VALSUSA, 22 COMUNI SENZA PEDIATRA: L’ASL ATTIVA 2 AMBULATORI A SUSA E OULX FINO A OTTOBRE. SERVE UN PROGETTO DI VALLE

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Immagine generata con Ai

di FABIO TANZILLI

VALSUSA – In Valsusa i bimbi di 22 Comuni sono senza pediatra. Anno dopo anno, le caselle si sono svuotate progressivamente: il risultato è che, nel 2026, quasi la metà dei Comuni della Valle di Susa non ha più un pediatra di riferimento. I nuovi problemi emersi a Susa e Oulx a inizio agosto rappresentano l’ultimo vergognoso capitolo di una lista continua di disagi legati al servizio sanitario pubblico.
Ad oggi sono ben 22 i Comuni della Valsusa rimasti senza pediatra:
Susa, Bussoleno, Oulx, Bardonecchia, Chianocco, Bruzolo; Sauze d’Oulx, San Giorio di Susa, Cesana Torinese, Chiomonte, Venaus, Meana di Susa; Gravere, Mattie, Mompantero, Giaglione, Salbertrand, Novalesa, Exilles, Sauze di Cesana, Claviere e Moncenisio.

Servizio pediatrico in Valsusa: ci vuole un progetto ad hoc. Basta “vivere alla giornata”

Appare evidente come non si possa continuare a “vivere alla giornata” con soluzioni tampone e precarie. La scelta di fare bandi temporanei fa sì che il problema si ripresenti puntualmente ogni uno o due anni. È necessario un progetto ad hoc per il servizio pediatrico in Valle di Susa, unendo le forze di Comuni, Unioni Montane, Asl e Regione per garantire il servizio a tutta la comunità.

Le priorità per un servizio pubblico permanente devono strutturarsi in due zone baricentriche: l’Ospedale di Susa e il Poliambulatorio di Oulx, rendendole accessibili a tutti i bambini dei Comuni sprovvisti.

Occorre ricordare che alla Valle di Susa è già stato tolto dalla Regione, una decina d’anni fa, il punto nascite all’Ospedale e di fatto il reparto pediatrico (oggi a Susa è presente solo un consultorio, che non è la stessa cosa).
Il ritorno di un polo pediatrico permanente a Susa, gestito dai pediatri dell’Ospedale di Rivoli, rappresenterebbe il minimo: una restituzione doverosa al territorio.

Incentivi economici, alloggi e autostrada: l’appello a Comuni e Unioni Montane mettano i soldi

Se non si offrono incentivi economici ai pediatri che scelgono la Valle di Susa, è evidente che i professionisti non verranno. I sindaci del territorio e le due Unioni Montane devono mobilitarsi investendo risorse e chiedendo aiuto alla Regione Piemonte o alle fondazioni bancarie che spesso investono in tanti altri progetti.
Visto che non è un problema solo di oggi, appare strano che a nessuno dei 22 Comuni coinvolti e alle Unioni Montane sia venuto in mente di proporre un progetto simile alla Regione in occasione dei ricchi fondi europei del PNRR, disponibili fino a pochi anni fa. Piuttosto che spendere risorse in cose meno prioritarie – come le piste ciclabili o iniziative talvolta “fumose” – ci si è dimenticati del servizio sanitario per i bambini.
La Valle di Susa non è un territorio sperduto del Tibet, e Susa o Bussoleno non si trovano a 2.000 metri d’altezza. Tuttavia, se le condizioni per un medico sono le stesse che avrebbe aprendo uno studio in città o area metropolitana, qualsiasi pediatra non della zona preferirà evitare lunghe trasferte fuori Torino.

Serve un progetto specifico che metta in campo risorse pubbliche locali:
Fondi dei Comuni: Investendo anche una piccola quota ciascuno tra i 22 Comuni e le due Unioni Montane, si alzerebbe l’indennità per il pediatra, bilanciando il disagio del trasferimento.
Agevolazioni concrete: Garantire l’alloggio gratuito e le utenze pagate in strutture comunali o pubbliche, oltre al rimborso dell’abbonamento mensile autostradale per i transiti.
Se tutto questo non si può realizzare tramite un bando Asl ordinario, si attivi un progetto ad hoc. A farne le spese, altrimenti, continuano a essere i bambini della Valsusa.

Le misure tampone dell’Asl To3 fino al 31 ottobre 2026: due ambulatori a Susa e Oulx

A seguito degli articoli pubblicati da ValsusaOggi, giovedì 6 agosto è intervenuta l’Azienda sanitaria Asl To3 annunciando due provvedimenti straordinari fino al 31 ottobre 2026:

  1. Ambulatorio a Susa: Apertura garantita 2 giorni alla settimana (avviata da martedì 4 agosto). Ad oggi, tuttavia, l’Asl non ha ancora specificato le date esatte né gli orari.

  2. Ambulatorio a Oulx: Apertura prevista 1 giorno alla settimana. Anche in questo caso non sono state ancora comunicate le date di avvio, gli orari e la sede, pur promettendo “la possibilità di aumentare le aperture in base alle necessità a vantaggio di tutta l’Alta Valle”.

“Non appena saranno completati tutti gli aspetti organizzativi e amministrativi, verranno comunicati alle famiglie sedi, orari e modalità di accesso ai nuovi servizi” spiegano dall’Asl, precisando che le misure sono rivolte in particolare ai bambini fino ai 6 anni di età (soglia oltre la quale ci si può rivolgere al medico di medicina generale).
Parallelamente prosegue la pubblicazione dei bandi ordinari per cercare pediatri titolari che, tuttavia, continuano a non raccogliere candidature per le sedi montane.
Ma il problema non si risolve se l’incarico dura poco: a Susa, ad esempio, l’ultima pediatra (la dottoressa Bottes) è rimasta meno di un anno prima di trasferirsi ad Avigliana.

Le posizioni ufficiali di Asl To3 e Regione Piemonte

Sulla situazione e sulla ricerca di incentivi per coprire le sedi vacanti prima dell’inverno sono intervenuti i vertici sanitari e regionali.
«Sappiamo bene quanto la presenza del pediatra rappresenti un punto di riferimento fondamentale per le famiglie e comprendiamo le preoccupazioni che questa situazione può generare» dichiara Giovanni La Valle, Direttore Generale dell’Asl To3. «Stiamo seguendo quotidianamente l’evoluzione della situazione mettendo in campo tutte le soluzioni organizzative consentite. È importante ricordare che i pediatri di libera scelta non sono dipendenti dell’Asl, ma professionisti convenzionati. L’Azienda può pubblicare gli incarichi disponibili, ma non può assegnare d’ufficio una sede né imporre ai professionisti di esercitare in un determinato territorio. Per questo stiamo lavorando in stretta collaborazione con la Regione Piemonte e con i sindaci per individuare ogni possibile soluzione».
«La carenza di pediatri nell’Alta Valle di Susa non dipende dalla volontà dell’Azienda sanitaria o della Regione Piemonte – aggiunge Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte – ma dalla difficoltà, che interessa oggi molte aree montane e periferiche del Paese, di reperire professionisti disponibili. Proprio per questo ci stiamo muovendo con la massima determinazione mettendo in campo, insieme all’Asl To3, un piano straordinario che consentirà di assicurare la continuità del servizio fino all’individuazione di un nuovo pediatra titolare».

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7 COMMENTI

  1. hanno cominciato molti anni fa ad accentrare tutto a rivoli e torino , col risultato che i valligiani per in semplice mal di denti
    ( e un paradosso) deve andare a rivoli o torino

  2. leggasi testualmente : “Se non si offrono incentivi economici ai pediatri che scelgono la Valle di Susa, è evidente che i professionisti non verranno”. Io direi che oltre a dare loro un abbonamento gratuito dell’ autostrada, si potrebbe anche offrire casa gratis e carrello della spesa pieno……Lo Stato dove vuole sa costringere, obbligare e precettare…..Per il bene comune s’ intende !

  3. Nell’esercito e nei Corpi di Polizia operano molti medici , la loro mansione comprende
    anche le visite mediche per idoneità alla guida , in emergenza potrebbero dare il loro contributo.

  4. Non c’è la volontà di dare ai cittadini le dovute assistenze mediche dal neonato all’ anziano.
    Ci fanno viaggiare per vantarci.

    Hanno un catalogo di scuse infinito.

    Quando eravamo tutti più poveri e meno Supponenti funzionava bene tutto, treni, burocrazia, sanità, c’era tutto anche il rispetto e la gentilezza .

    Mai che si fa una seria manifestazione per dimostrare che siamo stufi.
    Tutti zitti.
    Gasolio a 2.20 tutto va bene.

    Abbiamo quello che ci meritiamo.

  5. Non c’è la volontà di dare ai cittadini le dovute assistenze mediche dal neonato all’ anziano.
    * Ci fanno viaggiare per stancarci.

    Hanno un catalogo di scuse infinito.

    Quando eravamo tutti più poveri e meno Supponenti funzionava bene tutto, treni, burocrazia, sanità, c’era tutto anche il rispetto e la gentilezza .

    Mai che si fa una seria manifestazione per dimostrare che siamo stufi.
    Tutti zitti.
    Gasolio a 2.20 tutto va bene.

    Abbiamo quello che ci meritiamo.

  6. 22 comuni senza pediatra, e chi se ne fotte, sono al mare con la mia famiglia in un villaggio all inclusive. Alla sera riesco a vedere anche l’amante per un po’ di coccole. Montecitorio è chiuso per ferie, ogni mese che passa mi avvicino sempre di più alla pensione da parlamentare. Ciao bella Italia, ci vediamo a metà settembre.

  7. Si vede che la foto è fatta con l’ AI: nel cartello c’è scritto ” ambulatorio PEDRIATRICO” … C’è una R di troppo!

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