VALSUSA, IL FLOP DELLA SEGGIOVIA COSTATA 2 MILIONI DI EURO: CHIUSA LA CHIOMONTE-FRAIS

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di FABIO TANZILLI

CHIOMONTE – Passano gli anni, cambiano i sindaci, ma il problema rimane. La seggiovia Chiomonte-Frais quest’estate rimane nuovamente chiusa. Una cattedrale nel deserto costatala bellezza di 2 milioni di euro di fondi pubblici, soldi dei cittadini finiti nel bidone.
La seggiovia Chiomonte – Frais era stata riaperta nel dicembre 2010, dopo oltre 20 anni di attesa. Era stata costruita con i fondi olimpici di Torino 2006. Dalla stazione ferroviaria di Chiomonte (in altitudine a 750 metri sul mare) in circa un quarto d’ora si può arrivare direttamente ai 1450 metri del Frais. Doveva essere il volano per l’economia turistica, il simbolo della rinascita di Chiomonte e di Pian del Frais, ma rischia di confermarsi come un flop colossale. Il nostro giornale ne aveva già parlato, segnalando lo stesso problema, nel 2015. Poi negli anni successivi ci sono state aperture “a singhiozzo” in estate, l’ultima proprio lo scorso anno. Ma nel 2022 il problema si ripete: la seggiovia resta chiusa.
Il sindaco di Chiomonte Roberto Garbati spiega così i motivi, pubblicando un lungo post su Facebook: “La seggiovia Chiomonte – Frais ha ripreso a funzionare, dopo anni di stop, nei mesi di agosto 2020 e 2021. Questo è stato possibile solo dopo l’assunzione di notevoli responsabilità, da parte di questa amministrazione, per svolgere la funzione di “Gestore” e grazie alla preziosa collaborazione dell’associazione APS Frais, nonché dei volontari locali dei Vigili del fuoco e della protezione civile. L’associazione Frais si è avvalsa di volontari per svolgere le necessarie attività di assistenza agli utenti alle piattaforme di partenza e di arrivo a Chiomonte e al Frais. Nell’agosto 2021, il signor Marco Cerutti ha presentato un esposto all’Ispettorato del lavoro per presunte irregolarità relative alla manodopera coinvolta da l’associazione nel funzionamento della seggiovia Chiomonte – Frais. L’associazione, dopo l’intervento dell’ispettorato del lavoro, che si è comunque limitato a fornire “raccomandazioni”, non ha più ritenuto opportuno, comprensibilmente, assumersi la responsabilità di gestire le piattaforme suddette”.
Eppure dall’agosto 2021 e nonostante un semplice esposto, è passato giusto un anno, con tutto il tempo necessario a fornire il servizio anche nel 2022. Cosa che però non è avvenuta: “Il Comune ha fatto un’esplorazione di mercato, così come era già avvenuto in passato, ma non ha dato esiti soddisfacenti – aggiunge il sindaco – Con grande dispiacere, per l’anno 2022, in previsione della ripresa del funzionamento della seggiovia nel 2023, si è trovata quindi una soluzione di ripiego, consistente nel servizio di navetta Chiomonte – Frais – Chiomonte tramite pulmino da 25 posti”.
I motivi per cui il Comune non ha trovato altri gestori per la seggiovia, non sono stati resi noti dal sindaco nella sua comunicazione sui social.
Ma in realtà il problema è noto da tempo: i costi di gestione per aprire l’impianto sono troppo alti, e già nel 2015 il vecchio gestore (l’associazione Frais 2010) aveva riconsegnato la chiavi al Comune per queste ragioni. Tornano quindi attuali le dichiarazioni del consigliere comunale di minoranza, Giorgio Guglielmo, fornite a ValsusaOggi sette anni fa: “Sembra che tenere aperto l’impianto costi circa 800 euro al giorno – spiega – ma non è una sorpresa. Già nel 1998 lo Studio Ballarini aveva fatto uno studio sull’impianto, valutando che sarebbe stato un buco nell’acqua dal punto di vista gestionale. Eppure, nonostante questo, l’impianto è stato realizzato coi soldi pubblici dalle precedenti amministrazioni comunali. Paradossalmente, per farla funzionare senza debiti, si dovrebbe far pagare agli sciatori un biglietto da 42 euro, una cosa insensata”. L’impianto è molto caro: l’utilizzo per 165 giorni costerebbe circa 120mila euro.
L’idea di fondare una stazione invernale sopra Chiomonte, a Pian del Frais, nacque dalla fine degli anni 40, grazie ad alcuni montanari del posto e ad alcuni turisti liguri e piemontesi: il punto di partenza del progetto fu proprio la realizzazione di una teleferica che, dalla stazione ferroviaria di Chiomonte, portava i turisti direttamente agli impianti di sci del Frais. Dagli anni ’80 la seggiovia da Chiomonte venne disattivata. La riattivazione del 2010, sfruttando i soldi pubblici delle Olimpiadi di Torino 2006, avvenne attraverso un percorso tortuoso: per avere quella seggiovia, il Comune superò cause giudiziarie, ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, e mille peripezie. Siamo nel 2022 e il problema rimane irrisolto. Al di là di tante parole, promesse a vuoto e litigi, quale sarà il futuro turistico per Chiomonte e Pian del Frais?

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13 COMMENTI

  1. Eppure altrove si fanno e si leggono le analisi costi/benefici, da noi invece…
    e poi ci si stupisce quando succedono queste cose, ma l’importante è averla fatta, qualcuno ci ha guadagnato; il resto sono bazzeccole provinciali…

  2. In valle sono tutti troppo impegnati a correre dietro ai deliri NoTav per accorgersi dei veri sprechi di soldi pubblici e devastazioni. Il Tav che è quasi tutto in galleria devasta la valle, invece lo scempio fatto a Pian Gelassa o per impianti di risalita che era evidente a tutti fossero completamente inutili, va tutto bene. Nessuna indignazione. E senza scomodare i carrozzoni fatti in alta valle per le Olimpiadi. Tutto regolare.

  3. Marco Cerutti, un capro espiatorio buono per tutte le stagioni… Mai un cenno di autocritica da parte delle varie amministrazioni. Dagli anni 80 come dice l’articolo la seggiovia venne disattivata…ma gli impianti al Frais continuarono a funzionare ! Evidentemente la seggiovia non era così determinante.

  4. Le solite furbate all’italiana, bravi a promettere bravi a riempirsi le tasche di soldi dei contribuenti per poi dire non e’ colpa mia e colpa di quelli di prima, politica solo italiana

  5. Memoria corta

    Cosa vai a difendere la persona, i fratelli italo-svizzeri che hanno fatto del frais una stazione sciistica, creato guerre e faide decennali?
    Chi tu difendi è inseguito da cause legali.
    Vai a documentarti prima di difendere l’infendibile. Non dovrebbe aver accesso a nessun altro fondo pubblico.
    Altroche benefattore. Un disastro.

  6. Povero Cerutti!! Poveretto, sempre messo in mezzo per niente!!!
    Inchiesta della Guardia di Finanza “neve al sole”. Cause intentate già perse in partenza, ecoval in valdaosta… e continuiamo…

  7. Non è mia intenzione difendere L’INDIFENDIBILE Cerutti, SIA BEN CHIARO, si tratta solo di essere minimamente obbiettivi e ricordarsi che anche in assenza della seggiovia Chiomonte – Frais gli impianti da sci hanno sempre funzionato e continuano a funzionare ospitando Sci Club da tutta l’alta valle, permettendogli di allenarsi (perfino Sestriere e Sansicario !) cosa che altrove non riescono a fare. Le varie amministrazioni (a quanto pare) mai responsabili delle proprie azioni, hanno fortemente voluto un’opera che, come spesso accade in Italia, sapevano benissimo di non poter mantenere e far funzionare. Se è vero come sempre enunciato che la seggiovia è IMPIANTO di ARROCCAMENTO e non ad integrazione degli impianti da sci l’amministrazione pubblica ha il dovere di farla funzionare e aveva il dovere di prevedere una voce di spesa per assicurarne il funzionamento. Ogni tanto assumersi le proprie responsabilità sarebbe opportuno.

  8. Quando il Frais aveva senso scendevamo con gli sci fino alla stazione, una vera e propria pista non c’era ma era bello lo stesso.
    Arroccamento o meno, dopo cinquant’anni dedicati a surriscaldare il Pianeta, con sano realismo si dovrebbe ammettere che lo sci a fune (e con piste autostrada) avrà un futuro solo sopra i 2.000 metri e possibilmente su versanti in ombra.

  9. Il Frais è semi abbandonato, strutture fatiscenti, forse se ci fossero case stile altoatesino, una pista di pattinaggio funzionante, eccetera, cioè un bel paesaggio, invece che ammassi di cemento, la gente ci ripenserebbe… detto questo, non c’è più la neve per il riscaldamento globale, come si fa a sciare al Frais??

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