VALSUSA, CACCIA AL CINGHIALE: LA CARNE VIENE DONATA ALLE FAMIGLIE BISOGNOSE

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SALBERTRAND – Nell’ambito del piano di gestione e controllo numerico della specie Cinghiale, per la prima volta l’Ente ha donato la carne, dopo i necessari controlli sanitari, alla Parrocchia Santa Maria Assunta di Oulx che opera come Caritas diocesana e al Comitato Locale della Croce Rossa Italiana di Bussoleno, per la distribuzione a famiglie e soggetti in difficoltà presenti in Alta e Bassa Valle di Susa. Un primo capo di circa 54 kg e un secondo di circa 41 kg sono stati abbattuti in novembre dai guardiaparco valsusini, nel Comune di Villar Focchiardo, e successivamente sono stati conferiti al nuovo centro Rousset di Oulx, autorizzato per la lavorazione della selvaggina, dove il veterinario della Asl ha certificato la commestibilità della carne. Successivamente è stato possibile lavorarla e prepararla in pacchetti pronti per la distribuzione che sono stati consegnati alle due associazioni. I costi della lavorazione, trattandosi di pochi capi, sono al momento sostenuti dal Parco. Le operazioni di abbattimento dei cinghiali sono previste, oltre che dal Piano di Gestione del Parco, approvato dal Consiglio dell’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie a ottobre 2019, a seguito del parere favorevole di ISPRA, anche dalle “Misure di controllo e prevenzione della diffusione della Peste suina africana” nazionali e regionali, disposte per arginare la diffusione della malattia virale comparsa in Piemonte, a Ovada, a gennaio 2022. La Peste Suina Africana, in base al Regolamento 2016/429/UE “Normativa in materia di sanità animale” è categorizzata come una malattia di categoria A che non si manifesta normalmente nell’Unione Europea e che, non appena individuata, richiede l’adozione immediata di misure di eradicazione, per non mettere a rischio gli allevamenti di suini domestici. Sono previsti quindi abbattimenti anche nei territori distanti, come quello della provincia di Torino, per abbassare il numero di cinghiali presenti, il cosiddetto depopolamento. Si tratta comunque di animali sani, le cui carni sono commestibili. L’Ente ha deciso di attivare un circuito virtuoso, operando gli abbattimenti con proprio personale dipendente cioè guardiaparco appositamente formati e preparati, destinando le carni alla popolazione locale che necessita di sostegno attraverso le due principali associazioni presenti sul territorio della Valle di Susa.

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