SUSA, CAOS AL PRONTO SOCCORSO: “PAZIENTI DA 9 GIORNI IN ATTESA”

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RICEVIAMO DAL SINDACATO DEGLI INFERMIERI NURSIND


SUSA – Oggi, 4 Gennaio, alle 14,30 erano presenti 40 pazienti, alcuni di loro in attesa di un posto letto, addirittura dal 27 e dal 28 Dicembre, altri da tre , quattro giorni e 6 di loro sono in attesa dal 2 Gennaio. Riteniamo non sia normale soggiornare all’interno di un pronto soccorso per così tanti giorni. Non è normale e non è sicuro dichiara Giovanni Marino rappresentante del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche.
In 3 giorni abbiamo dimesso 223 persone, 3 di queste in Medicina, dove si riesce a collocare un solo paziente al giorno, 1 in Ortopedia e 1 in Utic (a Rivoli)
Il personale, spesso preso di mira dagli utenti, non è sufficiente per affrontare questo incremento di carico di lavoro. Oltre ai codici di priorità maggiore, ci troviamo di fatto a lavorare in una degenza che di fatto si trasforma in un reparto di Medicina, gli utenti, in attesa di ricovero, non sono solo parcheggiati ma necessitano di cure e assistenza continua, ribatte Giovanni Marino.
Anche gli infermieri si ammalano e a causa delle carenze organiche e spesso non si riescono a sostituire, siamo piu volte costretti a fermarci oltre l’orario di lavoro fino a 12 ore. I due posti letto previsti dal piano aziendale per affrontare l’iperafflusso come si evince non sono assolutamente sufficienti.
Chiuque venga in pronto soccorso a Susa può rendersi conto che i corridoi sono pieni e intasati rendendo difficoltoso operare con la dovuta sicurezza, senza voler parlare della privacy di cui ogni cittadino ha diritto.
Si continua inoltre a non tenere conto che in Inverno la valle si riempie di turisti e persone che vivono tutto l’anno altrove allargando il nostro bacino di utenza e rendendo ridicole le risorse che possiamo mettere a disposizione.
La maggior parte dell’utenza sono spesso persone anziane con malattie croniche che si complicano e che non trovando risposte altrove si recano leggittimamente in pronto. Noi siamo chiamati a dare risposte adeguate ma in condizioni dignitose, concludono dal Nursind.


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14 COMMENTI

    • La prossima volta che ha bisogno del nostro Pronto Soccorso si faccia riconoscere, dopo questa intelligente rsposta, che le facciamo vedere noi cosa vuol dire essere scorbutici!!!!!

  1. Siamo al caos economico e morale. Questo paese sta scivolando verso i paesi del terzo mondo. Auguri buon anno.

    • Chi parla di terzo mondo potrebbe farsi un giro nel terzo mondo per vedere la differenza tra una lunga attesa al pronto soccorso per un codice Verde e il dover volare all’estero per fare una TAC. Chi no. Ha mai messo piedi fuori da questo paese, farebbe più bella figura a tacere.

  2. Il vero prooblema è che coloro che hanno voluto, lavorato e fatto lobby per il declassamento e la chiusura degli ospedali di Avigliana, Giaveno, Venaria ecc. ( vertici politici e assessori con competenze alla Sanità dell’ ex provincia di Torino, Regione Piemonte ecc. tutti con nomi , cognomi e appartenenza politica ben precisa) , sapevano benissimo che si sarebbe creato un sofraffollamento, ma sapevano anche che se poi loro e i loro famigliari avessero avuto bisogno di assistenza sanitaria avrebbero avuto a loro disposizione raccomandazioni o le cliniche private.
    Se al popolo non piace, deve solo pazientare un po’ , la classe dirigente ci ama così tanto che quanto prima potremo correre velocemente a farci curare a Lione e a Parigi. Grazie, grazie, grazie di cuore!

  3. E’ vero forse molte persone che lavorano al P.S. forse sono scorbutici e si lamentano, ma provateci voi a lavorare in un pronto soccorso strapieno di pazienti con patologie diversissime e personale scarsissimo ed aver a che fare con
    parenti di pazienti la cui malaeducazione è tantissima. e non si rendono conto della situazione e della responsabilità che ha il personale sia medico che paramedico. Per tanto che il personale sia scorbutico non lo è mai come la malaeducazione di parecchi familiari dei pazienti.
    Io quando ho avuto bisogno di ricorrere al P.S. ho sempre trovato una buona accoglienza, e, nonostante il lavoro e lo stress anche gentili. premetto che non sono infermiere nè ho parenti che ivi lavorano, sono solo un utente che nella vita ha sempre lavorato e capisce i problemi di chi si fa in quattro per portare avanti un servizio indispensabile.
    Purtroppo ce la prendiamo sempre con le persone sbagliate, prendiamocela invece con chi fa le scelte politiche, che sprecano i soldi dove non servono e non potenziano i servizi indispensabili.

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