VALSUSA, CONSULENZE E SERVIZI DEDICATI AL DECADIMENTO COGNITIVO CON “PASSO DOPO PASSO”

Condividi
FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn

di PASSO DOPO PASSO

CONDOVE – Il cambiamento degli stili di vita, le continue scoperte in ambito medico-scientifico e l’accesso alle risorse collegate al benessere hanno avuto come diretta conseguenza un aumento dell’aspettativa di vita. Al giorno d’oggi l’interesse per la popolazione anziana è in forte crescita, così come le ricerche scientifiche che si occupano dell’invecchiamento della mente e del corpo; il sapere comune, tuttavia, non sembra seguire questa tendenza e, secondo alcuni studi, apparirebbe nella maggior parte dei casi parziale o addirittura erroneo. I dati del Rapporto Mondiale Alzheimer 2019 (dal titolo “L’atteggiamento verso la demenza”) sulle convinzioni e i comportamenti della popolazione nei confronti delle malattie neurodegenerative hanno evidenziato, infatti, come due persone su tre credono che la demenza sia conseguenza del normale invecchiamento e una su quattro pensa non si possa fare nulla per prevenire questa condizione. Inoltre, tale indagine ha messo in luce quanto sia ancora presente il pregiudizio sociale rispetto alla diagnosi di demenza che, spesso, impedisce di chiedere informazioni, supporto e assistenza: elementi che potrebbero migliorare la durata e la qualità della vita in patologie che hanno un decorso che tende a cronicizzarsi, ovvero a mantenersi nel tempo. Offrire sostegno significa in prima battuta combattere la disinformazione e lo stigma, causa a loro volta di discriminazione, vergogna e isolamento per i malati e le loro famiglie.

Differenza tra invecchiamento fisiologico e patologico

Con il termine invecchiamento fisiologico si fa riferimento ad un processo naturale, graduale e spontaneo, che, a partire dall’età adulta, evolve in tempi diversi nei vari organi, provocando cambiamenti nella loro struttura e funzionalità. Così come i vari organi del nostro corpo, anche il cervello va incontro ad un naturale processo di invecchiamento, caratterizzato da alcune alterazioni, tra cui una progressiva perdita di neuroni e una ridotta connettività. Come conseguenza di questi cambiamenti, si verifica un graduale indebolimento di alcune funzioni cognitive. Le attività che si era soliti svolgere in modo automatico e senza dispendio di energie richiedono al cervello uno sforzo maggiore: vengono infatti percepite come più impegnative, necessitando di maggior tempo e attenzione per essere portate a termine. Per esempio, possono emergere difficoltà nel mantenere l’attenzione per un certo lasso di tempo, soprattutto quando si svolgono attività complesse, così come possono manifestarsi lievi difficoltà di memoria. Questi cali nelle prestazioni sono considerati una normale conseguenza dell’avanzare dell’età.

Tuttavia, così come per gli altri organi, è possibile che il processo di invecchiamento cerebrale venga influenzato negativamente dalla presenza di specifiche malattie, sconfinando nel mondo dell’invecchiamento patologico e delle “demenze”. La demenza è una sindrome, ovvero un insieme di sintomi, che si manifesta con un deterioramento progressivo della funzionalità cognitiva (memoria, attenzione, linguaggio ecc.), tale da compromettere le abituali attività della vita quotidiana e le relazioni con gli altri. Con questo termine si fa riferimento ad una categoria molto ampia di patologie. La più conosciuta è sicuramente la Malattia di Alzheimer che risulta, ad oggi, la forma più diffusa (50-60% dei casi), ma esistono anche molte altre forme di demenza che si distinguono per sintomi e decorso; tra le principali: la demenza vascolare e la demenza fronto-temporale. In generale, i sintomi possono essere caratterizzati non solo da una compromissione cognitiva (difficoltà di memoria e linguaggio) ma anche da alterazioni della personalità e del comportamento: maggiore aggressività, presenza di ansia e depressione, disturbi del sonno, disinibizione, per citarne solo alcuni.

Interventi di stimolazione cognitiva

Il cervello è un organo plastico, ovvero è in grado di cambiare in risposta all’esperienza e all’allenamento. Le abilità cognitive, come attenzione, memoria e linguaggio, infatti, sono processi dinamici che beneficiano dell’esercizio e risentono dell’inattività. La stimolazione cognitiva è uno degli interventi non farmacologici maggiormente utilizzato con persone affette da demenza, la cui efficacia è sostenuta da numerose evidenze scientifiche. Questo intervento è volto a tenere in allenamento il cervello, mantenendo vive le diverse funzioni cognitive e rallentando così la progressiva compromissione dovuta alla malattia, attraverso l’utilizzo di una serie di esercizi stimolanti, costruiti per la persona. Oltre ad agire sulla sfera cognitiva, quest’approccio coinvolge anche la sfera emotiva e comportamentale, dando voce ai vissuti personali, attribuendo significati nuovi alle proprie esperienze e proponendo modalità di risposta alternative a quelle solitamente utilizzate. La finalità ultima infatti è far sì che la persona resti il più autonoma possibile, il più a lungo possibile ed abbia nel complesso una soddisfacente qualità di vita.

Per maggiori informazioni, clicca qui!

Passo dopo Passo S.c.s
Condove, via Cesare Battisti 5
Tel. 0119632664, 3356509625
Mail: passodopopasso.info@gmail.com

(Informazione pubblicitaria a cura della New Press)

FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
Condividi
© Riproduzione riservata

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.