VALSUSA, CASO UNIONI MONTANE: I COMUNI OLIMPICI CAMBIANO LO STATUTO SENZA ASPETTARE IL TAR

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Colarelli e Beria

CESANA TORINESE – Dopo il caso sollevato da ValsusaOggi sulla presunta illegittimità della composizione delle Giunte e dei Consigli delle Unioni Montane in Valsusa, con il presunto conflitto d’interessi nel doppio ruolo dei sindaci, a seguito degli esposti presentati dalla minoranza di Sestriere e il parere ufficiale del Ministero dell’Interno, l’Unione Montana dei Comuni Olimpici Via Lattea cambia lo statuto dell’ente.

Il Consiglio dell’Unione è stato convocato in presenza e videoconferenza martedì 20 luglio alle ore 14:30. Tra le delibere da votare, al secondo punto del consiglio c’è proprio la modifica di due articoli fondamentali dello Statuto dell’Unione Montana: l’articolo 6 (Composizione del Consiglio) e l’articolo 17 (Composizione ed elezione della Giunta).

Bisognerà capire però come sarà modificato lo Statuto, in modo che rispetti quanto previsto dal Tuel e secondo quanto indicato dal Ministero dell’Interno, che si può riassumere in due concetti chiave previsti dalla legge.

1) Le Unioni Montane, nei loro consigli, devono garantire la rappresentanza delle minoranze di ogni Comune (cosa che ad oggi non avviene in Valsusa e Val Sangone, dove siedono solo 4 consiglieri a rappresentare la minoranza).

2) Non appare conforme che i consigli e le giunte delle Unioni Montane siano composti dagli stessi sindaci nel “doppio ruolo”, in quanto attualmente nelle Unioni Montane della Valsusa coincidono sia l’organo controllore (il consiglio), cui spetta anche la verifica  dell’attuazione degli indirizzi di governo, sia l’organo esecutivo (la giunta) che ha i compiti di governo.

“Questa è una netta retromarcia da parte del Presidente dell’Unione e del Presidente Uncem che avevano dichiarato che il parere ministeriale non è vincolante, e che avrebbero modificato lo Statuto solo a seguito di una sentenza del TAR” commenta il consigliere comunale di minoranza di Sestriere, Andrea Colarelli, autore dell’esposto da cui è nato il caso (insieme ad Alberto Paleardi).

“Invece alla fine sembra sia stata sufficiente una nostra Diffida ad Adempiere in cui abbiamo chiesto l’applicazione integrale delle indicazioni dettate dal parere del Ministero dell’Interno – aggiunge Colarelli – quindi la nomina di un consigliere di minoranza di ogni Comune e nessun componente della Giunta che abbia il doppio ruolo anche in Consiglio. Comunque rimaniamo in attesa di vedere le modifiche statutarie che saranno apportate e di conseguenza valuteremo se saremo soddisfatti o se saranno necessarie eventuali nostre future azioni”.

 

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