VALSUSA, 35 NO TAV A PROCESSO PER GLI SCONTRI DEL 2011

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di ELISA BENSO

Dopo oltre otto anni dai fatti, è iniziato oggi il nuovo processo d’Appello sugli scontri tra No Tav e forze dell’ordine andati di scena nell’estate del 2011 tra Chiomonte e Giaglione.

Il maxi processo è iniziato questa mattina nella maxi aula uno, la stessa dove si sono svolti i grandi maxi processi della storia del Palagiustizia di Torino, come quelli sulle stragi della Thissen e di Eternit.

Davanti al tribunale ha presidiato un piccolo gruppo di No Tav con qualche bandiera, monitorati a distanza dalla Digos.

Si tratta del quarto processo sui disordini del 2011, ed è stato ordinato dalla Corte di Cassazione, che alcuni mesi fa ha stabilito che gli atti dovessero tornare alla corte d’Appello di Torino per una nuova valutazione delle posizioni degli indagati e di alcuni fatti. Ora i giudici dovranno riesaminare le condotte dei 35 No Tav che il 27 giugno e il 3 luglio del 2011 presero parte alla guerriglia nei boschi che si svolse pochi giorni dopo la costruzione del cantiere del tunnel della Maddalena. Furono le due giornate di scontri più pesanti in assoluto nella storia della lotta No Tav. I feriti, tra manifestanti e forze dell’ordine, furono decine. Il 27 giugno circa duemila uomini mandati da tutta Italia, tra poliziotti e carabinieri e finanzieri, sgomberarono l’area dove c’era la “Libera repubblica della Maddalena”, costituita dai No Tav. Il 3 luglio ci fu, da parte dei No Tav, la risposta a quell’azione e l’assalto alle reti. Tra le questioni che la Cassazione ha ordinato di riaffrontare, c’è la congruità delle pene inflitte ad alcuni degli imputati.

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