I MIGRANTI OCCUPANO IL SALONE PARROCCHIALE DI CLAVIERE: DOMANI RIUNIONE IN PREFETTURA CON IL SINDACO

Condividi
FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
Il salone occupato dai migranti sotto la chiesa di Claviere

CLAVIERE – Dopo l’occupazione del salone parrocchiale sotto la chiesa di Claviere da parte dei migranti, martedì si terrà in Prefettura l’incontro con il sindaco Franco Capra per capire come gestire l’emergenza: “Il nostro è un piccolo Comune – spiega Capra – non possiamo affrontare questo problema da soli, mi auguro che le istituzioni ci aiutino. Non si può continuare così: il nostro paese aderisce al progetto di micro-accoglienza e ospita già alcune persone. Posso comprendere le ragioni dell’occupazione, ma sicuramente queste iniziative non serviranno a far cambiare idea al governo francese”. Da giovedì notte i migranti, supportati dal gruppo “Briser les frontieres”, hanno sfondato la porta del salone sotterraneo occupando le sale in completa autogestione. All’interno ci sono materassi, cibo, beni di prima necessità per consentire ai migranti di dormire in un luogo al riparo dal freddo, con l’obiettivo di superare le frontiere e arrivare in Francia.

I poliziotti sulla strada che porta a Monginevro

“L’altra notte c’erano donne e bambini piccoli con i piedi congelati – spiegano alcuni ragazzi di “Briser les frontieres” – cosa dovevano fare? Dormire al freddo o rischiare di morire assiderati? Da tempo abbiamo chiesto al Comune e alla parrocchia un aiuto, perché ogni giorno tanti migranti cercano di arrivare a Briançon passando dal Monginevro. Ci è sempre stato detto che l’emergenza a Claviere non c’era, invece il problema è reale e sotto gli occhi di tutti. Questa occupazione è un segnale politico, oltre che una necessità concreta”.

Domenica durante la messa delle Palme delle 18, alcuni fedeli sono rimasti fuori perché il parroco ha chiuso il portone dell’ingresso. Dopo aver bussato più volte gli hanno aperto

Gli attivisti chiariscono: “Non siamo volontari, né forniamo assistenza. Noi siamo qui per dialogare con i migranti e ascoltare le loro storie. Siamo critici verso quanto viene attuato da mesi a Bardonecchia, nella saletta della stazione dalla onlus “Rainbow4Africa”, perché quel servizio rientra nel sistema imposto dalla Prefettura, che secondo noi è sbagliato. Noi siamo per la libertà totale di movimento delle persone, le frontiere vanno abbattute, queste persone hanno diritto a spostarsi in Francia senza essere bloccate dalla polizia francese”.

In questi giorni tanti valsusini e vicini francesi stanno portando cibo, scarponi e altri indumenti ai migranti: la base si trova proprio sotto la chiesa. Domenica è stato organizzato un pranzo all’aperto proprio sul piazzale della chiesa. Un tempo i locali del salone erano comunali, poi sono stati ceduti alla parrocchia (l’amministrazione municipale paga ancora le spese di corrente elettrica). Il sindaco Capra e il parroco don Angelo Bettoni sono contrari all’occupazione del salone, ma domenica mattina due sacerdoti della Diocesi di Susa sono saliti a Claviere per comunicare ai migranti che possono stare nel salone senza problemi. Intanto ieri pomeriggio, prima della messa domenicale delle Palme, il parroco “filtrava” gli ingressi in chiesa chiudendo il portone dall’interno. Alcuni fedeli sono rimasti fuori: sono riusciti ad entrare solo dopo aver bussato più volte. Don Bettoni è arrabbiato: “Non mi hanno chiesto nulla – ha detto il parroco – se avessi fatto una cosa simile nel loro Paese chissà come andava a finire”.

Fino ad oggi non ci sono state criticità per quanto riguarda l’ordine pubblico: da sabato notte la polizia sta presidiando la piazza della chiesa e la strada del Monginevro con gli agenti in assetto antisommossa e la Digos. Il tutto sotto gli occhi di sciatori e dei turisti. Intanto i migranti attendono la notte per tentare nuovamente l’attraversamento lungo i sentieri che collegano Claviere a Monginevro, con l’obiettivo di raggiungere a piedi la terra francese.

FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
Condividi
© Riproduzione riservata

14 COMMENTI

  1. Se invece di affermare che “il problema non esiste”, il sindaco avesse affrontato la realtà (a farlo è stato invitato più volte) non ci sarebbero portoni sfondati. Un parroco che fa i capricci perché, a detta sua non è stato avvisato, è un’altra persona che applica il vangelo quando fa comodo a lui, anche per il prelato il problema è cominciato ad esistere solo dopo il portone sfondato.

  2. I problemi della Francia li deve affrontare la Francia. L’Italia dovrebbe essere un pochino più nazionalista ed iniziare ad occuparsi delle condizioni disperati di moltissimi italiani che sono oggi i veri poveri e dimenticati. Per l’immigrazione clandestina e non l’Italia ha già fatto, stupidamente, fin troppo e basta guardare come sono ridotte le nostre città in termini di sicurezza e qualità.

    • Caro Fabio, il problema non è né francese né italiano, è un problema mondiale ed è una questione di umanità; vero è che l’Italia, essendo il primo paese europeo di sbarco, ne è maggiormente interessata ma bisogna allungare un po’ lo sguardo e capire le radici di questo problema. Non è di certo rifiutando un po’ di umanità a chicchessia (italiano, sudanese o siriano) rimandando il problema ad altri che avremo risolto qualcosa, l’atteggiamento “ponziopilatesco” come quello tenuto fino ad ora da sindaco di Claviere serve solo a peggiorare le cose. Certamente le nostre città hanno problemi di sicurezza ma cionondimeno quello dei migranti è un altro problema da affrontare e chissà che in certi casi non si riveli una risorsa invece che un problema. In ultimo non dimentichi che la mafia a New York l’hanno portata gli italiani.

  3. Io mi domando: tutta questa brava gente che dice che i portoni dovrebbero essere aperti perché non apre la porta della loro casa e fa entrare due o tre immigrati? Quanta bella ipocrisia c’è in Italia!!!!! Siamo tutti ospitali coi portoni degli altri!!!

  4. Non sono ”migranti”, sono clandestini. Sino a quando non si ricomincerà a dire le cose come stanno e ad agire di conseguenza, ma si continuerà a mistificare la realtà in nome di una folle ideologia immigrazionista e mondialista che vuole la distruzione di popoli, culture ed identità in nome di quel ”cittadino liquido”, per dirla alla Zygmut Bauman, che tanto piace al moderno post-capitalismo, non se ne uscirà mai fuori.

  5. Tra poco arriverà la primavera e finalmente sarà più facile passare la frontiera ; senza neve potremmo dirottare i flussi proprio dalla valsusa. A livello di volontariato stiamo iniziando gia a pensare ad alcuni luoighi in valsusa dove poterli far fermare in modo che si rifocillino prima della traversata con almeno un pasto caldo ed una bibita e sopratutto biancheria nuova adeguata alla montagna. Speriamo che le istituzioni capiscano e sopratutto ci diano un piccolo aiuto finaziario. Chi ci volesse aiutare anche un piccolo router WIFI o una scheda prepagata , per questa gente può far la differenza.

  6. Mi sembra che dalle foto di neve da spalare ce ne sia, magari dentro nel salone occupato c’ è da dare una mano di bianco così come nella casa parrocchiale oppure in paese c’ è qualche anziano che deve essere aiutato per piccoli lavoretti , sicuramente c’ è la porta sforzata da riparare. Spero che Sindaco, parroco e migranti sappiano ognuno cosa fare , quali sono i diritti e i doveri di ciascuno e dare segnali intelligenti alla popolazione e ai parrocchiani . Se ognuno rimano arroccato sulle proprie posizioni l’ ultima parola purtroppo spetterà al Prefetto e di conseguenza alla polizia antisommossa.

  7. e certo, pure il WIFI gratis dobbiamo dare questi clandestini ! credo che gente come Davide Gastldo è un buonista sprovveduto o uno che ha interesse nelle cooperative (in effetti a fine messaggio dice che sera negli aiuti statali). Gli italiani non arrivano a fine mese, e a questi clandestini dobbiamo regalare pure il WIFI per svagarsi nell’attesa di passare il confine. Non solo bisogna considerarli clandestini, ma anche chiamare TRADITORI DEGLI ITALIANI quei finti buonisti che invece di aprire i portoni di casa loro, vanno ad a aprire quelli degli altri

  8. STA ANDANDO TUTTO COME DECISO DA QUALCUNO GIA’ UN BEL PO’ DI ANNI FA’…SIAMO ALLA 4° FASE DEL PIANO KALERGI..E SARA’ SEMPRE PEGGIO!!! QUINDI PORTONI SEMPRE APERTI EH..MI RACCOMANDO

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.