BORGONE SUSA, ESTORCE E MINACCIA I NONNI DI UN “CLIENTE”: ARRESTATO SPACCIATORE

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BORGONE SUSA – Un cliente di uno spacciatore – dopo aver acquistato dosi di droga – non le aveva pagate, mentre lo spacciatore pretendeva che fossero i suoi nonni a saldare il debito. I carabinieri della Compagnia di Susa hanno arrestato per estorsione un 26enne, dopo la denuncia di due anziani nonni 80enni, che si sono rivolti ai carabinieri per le continue minacce ricevute dall’arrestato, il quale pretendeva da loro presunti debiti insoluti del loro nipote. Per ricevere il denaro dai due anziani, oltre a diverse minacce telefoniche, il giovane pusher era persino arrivato a danneggiare la porta della loro abitazione dandovi fuoco con alcuni giornali, oltre a danneggiare la vetrata della loro casa con un grosso mattone.

L’uomo era già riuscito a riscuotere dalle vittime 500 euro in contanti. I carabinieri hanno ora posto fine al loro incubo, sorprendendo in flagranza il malvivente, subito dopo essere uscito dalla casa delle vittime con altre 400 euro estorte.

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7 COMMENTI

  1. Adesso sia lo spacciatore che il cliente dovrebbero farsi compagnia in una bella cella umida con topi e serpenti, un po’ d’acqua piovana e pane secco… Altro che droga

  2. Adesso sia lo spacciatore che il cliente dovrebbero farsi compagnia in una bella cella umida con topi e serpenti, un po’ d’acqua piovana e pane secco… Altro che droga

  3. credo che lo spacciatore spaccia perchè il cliente è obbligato a rivolgersi a lui,che quasi sicuramente anche lui si droga, quindi spaccia per procurarsela,la teglia e la rivende, e cosi finira’ anche il cliente quando finiranno i soldi, diventerà spacciatore per procurarsela, è una catena . basta spezzare la catena ed il giogo finisce.
    Basta liberalizzarla e finisce il giro di miliardi e di morti ( o forse è per questo che non si vuole liberalizzarla, troppi miliardi in ballo), forse saro’ semplicistico (o sempliciotto) ma cosi non si costringe chi ne fa uso a spacciare per procurarsela e cercare nuovi clienti spece nelle scuole ( almeno credo).

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