
SESTRIERE – Maxi sequestro a un gallerista di Sestriere: evasi 1,5 milioni di euro. È un commerciante d’arte residente a Sestriere il protagonista dell’indagine condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Torino. A metà febbraio 2026, i militari hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo per un valore di un milione e mezzo di euro, emesso dal Tribunale del capoluogo piemontese. L’uomo, che in passato gestiva una galleria d’arte a Torino ormai chiusa, è attualmente indagato per dichiarazione infedele (relativa agli anni d’imposta 2019, 2020 e 2022) e autoriciclaggio.
Il sistema dei conti “fantasma”
L’inchiesta, coordinata dal Pubblico Ministero Lisa Bergamasco della Procura di Torino, ha portato alla luce un complesso meccanismo finanziario utilizzato per schermare i profitti. Attraverso meticolosi accertamenti bancari, le Fiamme Gialle hanno individuato diversi conti correnti intestati ai genitori del gallerista, ma di fatto gestiti da lui tramite procure speciali. Nello specifico:
– Il padre: residente all’estero da tempo e deceduto nel 2020.
– La madre: un’anziana di 90 anni.
Su questi conti transitavano somme enormi, assolutamente incompatibili con i redditi esigui dichiarati ufficialmente dall’uomo. Secondo gli inquirenti, si trattava dei proventi della vendita “in nero” di opere d’arte contemporanea di autori rinomati, smerciate anche attraverso prestigiose case d’asta.
I numeri dell’evasione e l’autoriciclaggio
L’attività sommersa avrebbe generato profitti totali per 3 milioni e 400mila euro. Da questa cifra deriva il calcolo dell’Irpef evasa, pari appunto a 1,5 milioni di euro, oggetto del sequestro. Ma non è tutto: parte del denaro risparmiato illecitamente dalle tasse sarebbe stato “ripulito” attraverso investimenti mirati. Gli investigatori hanno infatti accertato operazioni di autoriciclaggio per:
– 1 milione di euro versato per la sottoscrizione di polizze vita.
– 160mila euro impiegati in un investimento immobiliare sulla Riviera di Ponente, in Liguria.























Bene bene benissimo, avanti tutta!
Ottimi risultati. Ci sono molti personaggi imprenditori che girano con macchine di super lusso e dichiarano redditi da semplice impiegato, o addirittura come i propri dipendenti operai. Una cosa davvero strana… chissà, chissà.
L’operaio gira con una Fiat modesta di 1200 c.c. comprata a rate, mentre alcuni imprenditori girano in Audi, Porsche, Bmw, Mercedes e dichiarano come l’operaio.
Qualcosa mi sfugge?
Tranquillo Lollo, la priorità di questo esecutivo è stanare gli evasori parziali e totali. Hanno già incominciato con gli operai e pensionati minimi, a presto anche impiegati e casalinghe
Paghiamo solo noi pensionati e operai le tasse le prendono alla fonte. Bisogna fare una legge che anche noi veniamo pagati al lordo in privato. Così anche noi evadiamo le tasse. Ognuno si paga i servizi come meglio crede.Perche manteniamo molti fannulloni e nulla facenti, chi non lavora va’ sotto i ponti. Basa sfruttare chi fatica. Siamo stufi.
Per “comportamento fortemente antisociale”, oltre a truffa, evasione ecc, in Cina o Vietnam lo avrebbero condannato a morte…
Non dico di arrivare a ‘sto punto, ma…. sequestrategli tutto!!! lo stato ( noi) ci guadagnerà e darà un esempio ad altri “emulatori”….