
Lettera di LORENZO
Buonasera Direttore,
mi chiamo Lorenzo, sono di San Didero e oggi, mentre percorrevo in moto la statale del Monginevro, all’altezza del forte di Exilles ho notato che era avvenuto un incidente e mi sono fermato. Vedevo in un prato un motociclista a terra che si muoveva e un altro motociclista a terra immobile sull’asfalto; erano presenti già una decina di persone, ma NESSUNO era accanto al motociclista sull’asfalto. Mentre andavo di corsa verso di lui chiedevo se avessero chiamato i soccorsi e mi rispondevano di sì. Mi sono inginocchiato accanto e controllavo se respirasse e se fosse cosciente: respirava, ma non era cosciente. Respirava male, allora con delicatezza gli ho alzato la visiera del casco; perdeva sangue dalla bocca, gli parlavo per fargli sentire che non era solo, gli dicevo che non si era fatto nulla E NON LO MUOVEVO. Dopo circa 10 minuti ha ripreso coscienza e a parlare a tratti: non ricordava cosa fosse successo, gli chiedevamo il nome e l’età e rispondeva a voce bassa, diceva che aveva male e che non respirava bene. Cercava di alzarsi ma lo bloccavo a terra: si capiva che aveva parecchie fratture. Gli dicevamo di non muoversi, di aspettare i soccorsi, che non aveva niente ma che era meglio aspettare.
Ed è adesso che incominciano i problemi: si fermano un sacco di macchine e arrivavano persone che “dicevano” di essere soccorritori (secondo me hanno fatto come me un corso di BLS un giorno all’anno). Volevano metterlo in posizione di sicurezza e io non l’ho permesso. Gente che faceva diagnosi ad alta voce (“ha le gambe rotte”, “è messo male…”): ma è normale fare questi discorsi davanti a una persona che sta male, già spaventata, che si sente dire queste cose?
Finalmente è arrivata l’ambulanza e dopo poco è arrivato l’elisoccorso con personale VERAMENTE preparato. Perché le scrivo?
In Valle succedono parecchi incidenti, io sono intervenuto in tre occasioni simili. Le chiedo se può fare un articolo in collaborazione con la Croce Rossa per ricordare cosa si deve e cosa soprattutto NON si deve fare in queste bruttissime situazioni.
Cose che sono accadute oggi:
Nessuno che gli stava vicino per confortarlo e fargli sentire che non era solo;
Collegamento telefonico diretto con l’operatore del 118 per sapere cosa fare e aggiornarlo;
NON MUOVERLO;
NON fare diagnosi davanti al ferito, ma al contrario rassicurarlo dicendogli che non ha niente;
NON intervenire dicendo che sei un soccorritore solo perché hai fatto il BLS: deve intervenire solo personale qualificato.
Ci sono state anche persone che hanno dato una mano, cercando di fargli ombra con dei teli, mentre altri hanno gestito il traffico. Questo è ciò che NOI, semplici persone, possiamo fare mentre aspettiamo l’arrivo di infermieri, dottori o volontari della Croce Rossa.

























Purtroppo condivido; è la stessa mentalità che si trova sui social!
sagge parole e giusti consigli nella lettera di Lorenzo.
E purtroppo concordo con TROPPE situazioni analoghe occorse in Treno e sulle Piste da Sci : sempre COMMENTI, inutili, sopratutto di fianco all’ infortunato ( ” non chiamare, tanto i Soccorsi NON ARRIVANO, ARRIVANO TARDI ” ecc…)
Credo valga anche la pena aggiungere ( anche questo mi è capitato personalmente ) : USARE LA LINGUA DELL’ INFORTUNATO. Se conosciuta, ed anche solo per poche parole. Ad un/una giovane turista che sta visitando un altro Paese dove magari non è MAI STATO/A prima, trovarsi CIRCONDATO/A da persone che parlano un’altra lingua
( addirittura in DIALETTO è capitato ! ) non fa altro che AGGRAVARGLI/LE lo Stato di Stress.
Concordare sul da farsi tra persone sopraggiunte è INEVITABILE , mentre si puo’ evitare di farlo VICINO alla persona sofferente. Sopratutto in una Lingua a lui/lei sconosciuta.
Ottimo lavoro Lorenzo.
Concordo con te, informare e informarsi come comportarsi in caso di incidente. (Qualsiasi esso sia)
Tutto bene anzi benissimo ma,vogliamo capire una volta per tutte che le strade non sono piste? Aldilà del fatto che l’infortunato procedesse a codice della strada,l’imprevisto è dietro l’angolo,abbaglio da sole,auto che precede non mettendo la freccia,un altro motociclista invade la carreggiata ecc.e poi non per ultimo le forse dell’ordine TUTTE dove sono??? Addirittura venerdì c’era una pattuglia della polizia zona ex Alfio più ed un ‘altra dei carabinieri 50 metri dopo e tutti a visionare il telefono……meditate gente
Scusa, gli sbirri con lo smartphone?
Magari capisco male io.
Osservazione più che leggittima prestare soccorso in maniera corretta è utile, ma invece parliamo di come avvengono la maggiorparte degli ‘incidenti io vivo a Exilles e il periodo estifo il sabato e la domenica diventiamo ostaggi di veri e propri terroristi che sfrecciano a velocità folli confondono la statale 24 come una pista da gara detto fuori dai denti ci siamo rotti il cazzo.
Sono due problemi diversi…qui si parlava di umanità di senso civico e di aiuto verso il prossimo,senza esagerare (come gente che tira fuori feriti per le braccia) nel caso di moto che sfrecciano il problema é un altro..preferiamo sempre parlare di odio per qualcuno che non deve fare così o che é pericoloso e giù a commenti..qui si parlava di essere umani e prodigarsi per il prossimo…
Ho visto persone,non pochi, che si mettevano a riprendere gli elicotteri si azienda zero e VVF impegnati a recuperare un corpo sulla Dora ad Alpignano, qualche anno fa.
Anzi c’era anche qualche picio che riprendeva da via Cavour, piuttrosto lontan ma i cogluons volevano lo spettacolo in tasca.
Pensai che gente de m…rda non capisce piu’ la tragedia. Abituati a centri commerciali, smartphones, videogiochi, tatuaggi, passeRe tatuate e tutti i caz…i che vi fanno e ci fanno sentire come individui singoli, ignoranti e curiosi … anche della morte altrui.