VALSUSA, I PROBLEMI DEI LAVORATORI STAGIONALI: “SENZA AIUTI DA NESSUNO”

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di ILARIA MICELI (Lega Susa)

SUSA – Nella serata di venerdì 29 gennaio, si è effettuato un tavolo trasversale che, in seguito ad una problematica sollevata dalla sezione Lega di Susa, ha previsto la discussione di un tema che non ha colore politico e riguarda un’innumerevole quantità di persone, ovvero quello della professionalità del lavoro stagionale.

La sezione ha interpellato la senatrice Roberta Ferrero, la capogruppo della Lega in Commissione Bilancio, il vice presidente dell’UNCEM Piemonte, nonché sindaco di Ingria, Igor De Santis, oltre che il vicesindaco di Sestriere e maestro di sci Francesco Rustichelli.

L’incontro è stato mediato dal segretario della sezione, Giovanni Baccarini, il quale ha introdotto la serata sottolineando come coloro che si trovano a livello governativo non conoscono realmente la nostra realtà montana e hanno assunto provvedimenti totalmente inefficaci ed inopportuni, concedendo invece maggiore sensibilità all’ambiente balneare (il quale nonostante i numeri, ha un impatto minore).

La senatrice ci ha spiegato che si sta attendendo con ansia il decreto ristori quinquies, insieme al confronto della prossima settimana con Amendola, Gentiloni e Gualtieri. La Lega, che durante il suo mandato aveva addirittura previsto la delega al governo per la riforma dello sport, adesso è fortemente contraria all’operato di una maggioranza di governo dimissionaria, la quale ha previsto un piano poco dettagliato, privo di cifre, progetti ed un programma definito.

La sezione ha illustrato agli ospiti presenti la propria riflessione sui lavoratori esclusi dai ristori: anche nel caso in cui la stagione cominciasse ora, questi non riuscirebbero a maturare i requisiti minimi per la NASPI. I lavoratori sportivi (che molto spesso effettuano due attività, una invernale ed una estiva), hanno notato come l’accesso ad un decreto ristori ne escluda un altro: in conclusione, questi vengono considerati come dei non lavoratori, ma spesso, in realtà, si tratta di intere famiglie in enorme difficoltà.

Inoltre, il già citato ristori quinquies prevede supporti per coloro che non hanno lavorato da Febbraio scorso, dunque anche attraverso questo decreto molti rimarranno esclusi dai sussidi. Ecco che la Lega a livello locale propone di eliminare questa scelta obbligata: chiunque sia beneficiario di un ristoro, è legittimato a richiederne un altro, qualora ovviamente ne possedesse i requisiti; anche perché, ad esempio, nel momento in cui si dovessero pagare tre tassazioni, sarebbe lecito appropriarsi di tre ausili.

A questo punto il rappresentante dell’UNCEM ha veicolato tutta la nostra attenzione sul tema proprio della categoria stagionale, la quale è a sé stante, poiché vede partecipi coloro che, per competenze e territorialità, eseguono due mestieri differenti, ma anche davvero numerosa (il 90% della realtà) e degna del massimo valore (non è costituita, infatti, da chi, in base a idee popolari, “si arrangia”). Secondo De Santis, vi è poi un’altra problematicità fondamentale da risolvere: lo spopolamento della montagna.

Nel caso in cui le istituzioni non offrano il loro sostegno, affinché si comprenda a pieno che la montagna vada vissuta, i giovani torneranno in città e il problema sociale sarà notevole. Rustichelli ci offre poi dei dati precisi, spiegando che i lavoratori stagionali soltanto nella Via Lattea sono 2.000, che i maestri di sci hanno avuto diritto a milleduecento euro tra marzo e ottobre, cifra assolutamente insufficiente e che si avrà un’enorme perdita nel 2021; ma, nonostante ciò, coloro che vivono in montagna sono grandi lavoratori e non prendono in considerazione la richiesta dei ristori.

Al termine del dibattito, la senatrice sottolinea come sia di fondamentale importanza il fatto che il Piemonte faccia sentire la sua voce, essendo noto che già l’atto del governo sulla montagna e la sicurezza degli impianti di risalita non ha previsto numerose questioni. Inoltre, il debito effettuato per i ristori, consistente in ben centootto miliardi, è stato approvato dal Carroccio, ma con l’aggiunta di una clausola: l’indennizzo della perdita. Ciò, però, non è successo, nel momento in cui tutti i provvedimenti non sono stati ininfluenti su ristori e rilancio.

La Ferrero presenterà un’audizione parlamentare focalizzandosi sullo spopolamento della montagna proposto dall’UNCEM, esponendo tutte le problematicità da noi presentate e rimaste escluse dal decreto. La sezione resta in attesa di ulteriori aggiornamenti, anche per quanto riguarda l’apertura delle piste invernali, prevista per il 15 Febbraio.

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1 COMMENTO

  1. Sarebbe stato molto bello vedere che i politici si fossero resi conto che aver fatto chiudere impianti bar e ristoranti non ha risolto un bel niente quando parrucchieri, profumerie, negozi, e quant altro erano non solo pieni ma STRAPIENI. Ma chi emana questi DPCM? Veramente i super penalizzati sono stati solo e soltanto BAR E Ristoranti. Gli altri vanno bene anche se le regole di distanziamento per loro non valgono. E scusate ma voi politici di zona non avete fatto un bel niente. Non pensate che al prossimo giro vi daremo il voto, SCORDATEVELO

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