
di LAURA BELLANDO
AVIGLIANA – Cresce la preoccupazione tra i lavoratori della PrimoTECS S.p.A., l’ex sede della Tekfor che rappresenta una realtà storica del settore metalmeccanico con sede ad Avigliana, in via Martin Luther King 6. Mercoledì 14 gennaio 2025 i 160 dipendenti hanno appreso la notizia della probabile chiusura dello stabilimento, evento che potrebbe comportare la cessazione dei contratti di lavoro e avere pesanti ricadute occupazionali sul territorio.
La PrimoTECS opera da anni nella co-progettazione e fornitura di soluzioni in acciaio per trasmissioni, motori e componenti industriali, basando il proprio know-how sulla produzione di precisione di componenti in acciaio forgiato. Le lavorazioni comprendono la forgiatura a freddo e a caldo, i trattamenti termici, le lavorazioni meccaniche e un’officina interna di attrezzeria.
La notizia ha avuto un forte impatto sui lavoratori che, in segno di protesta, hanno deciso di astenersi dalla produttività per l’intera giornata, chiedendo un confronto immediato con i rappresentanti sindacali e con l’azienda.
Su richiesta dei dipendenti, è intervenuto l’ingegner Andrea Grazzini, amministratore delegato della PrimoTECS, il quale ha spiegato che a seguito delle perdite economiche e del calo dei fatturati aziendali, la chiusura dello stabilimento viene ritenuta ormai necessaria nel corso del 2026.
Secondo quanto avrebbe comunicato l’amministratore delegato, si prospettano due possibili scenari:
1) chiusura a dicembre 2026, qualora i dipendenti accettino il ricorso alla cassa integrazione a partire dal 1° luglio 2026.
2) chiusura anticipata al 31 gennaio 2026, con deposito dei registri in tribunale.
Una comunicazione che ha ulteriormente alimentato il clima di ansia e incertezza tra i lavoratori. «Viviamo da anni senza certezze – dichiarano – scoprire decisioni di questo peso con tempi così ristretti è inaccettabile. Abbiamo il diritto di essere informati e tutelati, per noi e per le nostre famiglie».
I dipendenti chiedono ora chiarezza, garanzie occupazionali e strumenti di accompagnamento, come ammortizzatori sociali e percorsi di ricollocamento, nel rispetto della professionalità e della dedizione dimostrate nel corso degli anni.
In risposta all’astensione lavorativa, è stata convocata un’assemblea per venerdì 16 gennaio 2026, durante la quale i lavoratori chiedono un confronto diretto con la proprietà e con le parti sociali.
«Abbiamo il diritto di essere informati da chi prende decisioni che incidono sulla nostra vita – affermano – vogliamo guardarci negli occhi e capire se esistono possibilità per il nostro futuro».
La vertenza PrimoTECS si apre così come un nuovo caso industriale nel torinese, con potenziali conseguenze sociali rilevanti per l’intero territorio.























… scintille e lapilli della ormai nostra siderurgia , e la forgiatura a caldo tramite stampo l’ evoluzione industriale della sapiente quanto energica opera del fabbro.
L’ acqua della Valle che scendeva con tanta energia nella sua fonte di vita e faceva roteare mulini, magli e macine per mangiare, poi l’ industria ma prima la ferrovia , il vapore e poi la turbina ,
l’ elettricità per i forni a induzione il metano che arrivo in Valle prima alle Ferriere e poi alla ex Monce , il calore e l’ acqua per cuocere questo pane quotidiano che onestamente è vita.
Ci fu la crisi , l’ intervento dello Stato con
l’ I.R.I ( istituto ristrutturazione industriale)
per altri siti ma qui è sempre stata Fiat ,poi Texid ed eravamo lider nell’acciaio speciale,
L’ Italia e gli italiani veri che credevano ed erano fiduciosi , Mattei che cerco l’ energia nel Mondo pagando a caro prezzo , la politica sorda o troppo sensibile da genuflettersi a certi poteri , l’ Italia dei misteri ,della mafia, dei servizi segreti
di persone giuste anche imprenditori che ci tenevano ai lavoratori e alcuni hanno lottato fino ad adesso ma ormai non possono competere , i Tedeschi ,i Francesi e gli Americani portano a casa il lavoro , le tigri Asiatiche e ora anche i Sud Americani ci fanno le scarpe , scarpe ferrate come il cavallo , quel ferro fucinato a mano con una forgia che per la crisi energetica ,la carenza di acqua , l’ ottusa politica è morta , per fortuna abbiamo i maestosi cavalli dei Corazzieri che il mondo ci invidia , ma la cacca dopo la parata viene velocemente spazzata.
Alla fine di questo immenso pippone quali sono le sue conclusioni?
non Peppone , perché lei è di destra e le dà fastidio questa emorragia , questo colore rosso che sgorga dalle profonda ferita e difficile cauterizzarle
con il ferro rovente , bisogna metterci tanti soldi oltre la propaganda.
Le do un consiglio:i commenti dovrebbero essere comprensibili.
Pensare che la C.E.C.A. ( Comunità Europea Carbone e Acciaio) venne costituita nella allora CEE , poi EU, nel dopoguerra, ufficialmente per creare un mercato comune europeo che valorizzasse e ponesse in commercio l’ acciaio, come base per l’industria… In realtà, nacque per controllare i “perdenti” ( Germania e Italia), dato che l’acciaio è il primo costituente delle armi: chi ha l’acciaio ha armi, armamenti e… Potere!
E noi, ora, che facciamo?!?! Deleghiamo, perdiamo tutto, non costruiamo più nulla, non parlo di armi, bensì di automobili, cartiere, tutto!
Che tristezza…
In realtà le questione è molto più complessa di quanto lei pensa…
Si chieda che tipo di manufatti produce la Primotecs e comincierà a darsi delle risposte.
Trasmissioni e alberi motore per automotive….
Se fallisce la ditta, tutto si sposterà all’ estero…
Cui prodest ?
Tigri asiatiche ? Americani? Israele?
E l’Italia…. Perde un asset strategico…
A volte bisognerebbe avere le palle e fare e investire in altro, ma cavolo sempre il Governo Governo….la conosco la tiritera che viene promossa qui.
Allora anche in Emilia un’ azienda ha chiuso alcuni dipendenti sono diventati soci e hanno investito in un supermercato.
La fiat???? Certo mantenuta dagli italiani che han pagato la cassa integrazione di 15 anni fino la pensione.Con tante persone che han lavorato e si sono fatte il mazzo e gli altri a prendere a sbaffo ammortizzatori sociali.Hanno chiuso , da quanto tempo si sapeva c’erano problemi? Bene allora cerchiamo di reinventarsi …..perche’ in molte altre zone d’Italia fanno cosi’.Sibdacati???? Ah beh!