BLACKOUT ALL’ALCAR DI VAIE: OPERAI A CASA

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di ANDREA MUSACCHIO

VAIE – Blackout totale e operai a casa. È successo ieri mattina, mercoledì 15 luglio, all’Alcar di Vaie. Secondo alcune testimonianze, l’assenza di energia elettrica è riconducibile al mancato pagamento di diverse bollette da parte dell’azienda. Notizia smentita dal rappresentante sindacale Giuseppe Paolella: “Ci hanno detto che si è trattato di un guasto all’interno della ditta – spiega – Fino a quando non lo ripareranno, noi staremo a casa in cassa integrazione. Stiamo parlando comunque di 2-3 giorni“.

Il rappresentante aggiunge: “La situazione all’Alcar è la stessa degli ultimi anni. Stiamo a galla. Fortunatamente non è allarmante al 100%. L’altro ieri abbiamo ricevuto anche lo stipendio con qualche giorno di anticipo. Lo considererei un primo passo“.

Martedì 14 giugno si è tenuto un meeting tra Regione Piemonte, i dirigenti dell’Alcar e il dottor Gloriosi: l’obiettivo è quello di trovare un acquirente per l’azienda valsusina. “A fine mese ci sarà un nuovo incontro tra le parti – conclude Paolella – Speriamo che arrivino delle buone notizie“.

A riguardo del blackout di ieri mattina, ValsusaOggi ha ricevuto la testimonianza di una lettrice, la quale è sposata con un operaio dell’Alcar. “Ieri, verso le 12.30, mi ha telefonato mio marito (durante l’orario di pausa) anticipandomi che avevano notato una situazione piuttosto pesante – si legge nel testo – Manco a dirlo, da lì a poco, c’è stata l’interruzione dell’energia elettrica. Tutti a casa. Senza spiegazioni. Da voci interne pare che non abbiano pagato mesi di fornitura. L’unica certezza è che da mesi, se non da anni, persistono i ritardi nei pagamenti. Ad esempio mio marito è stato in cassa integrazione tutto il mese di giugno. Risultato? Martedì 15 luglio, giorno di accredito dello stipendio, sono arrivati 18 euro. Speriamo arrivi la cassa integrazione. Questo è quanto“.

 

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