VALSUSA, DISPERSI DUE MIGRANTI IN MONTAGNA: UNO ERA FERITO

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CLAVIERE – Sono state interrotte oggi pomeriggio le operazioni di ricerca di 2 migranti, dispersi da sabato 24 aprile sulle montagne al confine tra la Valsusa e la Francia. L’allarme é scattato ieri sera alle 20.45 circa: due africani diretti in Francia hanno chiesto aiuto chiamando il 112.

Uno dei due era ferito, con un trauma a seguito di una caduta: al telefono hanno riferito di trovarsi nella zona di valle Gimont, a monte dell’abitato di Claviere.

Da ieri sera sono subito partite le ricerche con le squadre di vigili del fuoco, soccorso alpino, croce rossa di Susa e del soccorso alpino della guardia di finanza di Bardonecchia, con l’ausilio di quad e cingolati: le attività sono proseguite fino a notte inoltrata.

Le ricerche sono poi riprese alle prime luci dell’alba, con il supporto dell’elicottero Drago dei vigili del fuoco, che ha effettuato numerosi sorvoli dell’area, in aiuto alle squadre di terra.

Dopo aver setacciato tutta la zona, senza riuscire a individuare i malcapitati, le ricerche sono state sospese domenica pomeriggio. Non si sa se i due migranti siano riusciti ad arrivare in Francia, oppure no.

 

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17 COMMENTI

  1. Le camicie verdi si sono offerte come volontari per ritrovare i migranti dispersi. Giustamente, visto che sono legati alle tradizioni cristiane, croci nelle aule scolastiche e presepi a natale ed il loro capitano che non disdegna il rosario in mano.

  2. Dimenticate sempre il termine giusto……clandestini…!!!!
    Non si sa da dove arrivano e non hanno documenti, a livello sanitario…bho chi lo sa quale virus o malattia hanno, anche perchè inutile stare a prendersi in giro, questa gente a livello igienico è pessima…

    • E pensa ai nativi americani che non avevano i vaccini quando arrivavano i galeoni europei a portare malattie (che per noi erano banali ma a loro li hanno sterminati più che le armi da fuoco) e prendersi le loro terre.
      Noi almeno abbiamo vaccini, cure, … e anche la doccia!

  3. Speriamo siano rotolati in un burrone e speriamo che presto ci finiscano pure tutti i catto-sinistrati immigrazionisti che li supportano.

    • Invece io mi auguro che tu, che sei senza altro non certamente una bella persona visto che auguri a questi poveretti di finire in un burrone di provare tu e tutta la tua stirpe, la fame, la guerra. Questi sono dei poveretti, ma tu sei un povero di spirito, che forse è peggio

    • Incredibile come persino gli animali, compreso il mio cane, abbiano più affetto e amore verso il prossimo che certe persone… Prima di tutto il male non si augura a nessuno, secondo, a volte per capire bisognerebbe trovarsi al posto dell’altro, soffrire lo stesso dolore, per evitare di esprimere giudizi affrettati e spietati. Dovrebbe fare qualche ricerca su cosa sia l’empatia e cosa significhi la parola prossimo. Il nostro prossimo è chiunque possa avere bisogno di noi, non c’è colore della pelle o nazionalità che tenga… e magari si informi anche un pochino su cosa sta accadendo in molti Paesi a motivo di guerre, carestie, cambiamento climatico, etc… Tanto per fare un esempio, mentre qui chi purtroppo ha il covid 19, può almeno sperare di essere curato, in India, in città come New Dheli, essere curati è un privilegio per pochi ricchi, mentre per le persoone povere, che vivono nelle baracche o per le strade, non esistono cure, e i morti sono talmente tanti che hanno allestito campi improvvisati in giro per la città per bruciare i cadaveri… quando si vedono certe scene, ci si chiede di queste persone come e lei e come me, con speranze e sentimenti e dolore identici ai nostri, come ebbe a scrivere Primo Levi “…se questo è un uomo…”
      E questo è solo uno degli esempi che potremmo fare di sofferenze indicibili, che mi auguro lei non abbia passato, per cui bisognerebbe essere capaci di usare il cuore oltre che la tastiera di un computer.

      • Brava Gwen! Finalmente! Hai perfettamente ragione! Bisogna aprire i cuori e, soprattutto, le porte di queste calde e confortevoli abitazioni per accogliere queste persone!
        Io li accogliere tutti a casa mia, nella la mia residenza invernale a Saint Moritz, ma loro sono lì, e li vanno aiutati. Non si possono nuovamente strappare a una terra a cui sono ormai affezionati.
        Almeno aE a chi dice che non si conoscono le loro condizioni di salute vorrei dire una cosa: loro, avendo fatto un viaggio, hanno sicuramente effettuato i controlli e i tamponi necessari, perciò non sono sicuramente portatori di Covid o di altre patologie. Poi, qualora anche fosse, hanno anche loro diritto a essere curati! Anzi, dovreste cedere a loro i vostri posti per le visite che magari avete già anche prenotato! Io lo farei molto volentieri, ma la clinica privata a cui mi rivolgo a Monte Carlo non è molto vicina…
        Forza! Coraggio! Sono mesi che continuo a darvi idee, quando vi deciderete a metterle in pratica?

      • Saremmo in tanti a dover chiedere scusa di esistere, per primi i leoni da tastiera che incitano all’odio razziale, di genere, di religione, di ceto sociale e alla violenza, comportamenti peraltro vietati dalla Costituzione Italiana. E’ strano che queste persone arrivate da lontano vengono rispettate più o meno solo quando accudiscono le persone anziane nelle case o nelle RSA, svolgono mansioni di OSS o infermieri nelle corsie degli ospedali, accettano lavori umili e mal pagati e spesso in nero nella raccolta della frutta e verdura che comperiamo comodamente al supermercato mentre che alcuni raccoglitori muoiono per la fatica di lavorare 14 ore sotto il sole o chiusi nelle serre a temperature proibitive e a spruzzare veleni vari per proteggere gli ortaggi, mentre poi quando li si incontra per la strada ci si dimentica di tutti questi loro sacrifici e diventano facile bersaglio di chi non ha ancora capito, non so se per cattiveria o ignoranza, che sotto qualsiasi colore di pelle, si nasconde semplicemente un essere umano, e che tutti gli esseri umani hanno le stesse speranze, gli stessi sentimenti e dovrebbero anche avere gli stessi diritti. Ripeto, prima di giudicare, bisogna imparare a mettersi nei panni degli altri, rivivere le stesse esperienze, e allora, forse, un po’ di sensibilità umana potrebbe ancora venire fuori, ma temo che sia troppo tardi. Cordialità.

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