BARDONECCHIA, DUE AUTO CON 4 BAMBINI BLOCCATE NELLA NEVE AL COLLE DELLA SCALA

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BARDONECCHIA / NEVACHE – Oggi, sabato 20 aprile, i vigili del fuoco e i carabinieri della stazione di Bardonecchia stanno intervenendo sul Colle della Scala, tra Bardonecchia e Nevache, per soccorrere un gruppo di persone a bordo di due auto (una italiana e una straniera) dirette dalla Valsusa in Francia, che volevano attraversare il confine nonostante la strada sia chiusa al traffico fino al 31 maggio 2019. A bordo delle due vetture c’erano 7 persone, di cui quattro bambini e tre adulti.

Con le due vetture sono arrivati in quota, già nel territorio di Nevache, ma sono rimasti bloccati nella neve. Sul posto è dovuto intervenire anche l’elicottero Drago dei Vigili del fuoco, che ha recuperato dalle vetture una mamma con i bambini, riportandoli a Bardonecchia nella zona di Pian del Colle (campo di golf). Le operazioni sono ancora in corso.

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18 COMMENTI

  1. Sicuramente i soliti turisti che si credono i padroni del mondo.Vengono e non rispettano niente, tutto è lecito ed è dovuto.
    Ci sono i cartelli ma non li sanno leggere.
    Camminano in mezzo alle strade come un branco di pecore anche dove ci sono i marciapiedi.non raccolgono le feci dei loro amici a 4 zampe tanto qui sono in montagna ed
    È normale. Buttano la spazzatura lungo la statale come se non ci fossero i bidoni.Cartacce e mozziconi di sigarette ovunque.Di notte urlano alla luna.Bisognerebbe reintrodurre l educazione civica dalle materne sperando che le nuove generazioni siano più rispettose verso l ambiente e verso le persone.

    • ….se era ben segnalato che la strada era chiusa, bisogna far pagare loro elicottero e tutto il resto… però purtroppo buttare in giro immondizie e mozziconi non è prerogativa dei turisti, lo fanno anche i valligiani. Per cui l’educazione civica va reintrodotta nelle scuole per insegnare l’ecologia prima di tutto e poi il rispetto delle leggi, delle persone, degli animali, per tutti quanti, turisti e locali. Bisogna sviluppare un turismo intelligente, primo abbattendo gli ecomostri costruiti in città come Bardonecchia, Sestriere, Sauze d’Oulx etc per ricostruire in maniera consona a luoghi di montagna, con strutture più piccole, con materialiali ecologici, come nel Trentino Alto Adige, tipo Ortisei, e poi organizzare e incentivare gite accompagnate da guide ecologiche sulle montagne per istruire le persone ad amare la natura e rispettarla, a non buttare in giro immondizia e a non infastidire la fauna selvatica. Che poi di notte urlino alla luna mi pare una sua licenza poetica, mica saranno licantropi!! Il turismo serve per incrementare l’economia della Valle, ma va strutturato secondo moderni modelli ecologici e sorvegliato a dovere.

  2. imbecillità allo stato puro degli adulti…poveri bimbi, probabilmente i guidatori non sanno leggere, quanto costano queste bravate ai contribuenti? che Dio ci aiuti

  3. Oltre ad una salata contravvenzione e al pagamento delle spese di soccorso e recupero, secondo me ci sarebbero gli estremi per mettere in discussione la patria potestà per chi mette in pericolo la vita dei bambini per tanta superficialità.

  4. Il recupero con elicottero si spera soli per i piccoli. Per gli altri una pala a testa per creare una piazzola per la manovra e per togliere la neve e dopo aver montato le carene si devono portare a valle le auto da soli. Eventuale sanzione amministrativa per aver percorso una strada vietata. Sempre con la macchina ovunque. Andate a piedi.

  5. Ci sono posti dove i turisti sono una risorsa e queste cose non accadono grazie alla cultura dei residenti che sanno gestire il territorio , (basterebbe una sbarra a chiudere una strada)e poi ………c’è la valsusa con i suoi tuttologi che hanno il coraggio di giudicare gli altri!!!!!!

    • Gli stupidi per i quali servono 10 cartelli grossi come case, sbarre o posti di blocco dovrebbero imparare ad esercitare un pensiero critico di proprio conto, che poi porta ad essere più intelligenti e a non fare mosse azzardate, o quantomeno a non trascinarci dentro gente ignara.

    • Il tratto di strada in questione si trova in Francia. All’inizio è presente una cartello di divieto di transito. Più chiaro di così.

  6. Scusate, ma se la strada si trova in Francia, come mai non sono intervenuti i francesi e siam dovuti andare noi italiani a prenderli? Forse che i francesi un po’ più furbi si son detti se questi con la strada chiusa da una sbarra, e da vari cartelli di divieto di transito son talmente furbi da voler passare , poiché loro sono importanti e vanno ovunque, due fiocchi di neve non l fermano —- allora se non tanto orgogliosi ed importanti saran capaci a tornare da soli in caso di necessità e non stare a frignare come bambini in mezzo alla neve !. Se non calcoli i rischi e poi sbagli son cazzi tuoi quando tutti ti avvertono.
    Credo bisognerebbe fare lo stesso con molti CLANDESTINI, pardon “migranti” dalla pelle una nuanche più scura del Bianco che si avventurano nella neve in pantaloncini ed infradito come se non ci fosse un domani .
    che ne pensate?

    • che qua non è in discussione il colore della pelle, ma un incidente evitabile da persone autoctone, e lei non ha perso tempo per fomentare il razzismo verso la persona diversa se non fosse altro per il colore della pelle… Molti di loro pensano davvero di non avere un domani, soprattutto quando riescono a fuggire da campi di concentramento libici dove vengono torturati con i cannelli accesi dei saldatori, dove le donne vengono stuprate e via dicendo… cercano semplicemente una vita migliore, vivono in posti dove i diritti umani non esistono, tipo Eritrea, Siria, o in posti dove bande armate rapiscono, uccidono, stuprano, tipo NIgeria, o in posti dove non piove da anni a causa del cambiamento climatico e quindi si sono già dovuti mangiare i semi che sarebbero serviti per i raccolti degli anni futuri, e scappano per cercare di non morire. E , come dice lei, non conoscono i rischi delle montagne e ci vanno con vestiti non adeguati, sempre nella speranza di offrire un futuro alle loro famiglie. E’ un po’ diverso da chi parte per la gita di Pasqua e non si ferma davanti ai cartelli che indicano una strada chiusa e pericolosa, perchè chi arriva da migliaia di chilometri non sa bene quali siano i pericoli delle montagne, ma chi arriva da Torino e provincia forse dovrebbe evitare di andare su una strada non ancora aperta al pubblico per la neve.

      • Scusi gwen, la conclusione del suo ragionamento qual è? Che i clandestini andrebbero privilegiati e salvati in quanto ignorano le condizioni, mentre gli italiani per quanto incauti dovrebbero essere condannati e abbandonati? Faccia capire bene. Prima gli stranieri? Pare un atteggiamento vagamente discriminatorio e razzista il suo. Saluti.

  7. Le spese dei soccorsi e una bella multa x divieto di transito li sono state applicate o fa parte della solita beneficenza clandestina?

  8. Condivido il “razzismo” di Gwen.
    Un vacanziero autoctono con rombante fuoristrada e totale inettitudine a condurlo che trasgredendo i divieti più evidenti mette in pericolo di vita la propria figliolanza meriterebbe l’affido di questi sventurati pargoli ai servizi sociali.
    Ogni diverso motivo per aver bisogno di soccorso in montagna è meritevole di maggior rispetto ed attenzione e lo è a maggior ragione se conseguenza di dinamiche planetarie ben più rilevanti di una oziosa gita motorizzata.
    Unico tratto comune tra le due situazioni potrebbero essere gli infradito ma ben pochi migranti in questa Valle, non del tutto sorda alla solidarietà, hanno tentato la via del confine così mal equipaggiati.

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