VALLE STRETTA, POLEMICA SULLA NUOVA ASFALTATURA

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di FRANCO TRIVERO (Presidente PRO NATURA ALTA VALSUSA)

BARDONECCHIA / NÉVACHE / OULX – Alla Cortese Attenzione: Comune di Névache, Comune di Bardonecchia, Departement Des Hautes-Alpes, Consorzio Forestale AVS e Carabinieri Corpo Forestale dello Stato (sede di Bardonecchia).

Rilevato che nell’arco del periodo estivo non si è fatto seguito al progetto di mobilità sostenibile avviato nell’estate del 2018, e che si è tornati alla situazione di degrado precedente (se non addirittura in forma peggiorativa). Rilevato inoltre che, nonostante si sia già largamente asfaltato negli anni precedenti la strada di accesso, si è provveduto nuovamente ad un’asfaltatura che ha ampliato, in alcuni punti di circa due metri la larghezza della stessa, innalzando inoltre il manto stradale di circa trenta centimetri.

Pro Natura Alta Valsusa interroga le autorità competenti con i seguenti quesiti:
• Quali sono i motivi che hanno portato all’interruzione totale del progetto di mobilità sostenibile in Valle Stretta da parte delle Amministrazioni Comunali di Bardonecchia e di Névache?
• Quali sono le motivazioni della nuova completa asfaltatura e ampliamento della strada di Valle Stretta?
• È stata verificata la corretta gestione dei processi di trasformazione del fresato d’asfalto per il corretto utilizzo come prevede il D.L.vo 152/2006?
• Quanto materiale è stato utilizzato, da chi è stato fornito e con quali procedure formali di affido pubblico?
• Come è stato effettuato il trasporto del suddetto materiale, sia sul territorio Italiano che su quello Francese, riguardo a mezzi ed autorizzazioni, tenuto conto della eventuale pericolosità?
• A quanto ammontano le somme spese per i suddetti lavori, posto che avrebbero potuto essere virtuosamente impiegate per proseguire il progetto di mobilità sostenibile?

Considerato che la realtà naturalistica della Valle Stretta è soggetta alle prescrizioni e alle salvaguardie della Rete Europea Natura 2000 (Siti di Importanza Comunitaria), chiediamo se le Amministrazioni Comunali coinvolte siano pronte a rispondere ad un’eventuale richiesta di valutazione di incidenza, così come previsto dai regolamenti dell’Unione Europea.

Manifestiamo infine la legittima preoccupazione che un alto numero di cantieri stradali in valle porti, per la rilevante quantità di materiale di scarto prodotto, ad un anomalo smaltimento, proprio con lo stoccaggio nel rifacimento delle strade di alta quota, ove invece sarebbe sufficiente, nel rispetto della salvaguardia ambientale, un attento ripristino conservativo.

 

 

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25 COMMENTI

  1. Senza entrare nel merito delle domande poste, una strada di montagna asfaltata risulta piu’ accessibile a tutti gli utenti e mezzi. Ciclisti e pedoni non vengono “inondati” da polvere sollevata dal transito dei veicoli. La strada che porta al Piccolo Moncenisio penso sia un bell’esempio.

  2. Il lavoro era necessario visti gli enormi crateri. Ottimo lavoro, funzionale e pulito. Queste lettere denotano un’ottusità ai limiti dell’incredibile. I danni socio-economici e turistici provocati da questo continuo ostruzionismo in ogni settore di attività sono enormi. Spero che le autorità non debbano perdere altro tempo per dare risposte a queste ridicole richieste.

  3. D.L.vo 152/2006 è un decreto legislativo italiano, signor trivero lei lo sà che la valle stretta è territorio FRANCESE? per cui la legislazione italiana NON HA VALORE….. prima di sputare sentenze si informi….

    • Il presente decreto legislativo disciplina, in attuazione della legge 15 dicembre 2004, n. 308, le materie seguenti: a) nella parte seconda, le procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d’impatto ambientale (VIA) e per l’autorizzazione ambientale integrata (IPPC); b) nella parte terza …..È materiale italiano (tritato di asfalto) portato in un sito NATURA 2000 francese con una normativa Europea assai più severa…
      Forse è Lei che dovrebbe “informarsi”
      Cordiali saluti

  4. Il lavoro era necessario perchè così ci si può arrivare comodamente in automobile senza stancarsi, e raccontando poi al lunedì di essere andato a fare una bella gita in montagna. Mi è accaduto questa estate quando andando al Lago Nero sopra Cesana, ho percorso i 7 km a piedi dalla sottostante borgata ove ho lasciato la macchina. Mi sono domandato come mai la strada fosse stata allargata, poi arrivato in cima ho compreso: il rifugio era preso d’assalto da ogni sorta di veicolo……che poi abbiamo ritrovato mentre scendevamo a valle a piedi. Se questo è vivere la montagna……….Piuttosto diciamo che è promozione turistica.

  5. Io invece sono in completo accordo con la lettera e in totale disaccordo con i commenti letti finora. Come al solito si mette davanti il ritorno economico, il profitto, il “turismo” di massa di fronte a territori fragili, unici che andrebbero tutelati e protetti dagli assalti dei turisti della domenica. Questa estate mi sono recato in valle stretta per un servizio fotografico…ebbene avevo la lacrime agli occhi. Nonostante i cartelli (in lingua francese, ma perfettamente comprensibili) in cui la dicitura “Camping Interdit” ammonisce chiaramente al campeggio…ecco mi sono trovato di fronte migliaia di persone con camper e auto piazzate ovunque con i soliti barbecue a brucirae carni direttamente sotto i larici. Immondizia, musica sparata, bambini urlanti con biciclette, genitori incazzosi contro i loro stessi figli casinari, gente che orinava in mezzo alla strada…ebbene…se questo è il turismo, se questo è il progresso, se questa è la linea che il paese vuole perseguire distruggendo zone che all’estero farebbero diventare piccoli scrigni…vuol dire che continuiamo a non capire nulla (e come paese metto dentro Francia e Italia in questa zona confinante). Per non fare polvere basta andare un po’ più piano, nessuno è mai morto per un po’ di polvere in strada di alta montagna. Asfaltate del genere sono totalmente inconpatibili con l’ambiente unico della valle Stretta. Non volete polvere e volete bruciare costolette urlando mentre ascoltate musica a palla? Andate alla Pellerina a Torino e lasciate la montagna a chi la capisce, l’apprezza e la protegge.

    • Caro Duilio, se il tuo concetto di “Valle Stretta” è arrivare fin dove arriva la strada asfaltata, sei tu quello che ha capito poco del territorio. Invece di trascinare la tua macchina fotografica solo nelle zone frequentate dai campeggiatori, armati di scarponi e zaino e datti una bella passeggiata al Thabor o nella Val de Tavernette. Scopriresti un paradiso che non è certo messo in pericolo da un po’ di bitume su una strada di accesso qualche chilometro più a valle.

  6. Al di là delle domande assurde e ottuse, qual’è il problema di avere quella strada asfaltata?
    Secondo me, se c’è una strada, questa deve essere ben percorribile e con le dovute piazzole di scambio! Senza quelle piazzole le auto che si incrociano calpesteranno progressivamente il bordo erboso per tutta la lunghezza della strada, distruggendolo, anzichè solo in appositi spazi predisposti! Quindi, se sono state fatte, il danno ambientale è stato ridotto.

    • Fosse asfaltata non ci sarebbe nulla da ridire…
      Ma si tratta di tritato di asfalto pressato.
      Il tritato di asfalto è soggetto a una rigida disciplina normativa, per il suo utilizzo, questo è il senso delle “domande assurde” come Lei le definisce.
      Le rammento che il ripristino del manto stradale sulle strade bianche è sempre avvenuto con materiale che non altera lo “stato dei luoghi”, ossia terra e ghiaia.
      Mi auguro di averle chiarito il senso della lettera.
      Cordiali saluti

  7. Ci vuole il buon senso, sia da parte di chi definisce la manutenzione delle strade, sia da parte di chi giudica le opere: certi consolidamenti dovrebbero essere fatti con meno catrame e più materiali consoni all’ambiente (Austria e paesi d’oltralpe docet). Chi ama la montagna, la frequenta e la vive con lo spirito che la montagna richiede depreca giustamente certe scelte. Chi va in montagna pretendendo di ritrovare il medesimo livello qualitativo e quantitativo di infrastrutture dei fondo valle e delle città, in realtà non gliene fotte un tubo dell’ambiente e del pessimo futuro che ci attende. Riguardo alla polvere, non sono certo gli scarponi a sollevarla …

  8. La strada era piena di buche ed è positivo che sia stata asfaltata. Ľasfalto evita il formarsi della polvere che poi si deposita sulla vegetazione a bordo strada o viene respirata dai pedoni.

  9. Ambientalismo fazioso e di maniera.
    Bene l’asfaltatura su una strada che era diventata una buca unica…
    Alla faccia dei radical chic che vorrebbero interdire le strade di montagna a tutti, anche ai disabili che vi possono accedere solo con mezzi a motore.

    • Magari fosse stata asfaltata!… sarebbe stato un lavoro pulito e duraturo. Invece hanno scelto un’alternativa illusoria a basso (?) costo cospargendo la strada con un bruttissimo tritato che non ha alcuna resistenza. È instabile e si riempirà presto di buche (si stanno già formando, a ottobre…) inoltre la sede stradale è stata allargata a dismisura. Un intervento ignobile, inutile, miope e vergognoso. Ma chi l’ha deciso?

  10. Finalmente buone notizie. Ovviamente mi riferisco alla strada riasfaltata e non allo sfracassamento di zebedei di sti personaggi che credono di salvare il mondo in questo modo.

    • Ricordarsi sempre che si asfalta e riasfalta perché l’asfalto e il catrame si consuma con l’usura, sfaldandosi e micronizzandosi, diffondendosi nell’ambiente circostante, oltre che nei nostri organi e vasi sanguigni. Lo si sa o no che è tutto cancerogeno?? E poi si vorrebbe la montagna incontaminata. Ipocriti nascosti dietro il paradigma dell’accessibilità e della polvere che sollevano le auto in quota…dove più non osano le aquile, ma i leoni delle pianure metropolitane…

  11. In materia ambientale, come in quasi tutti i campi, l’Europa si muove con direttive che i singoli paesi devono recepire con leggi proprie quanto più possibile uniformi.
    E’ la “nostra” Europa bellezza.
    Il richiamo di Trivero è quindi pertinente.
    Il fresato non è tra i materiali più nobili ma la sua posa non è un’asfaltatura, sicuramente più impattante e culturalmente fuori luogo in un’alta valle alpina come giustamente detto da alcuni.
    E’ comunque un materiale che ad evidenti aspetti negativi, anche estetici, ne associata di positivi per quanto riguarda la durata e la stabilità dell’intervento rispetto ai costi sostenuti.
    Dove corrono autostrade e statali ad alta intensità di traffico il fresato abbonda e sarebbe ipocrita non esplorare tutte le possibilità di ragionevole utilizzo, senza trascurare le opportunità a chilometro zero o quasi.
    Rimane, a margine della polemica su questa pseudo asfaltatura un considerazione conclusiva.
    L’inciviltà, se tale è davvero, non la si deve circoscrivere alla Pellerina, quasi fosse un ghetto per “razze” inferiori.
    La civiltà non è appannaggio di pochi eletti che, in cambio di qualche ora di scarpinata, si auto celebrano come “ariani” della montagna.
    La civiltà di una società che si ritiene tale dovrebbe preoccuparsi di garantire a tutti un accesso facile e sicuro ai suoi luoghi di svago e riposo più belli, assicurandosi con fermezza che tutti ne possano fruire nel modo più rispettoso ed educato, verso se stessi, verso gli altri, verso l’ambiente naturale più accessibile che gli è stato messo a disposizione e verso l’ambiente naturale più remoto che con una fatica aggiuntiva solo alcuni potranno raggiungere.
    E’ inutile lagnarsi di chi in montagna non riesce a discostarsi dall’automobile quando, da veri virtuosi, per salire al Rocciamelone anziché da Mompantero ci si incammina dalla Riposa.

    • Quindi per lei sarebbe altamente civile utilizzare la Valle Stretta come discarica per materiali di risulta delle statali e autostrade? E magari addirittura un modo per valorizzarne gli aspetti naturali? Il suo amato tritato lo metta nel suo giardino! Vergogna!

    • La ringrazio perché ha colto il senso della lettera, che non vuole essere “polemica” come il titolo dell’articolo ha inteso esprimere ma, viceversa una vera e propria denuncia alle autorità coinvolte nella gerarchia dei controlli.

  12. Nel titolo dell’articolo si parla di nuova asfaltatura, leggendo alcuni commenti sembra trattarsi di stesa di prodotto di scarto derivante da fresatura di strade bitumate. Quale lavoro é stato fatto ?

    • “Stesa di prodotto di scarto derivante da fresatura di strade” Questo è il materiale utilizzato. Successivamente pressato con un rullo.

  13. Tra qualche anno, col clima cazziante, saremo di nuovo daccapo, verranno reiterati i medesimi errori perché, come si sa, la storia non riesce a insegnare nulla a chi si ritiene depositario della scienza infusa e a quelli che pensano che a salvare (anche se solo un po’) il mondo, anche il loro, debbano essere sempre gli altri… intanto carpe diem

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