieme alla dimensione territoriale con i tre filmaker di Giaveno. Roberto Varrone con “Piola”, Damiano Golia con “Ascoli Satriano parchi archeologici ed eolici” e il clan dei cugini Martinacci, Luca, Marco, Matteo, Gabriele Martinacci, Camilla e Chiara Pressenda con “Cucina nuove rivelazioni”.

 


Per il “Fellini”, invece, quattro corti con Francisco Scena “Hateful me”; Stefano Canavese “Genova city by city”; Federico Tarabbia “Me, myself and I” e Antonello Forni “Lonely night”.

“Ho deciso di portare i lavori di questi ragazzi quasi maggiorenni o appena tali – ha raccontato Croce dopo aver ringraziato Favaron e l’Amministrazione comunale – perché volevo scoprire insieme a voi quale messaggio la gioventù di oggi ci vuole trasmettere attraverso il mezzo del cinema”.

Da continuare la collaborazione con l’Istituto “Fellini” secondo Favaron: “Per ringraziarvi di essere venuti qui e dato che molti alunni del vostro Istituto vengono da Giaveno, vorrei continuare questo rapporto con la produzione di un corto che tratti la Città e il suo prodotto principale, il fungo”. Il risultato del lavoro nelle intenzioni di Favaron troverebbe collocazione nel piccolo museo civico dedicato al re dei boschi giavenesi.

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