ALMESE, LA STORIA DELLA GIOVANE ATLETA ISABELA: “HO PERSO LA GAMBA 6 ANNI FA, MA LO SCI MI DÀ TANTO”

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Isabela (al centro) durante la gara di Coppa Italia ad Artesina

di NORMA RAIMONDO

ALMESE – È una bella storia di fatica, grinta, tenacia e successo, quella che vede protagonista Isabela Timpu, ventiduenne almesina della Fisip (Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici) che domenica 4 febbraio ad Artesina (CN) si è aggiudicata la gara di Coppa Italia nello slalom gigante.

“In realtà ero l’unica in gara – confessa simpaticamente – mi sembra un po’ esagerato parlare di vittoria, non è stata un’impresa difficile battere le mie avversarie, visto che non ne avevo”. La sua gara più ardua, Isabela, in realtà l’ha combattuta 6 anni fa, contro una malattia che l’ha costretta all’amputazione della gamba sinistra. “Ma allo sci mi sono avvicinata solo tre anni fa e gareggio dall’anno scorso. A dicembre dovevo prendere parte ad una manche che è stata annullata, domenica ero l’unica al cancello di partenza. Dal 22 al 24 febbraio sarò in Austria a disputare uno slalom gigante ed uno speciale, ma ciò cui tengo davvero è ottenere un buon piazzamento nella gara conclusiva di Coppa Italia prevista ad aprile sul Monte Cimone”.

Studentessa universitaria alla facoltà di Scienze Internazionali dello Sviluppo e della Cooperazione, Isabela non ha ancora ben chiaro il suo futuro: “È una facoltà che offre molti sbocchi; non so, probabilmente graviterò nel mondo delle onlus e del volontariato, ora è prematuro sbilanciarsi. Quello che so per certo è che diventa sempre più difficile riuscire a conciliare sport e studio”. Lei, comunque, finora ha tenuto alti i colori della bandiera italiana, terra che la ospita dal 2004 perché, come si capisce dall’anagrafe, Isabela è di origine rumena. Viene spontaneo chiederle se, oltre che sul tracciato di gara, anche nella vita, dati i natali stranieri ed il fatto di essere disabile, debba fare lo slalom ed impegnarsi per dare il massimo rispetto ai normodotati. “No, in Italia mi sono integrata abbastanza bene e, se non lo dico, molti non capiscono che io arrivi dalla Romania, pensano che sia un cognome sardo. Eccezion fatta per un episodio spiacevole, in cui sono stata guardata e derisa da ragazzi più o meno miei coetanei, la mia diversità non ha mai rappresentato una difficoltà a relazionarmi con gli altri. Io non ci faccio caso, vivo come una ragazza della mia età. Non mi faccio mancare nulla, sono autonoma e felice, guido anche l’auto”.

L’assenza di concorrenti nella sua batteria Isabela la riconduce forse alla mancanza di entusiasmo. “Spesso a chi è disabile manca la voglia di mettersi in gioco. Lo sci è uno sport “difficile” sotto molti aspetti, non solo dal punto di vista economico. Magari è più semplice andare in piscina, vicino a casa. Io da quando ho perso la gamba ho cercato di recuperare la mia autonomia. Ho i miei genitori che mi supportano e sopportano, ma ci metto anche del mio per condurre una vita il più soddisfacente possibile. E lo sci mi aiuta”.

L’impegno è premiato da risultati che non tardano ad arrivare, anche se la paura di fare brutte figure c’è sempre. “Confesso che ogni volta ho l’ansia della gara, la voglia di fare bene non mi abbandona mai”. Così come il sorriso, che fa capolino di continuo tra le parole di questa giovane, ambasciatrice delle nostre valli e della positività.

 

 

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