VALSUSA, ADDIO A IRMA DEL POISATTO: REGINA DELLA MONTAGNA DI CONDOVE

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di LAURA BELLANDO

CONDOVE / POISATTO – Si è spenta martedì 5 maggio, dopo un periodo di ricovero in ospedale (a causa di una iniziale bronchite che l’aveva costretta lontana dalle sue amate montagne), Irma del Poisatto. Classe 1936, il prossimo 10 luglio avrebbe compiuto 90 anni. Irma Anselmetto, vedova Votta, lascia il ricordo di una figura forte e autentica, capace di incarnare i valori più profondi della vita di campagna: tenacia, operosità e amore per la famiglia.
Irma è stata, per tutti, “una donna con la D maiuscola”. Abituata al lavoro duro, non si è mai tirata indietro davanti alle difficoltà, affrontando ogni giornata con il sorriso e senza mai lamentarsi. Ha guidato la sua famiglia con determinazione, dedicandosi con instancabile energia alle due figlie, ai suoi cinque nipoti e ai due pronipoti, cresciuti all’aria aperta tra prati, boschi e stagioni vissute intensamente.
A loro ha trasmesso insegnamenti semplici ma preziosi: il valore della terra, la cura degli animali, il rispetto per la natura e quella semplicità che, è la vera garanzia di gioia. Le sue giornate erano fatte di lavoro, ma anche di momenti condivisi: vendemmie, pranzi domenicali in montagna e spostamenti in vespa anche tra il fango — ricordi che oggi restano impressi nel cuore di chi le ha voluto bene. Era una donna generosa e ospitale, sempre pronta ad offrire un caffè o una pesca ripiena o un semolino dolce a chi passava per fare due chiacchiere.
Tra i tratti che la rendevano unica, spiccava una mente vivace e brillante: era molto brava in matematica, capace di fare tutti i conti a mente anche quando vendeva l’ottimo formaggio prodotto dal marito, mentre lei era esperta nella produzione del burro. Nel suo telefono non c’erano nomi in rubrica, ma solo numeri: li ricordava tutti, associandoli senza esitazione alle persone.
La sua memora affondano in un’infanzia semplice, fatta di ingegno e adattamento: non avendo una bici da donna, utilizzava quella da uomo, incastrandosi sotto il tubo per riuscire a pedalare. I giochi erano pochi, ma bastava un niente per divertirsi: insieme agli altri bambini versava acqua in piazza, presa dal “bacias”, e al mattino, quando era ghiacciata, si trasformava in una pista da pattinaggio improvvisata prima di andare a scuola.
Avrebbe voluto continuare gli studi, ma si fermò alla quinta elementare, senza mai perdere però la curiosità e l’intelligenza pratica che l’hanno accompagnata per tutta la vita. Grande appassionata di funghi — “una grande buleiera” — amava più cercarli che gustarli. D’estate, a Belvardo, nella casa di alpeggio, era una vera sfida partire all’alba per arrivare per primi nei boschi.
Instancabile lavoratrice, in campagna era sempre attiva senza fermarsi mai, alla pari degli uomini, guidando il trattore e dando istruzioni su come svolgere al meglio le attività di allevamento e agricole: nulla la fermava, neppure un infarto che l’aveva colpita vent’anni fa. Anche dopo, ha continuato a vivere con la stessa energia e determinazione di sempre.
“È stata una donna decisamente tosta, ma quante avventure abbiamo vissuto insieme”, ricordano con affetto i familiari. Anche negli ultimi giorni, segnati dalla malattia e dal ricovero in ospedale, Irma non ha perso il suo tratto distintivo: la gratitudine. Come racconta la figlia Barbara, nonostante la sofferenza, sorrideva sempre alle infermiere e le ringraziava ogni volta.
La sua è stata una vita capace di scaldare il cuore di chiunque abbia avuto il privilegio di incontrarla. Un esempio silenzioso ma potente di dignità, forza e amore.
Con Irma se ne va un pezzo di quella cultura montanara fatta di sacrificio e umanità, ma resta il segno profondo che ha lasciato nelle persone e nei luoghi che ha vissuto.
Domani sera si reciterà il rosario alle ore 19 presso la Cappella della sua amata Borgata Poisatto.
I funerali si celebreranno nella Chiesa Parrocchiale, San Pietro in Vincoli, di Condove, giovedì 7 maggio alle ore 15 e saranno occasione per un ultimo saluto a una donna che, con semplicità e coraggio, ha saputo essere straordinaria.
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Da parte del Direttore di ValsusaOggi, le più sentite condoglianze a Giulia, Graziella, Barbara e ai loro famigliari per la scomparsa di “nonna Irma”.

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1 COMMENTO

  1. Le persone che vivono molti anni sono sempre di più. Un grazie doveroso va ai ricercatori che hanno permesso di raggiungere dei traguardi nella medicina fino a pochi anni fa impensabili. I veri eroi sono proprio loro ! Grazie!

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