VALSUSA, DA ACSEL IL PRIMO BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

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di ANDREA MUSACCHIO 

SANT’AMBROGIO DI TORINO – Grandi novità in Acsel. I comuni soci hanno approvato il bilancio economico 2019, redatto il primo bilancio di sostenibilità e confermato il Consiglio di amministrazione, che sarà in carica fino all’approvazione del bilancio del 2023. Il Cda è così composto: Alessio Ciacci (presidente); Marco Avondetto (consigliere); Carla Mattioli (consigliere).

Durante la conferenza stampa di questa mattina, mercoledì 29 luglio, Alessio Ciacci e Marco Avondetto hanno illustrato alcuni numeri e le principali novità ai giornalisti. Il bilancio economico del 2019 ha registrato una chiusura in utile, con un segno positivo di 200 mila euro. Il fatturato dei servizi ai comuni è stato di circa 16 milioni di euro. Inoltre, tra le novità spicca la redazione del primo bilancio di sostenibilità ambientale. “È una fotografia dell’azienda – spiegano – Da qui si capisce il valore di Acsel senza contare l’aspetto economico. Il bilancio di sostenibilità è il primo di una lunga serie. Si evidenziano i risultati raggiunti in termini di percentuali di raccolta differenziata, i punti di forza di un’azienda e le ricadute economiche sociali ed ambientali che genera in Val Susa“.

Il bilancio di sostenibilità ambientale si articola su 5 capitoli. Il primo illustra la storia, l’assetto ed i servizi erogati da Acsel; il secondo le certificazioni ottenute e gli obiettivi di sostenibilità; il terzo la performance economica dell’azienda; il quarto la performance ambientale mentre il quinto la performance sociale.

Ma non solo. Sono diversi gli argomenti toccati durante la conferenza stampa. Tra questi la volontà di passare, da parte dei comuni di Almese, Avigliana e Caselette alla gestione della Tariffa Puntuale dei rifiuti. Questi si aggiungerebbero a quelli di Sant’Antonino e Susa. Ad Oulx verrà costruito un nuovo ecocentro, mentre su quello di Condove ci saranno dei lavori di adeguamento.

È stata l’occasione anche per analizzare il periodo di lockdown: in alta valle si è registrato il 20% in meno di rifiuti, mentre in bassa valle e cintura di Torino un incremento di circa il 14%. Per Acsel non è stato semplice gestire l’emergenza, come conferma Marco Avendetto: “Abbiamo evitato di dare dei costi aggiuntivi ai Comuni durante quelle settimane – spiega – Per noi non è stato semplice. Abbiamo dovuto fare una raccolta di rifiuti a domicilio per chi era in quarantena o era positivo al Covid. E poi abbiamo dovuto tutelare i nostri lavoratori, che ovviamente erano spaventati. Abbiamo creato un’assicurazione in loro favore, rassicurandoli in tutto e per tutto. Così siamo riusciti a garantire il servizio durante l’emergenza sanitaria“.

Infine, significativi i benefici ambientali collegati alle crescenti raccolte differenziate, che in diversi comuni sfiorano o superano l’80%. “In valle alcuni comuni sfiorano il 65% – illustra Ciacci – Contiamo che nell’anno in corso questa soglia verrà superata“. Questi numeri garantiscono oltre 16mila tonnellate di Co2 risparmiata in atmosfera, beneficio che coincide con la piantumazione di una foresta di 70.000 alberi. Interessanti anche le analisi sui fornitori, in gran parte locali o provinciali, così come i dipendenti: per l’82% del territorio servito da Acsel. Oltre alla chiusura in utile e al consiglio di amministrazione, sono state confermate le certificazioni di qualità, ambiente e sicurezza, ottenute dall’azienda, ISO 9001 14001 e 18001 estese a tutti i siti aziendali.

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