VALSUSA, CHE FARE QUANDO IL CIBO VA DI TRAVERSO? I CONSIGLI DELLA DOTTORESSA PATRIZIA PELUSO, NELLA NUOVA RUBRICA “SEMPLICEMENTE MEDICINA”

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A CURA DELLA DOTTORESSA PATRIZIA PELUSO

SUSA / TORINO – Nata a Susa 28 anni fa, la dottoressa Patrizia Peluso è laureata in Medicina e chirurgia dal 2019. Attualmente lavora come medico in formazione specialistica presso l’ospedale Città della Salute e della Scienza di Torino nel reparto di Audiologia e Foniatria, dove svolge il suo lavoro con passione e dedizione. Da oggi collaborerà con ValsusaOggi proponendo periodiche consulenze su argomenti di interesse medico.


Capita a tutti ogni tanto che, deglutendo, qualcosa prenda la strada sbagliata: in questo caso ciò che doveva attraversare l’esofago e raggiungere lo stomaco rischia di finire nelle vie aeree. Ciò che avevamo in bocca, cioè, passerà dalla laringe, che è la porta di accesso ai polmoni, transitando in trachea e arrivando nei bronchi. Un aspetto affascinante dello sviluppo del corpo umano è che nel neonato è quasi impossibile che qualcosa vada di traverso. Alla nascita infatti la laringe, una vera e propria via d’accesso ai polmoni, si trova subito dietro al naso: questa localizzazione, quindi, impedisce materialmente a ciò che viene introdotto in bocca di arrivare nei polmoni. Il neonato arriva a respirare e succhiare il latte contemporaneamente, cosa impossibile per un adulto e durante la poppata si alimenta in posizione semisdraiata senza difficoltà a deglutire. Tutti noi invece troviamo scomodo bere da coricati, anche con una bottiglietta munita di beccuccio e ci rendiamo immediatamente conto del maggiore pericolo di inalazione. Crescendo, infatti, l’anatomia cambia, la laringe scende e arriva più in basso rispetto alla bocca e questa nuova posizione implica il rischio di inalazione a cui tutti siamo esposti. Il nostro organismo però è in grado di proteggere le vie aeree con un metodo molto efficace. La laringe infatti ha la capacità di percepire il passaggio di materiale al suo interno e di attivare il riflesso difensivo della tosse, che ci aiuta a liberare le vie respiratorie.

E se tossire non bastasse? Può capitare che la tosse non sia sufficiente a liberare le vie aeree. In questo caso si può andare incontro a dei rischi seri, come l’ostruzione di un bronco o un’infezione causata dai batteri che dalla bocca arrivano ai polmoni, la cosiddetta polmonite ab ingestis. Per questo motivo è bene prestare attenzione ai segnali che ci indicano un problema di deglutizione. Alcuni fra i più semplici da ricordare sono la tosse durante i pasti, la voce gorgogliante e poco limpida a fine pasto e la sensazione di corpo estraneo in gola. Se gli episodi di difficoltà a deglutire sono frequenti è bene consultare uno specialista per comprendere la causa del problema
ed attuare le soluzioni necessarie. Ma se una persona non tossisce mai durante i pasti, questo significa che nulla le va di traverso? No, purtroppo, perché il riflesso della tosse può essere assente per varie ragioni. In caso di dubbi è sempre bene fare riferimento a un esperto invece di basarsi sulla semplice assenza di tosse. Viene spontaneo chiedersi però come mai tutti noi nasciamo con delle vie respiratorie protette alla perfezione ma, crescendo, perdiamo questa caratteristica. La risposta è nell’evoluzione. Nella laringe si trovano le corde vocali. Le scimmie, che hanno la laringe alta, possono produrre sonorità e richiami di vario tipo ma non sono in grado di articolare suoni complessi, esattamente come non sono in grado di farlo i neonati. L’uomo invece, sviluppando una laringe bassa e avendo quindi le corde vocali nella posizione ideale, ha fatto un grande salto di qualità rispetto ai primati: ha potuto cioè articolare parole e sviluppare linguaggi, ottenendo un vantaggio evolutivo decisivo. Alla nascita le caratteristiche della nostra deglutizione rimangono in tutto simili a quelle di una scimmia. Col tempo, però, la laringe raggiunge una posizione nuova, permettendo al bambino di iniziare a parlare. Per concludere, se qualcosa ci va di traverso cerchiamo di prenderla con ironia: i nostri antenati hanno barattato il linguaggio in cambio di questo rischio, e tutto sommato è grazie a questo baratto se abbiamo “libertà di parola”!

 

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4 COMMENTI

  1. Ammirevole iniziativa però contrariamente a quanto si possa supporre dal titolo, la Dott.ssa non insegna cosa mettere in atto in caso di emergenza.
    Sarebbe forse il caso di descrivere in parole semplici la manovra di Heimlic, praticabile (quasi) da tutti e che salva la vita se si è distanti da attività di soccorso professionali.
    Alle volte la tempistica è fondamentale.

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